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Matteo Orfini: “Il Pd è cambiato e cambierà Roma”

Alessandro Capponi, Corriere della Sera, 2 ottobre 2015

«lo non sono credente ma… il Papa com’è noto è infallibile, non potrei mai dargli suggerimenti…». E ancora: il Campidoglio «si chiuda in operoso silenzio». Perché «bisogna non creare polemiche e pensare a lavorare». Soprattutto: «È il Pd che garantirà ai cittadini la soluzione ai problemi». Il Pd, non Marino: chiaro? Certo, i problemi della città sono tali e tanti che, al momento, la dichiarazione di Matteo Orfini è utile per raccontare il cambiamento nei rapporti tra partito e sindaco: una «fase due» nella quale è il Pd a curare Roma, a prescindere dal dottor Marino. Una scelta netta, inequivocabile, perché Orfini fin qui ha sempre difeso Ignazio Marino: anche qualche mese fa, quando Matteo Renzi sembrò volersi liberare del sindaco. Così quando ieri mattina lo stesso commissario del Pd a Roma è andato in tv a dire che «Marino deve continuare a fare il sindaco», sì, ma «meglio di come ha fatto finora», è parsa evidente la nuova rotta decisa del Partito democratico. Continua a leggere

De Vincenti: “Roma merita forte collaborazione istituzionale.
Giubileo occasione importante di rilancio”

Simone Canettieri, Il Messaggero, 30 agosto 2015

«Riportare Roma al suo rango di Capitale d’Italia è una missione che richiede una collaborazione forte tra tutte le istituzioni. Il Giubileo può rappresentare una grande opportunità di rilancio per Roma». Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è l’uomo incaricato da Renzi di seguire il dossier Anno Santo. È l’ufficiale di collegamento tra Marino e il premier.

De Vincenti, mancano meno di cento giorni al Giubileo, la gran parte dei lavori, quelli più importanti, inizierà solo a metà ottobre. Per l’otto dicembre le opere saranno completate?

«Il Comune è chiamato a uno sforzo molto impegnativo, ma ce la può fare grazie alla delibera del Consiglio dei ministri che consente di dimezzare i tempi delle procedure. Attenzione: non c`è nessuna deroga alle procedure, parliamo solo di forte accorciamento dei termini per completare le procedure stesse e assegnare i lavori». Continua a leggere

Stefano Esposito: “Nessun vuoto di potere”

Francesco Maesano, La Stampa, 26 agosto 2015

Il Campidoglio è di nuovo sotto assedio. L’ipotesi del commissariamento sembra tramontata, ma tra il dossier-Capitale che finirà sul tavolo del consiglio dei ministri di domani e le polemiche per l’assenza di Ignazio Marino dopo il funerale in pompa magna di Vittorio Casamonica, l’amministrazione capitolina è ripiombata in quella fase politicamente delicata che fino a qualche settimana fa sembrava preludere a una caduta della giunta. «Non c’è nessun vuoto di potere», chiarisce Stefano Esposito, nominato assessore ai Trasporti un mese fa. «C’è sempre un vicesindaco, ci sono dei turni. Altro che sede vacante. A Roma tutto si amplifica, anche delle normali vacanze creano scandalo».

Secondo lei non c’è una questione di opportunità sulle vacanze della giunta in un momento nel quale la città sentiva di aver subìto uno sfregio?

«Marino ha presieduto l’ultima giunta il 13 di agosto. Era cotto. Credo che 15 giorni di vacanza gli possano essere concessi. Sabella è stato anche male. È rientrato a lavoro 5 giorni dopo un’operazione. Se la mettiamo così allora vuol dire che a Roma non ci vogliono degli amministratori ma dei martiri». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Da mesi stiamo combattendo la mafia con atti concreti. Ma ora serve manifestazione per svegliare la città”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 23 agosto 2015

«Qualcosa non ha funzionato nell’apparato investigativo e di sicurezza». Matteo Orfini, commissario del Pd a Roma e presidente del partito, chiede di individuare chi ha sbagliato e ha permesso il funerale-provocazione del clan Casamonica. Assolve Marino e la giunta: «Se Alfano non commissarierà il Campidoglio, come spero, la giunta Marino andrà avanti fino al 2018. È baluardo di legalità».

Orfini, la sensazione è che a Roma i boss possano farla da padroni.

«È la sensazione sì, ma non è così. E noi dobbiamo alzare il livello dello scontro». Continua a leggere

Ignazio Marino: “Perché non mi arrendo”

Ignazio Marino, Corriere della Sera, 13 luglio 2015

Caro direttore,
nel suo articolo di domenica Galli della Loggia affronta due distinti problemi: un giudizio sul mio lavoro da sindaco e uno sulla possibilità di amministrare e di governare una città come Roma e, più in generale, il nostro Paese. Comincio dalla seconda questione. L’analisi si apre dall’assunto che la macchina amministrativa pubblica sia sostanzialmente marcia e che i tentativi di governo si infrangono contro questa realtà. È in gran parte vero, ma è anche una sorta di De profundis sull’Italia con cui non sono d’accordo. In molti siamo animati da passione e determinazione per cambiare le cose ed esiste una classe dirigente moderna dotata di capacità che ha avviato profonde e radicali riforme. È quanto in atto da due anni a Roma e che il governo di Matteo Renzi sta facendo nello Stato. La resistenza strenua ad ogni tipo di innovazione, le eredità negative esistono certamente e sono fortissime ma arrendersi è una scelta che non farò mai. So bene quanti problemi abbia la macchina amministrativa pubblica, ma le generalizzazioni sono sempre sbagliate perché nel mio lavoro ho incontrato tanti dipendenti e dirigenti onesti, competenti e animati da professionalità e voglia di fare. Continua a leggere

Matteo Orfini: “A Roma serve un salto di qualità”

Carlo Bertini intervista Matteo Orfini, La Stampa, 18 giugno 2015


Matteo Orfini, come la pensa il premier su Marino si è capito. Lei, commissario del Pd di Roma, non ritiene che Marino dovrebbe dimettersi?

«Non mi pare sia quello che ha chiesto il premier. Renzi vuole che Roma sia governata nel migliore dei modi ed ha posto una domanda semplice al sindaco: se pensa di essere nelle condizioni di rilanciare l’azione amministrativa, quando e se si risolverà la vicenda dello scioglimento del comune. Una posizione che condivido. E segnalo quanto detto dal procuratore Pignatone davanti alla commissione Immigrazione, cioè che negli anni della giunta Alemanno c’è stato l’apice di Mafia Capitale…».

Perdoni se la interrompo: Renzi ha scaricato Marino a mezzo stampa o hanno avuto tuttiun’impressione sbagliata?

«Renzi ha difeso Marino sotto il profilo morale, ha detto che non considera l’ipotesi che Roma venga sciolta per mafia e che nel momento in cui questa partita si chiuderà ne dovrà cominciare un’altra, quella di dimostrare di essere in grado di rilanciare una città piegata da questi scandali».

E come mai nel Pd tutti si chiedono come finirà il derby tra i due Matteo sulla tenuta di Marino?

«I derby li giochiamo con la playstation. Io sono commissario del Pd di Roma su mandato di Renzi per ricostruire il partito e far funzionare al meglio il governo della città». Continua a leggere

Ignazio Marino: “Demolire il sistema per ricostruire. Ecco le priorità per Roma”

Il Messaggero, 12 giugno 2015

«Abbiamo fatto un’opera di demolizione della casa ora si può iniziare la ricostruzione. I romani dovranno fare altri sacrifici, non sarà un periodo semplice, ci saranno ancora lacrime e sangue, ma solo così potremo cambiare Roma». Ignazio Marino, ospite del forum de Il Messaggero, e dice che ora, «senza più la cappa» di Mafia Capitale, potrà iniziare l’operazione più complicata della sua carriera di sindaco e di chirurgo: «È come quando si asporta un male: c’è uno shock doloroso, ma poi affinché il trapianto funzioni va rimesso un nuovo organo. È quello che stiamo facendo».

Sindaco, a due anni dall’insediamento della sua giunta siamo ancora all’asportazione, un’operazione che sembra molto complicata. Non è meglio azzerare tutto e andare a votare?

«No. Io sono fortemente convinto che con la sfida del Giubileo e di Roma 2024 sia importante avere una giunta capace e preparata, che agisca con determinazione. Ciò che è emerso non è una sorpresa, è una sorpresa la dimensione criminale del problema. Io sapevo che mi candidavo contro quel tipo di sistema, avrei avuto un periodo di scontro conflitto e lacrime e sangue. E so che non è finita. Da quel mondo mi aspetto dei colpi di coda. Aspetto altre aggressioni contro di me e chi è vicino a me. quando tocchi interessi, quando togli somme importanti a certe persone faranno di tutto perché si ritorni a quel sistema. Ecco perché sarebbe un errore creare un vuoto di potere, con il commissariamento, una sola persona – anche se troviamo Nembo Kid o Mandrake – non ce la fa a controllare tutto. Noi anche in situazioni difficili come quelle di Ostia stiamo cambiando le cose». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Proteste lunari, Roma sta cambiando”

Giovanna Vitale, la Repubblica Roma, 22 maggio 2015

 

Matteo Orfini, dacché si ricordi, quello di domani è il primo corteo organizzato dai sindacati contro un sindaco. E per di più del Pd. Non le fa impressione?

«Le loro spiegazioni sono lunari, dimostrano solo una grandissima e allarmante inconsapevolezza di quello che è accaduto e sta accadendo a Roma. Quanto è avvenuto negli anni della giunta Alemanno, ed è emerso grazie al lavoro della procura, racconta di una caduta etica della città che ha diversi elementi di responsabilità, compresa l’incapacità diffusa delle classi dirigenti della politica, ma pure di sindacati e impresa di impedire questa decadenza».

Spesso si ha però la sensazione che la vicenda Mafia Capitale, pur tragica, venga utilizzata come alibi dal sindaco e ora anche da lei per coprire errori ed inefficienza dell’amministrazione: la città sporca, le buche, i trasporti che non funzionano…

«Nel momento in cui è scoppiato lo scandalo, la crisi di credibilità della capitale d’Italia era un tema drammatico per il Paese, non solo per Roma. A cui la giunta Marino ha saputo reagire con un cambio di passo importante». Continua a leggere

Ignazio Marino: “Sfratto per chi non paga e in centro niente sconti”

Fabio Rossi, Il Messaggero – Cronaca di Roma, 15 febbraio 2015

Sindaco Marino, perché avete deciso di vendere questi 600 immobili?

«Abbiamo fatto una scelta precisa: operare esclusivamente nell’interesse della qualità della vita e dei servizi ai cittadini. Tutto ciò che non è strategico lo liquidiamo o ci tiriamo indietro, come per le oltre 20 aziende non strategiche che vogliamo alienare».

Come li avete scelti? 

«Il Comune ha in totale quasi 60 mila immobili di proprietà, di cui 27 mila di edilizia popolare. Ce ne sono molti non strategici».

Sapeva che queste case erano date in affitto a prezzi ridicoli, spesso neanche regolarmente pagati?

«Fin dalla prima delibera dell’ottobre 2013, poche settimane dopo il mio insediamento, abbiamo scoperchiato odiosi privilegi e truffe contro i romani: il danno erariale solo per questi 600 immobili, tra affitti e bollette non pagate, è di 17,5 milioni di euro». Continua a leggere