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Lettera agli iscritti, di Matteo Orfini

Roma, 17 giugno 2014

 

Cara democratica, caro democratico,

il processo di ricostruzione del Partito Democratico romano che insieme stiamo portando avanti prosegue con la Festa de l’Unità di Roma 2015, l’appuntamento in cui tradizionalmente la nostra comunità si riunisce e si confronta, ma anche l’occasione di aprirsi e coinvolgere i cittadini di Roma.

Sarà un momento importante per rilanciare l’azione politica del partito nella città ed un’opportunità di dibattito sulle questioni che interessano i cittadini.

Abbiamo fatto la scelta coraggiosa di lasciare il centro per andare in un grande quartiere popolare della città, com’è giusto che sia per un partito che deve stare tra le persone, vicino alle persone.

Per questo ti invitiamo a partecipare e coinvolgere quante più persone possibile, a cominciare dal 18 giugno, il giorno di apertura della festa. Troverai il programma sul sito www.festaunitaroma.it.

Se desideri impegnarti anche come volontario puoi rivolgerti al coordinatore del tuo circolo.

Ti aspettiamo.

Matteo Orfini

Ignazio Marino: “Demolire il sistema per ricostruire. Ecco le priorità per Roma”

Il Messaggero, 12 giugno 2015

«Abbiamo fatto un’opera di demolizione della casa ora si può iniziare la ricostruzione. I romani dovranno fare altri sacrifici, non sarà un periodo semplice, ci saranno ancora lacrime e sangue, ma solo così potremo cambiare Roma». Ignazio Marino, ospite del forum de Il Messaggero, e dice che ora, «senza più la cappa» di Mafia Capitale, potrà iniziare l’operazione più complicata della sua carriera di sindaco e di chirurgo: «È come quando si asporta un male: c’è uno shock doloroso, ma poi affinché il trapianto funzioni va rimesso un nuovo organo. È quello che stiamo facendo».

Sindaco, a due anni dall’insediamento della sua giunta siamo ancora all’asportazione, un’operazione che sembra molto complicata. Non è meglio azzerare tutto e andare a votare?

«No. Io sono fortemente convinto che con la sfida del Giubileo e di Roma 2024 sia importante avere una giunta capace e preparata, che agisca con determinazione. Ciò che è emerso non è una sorpresa, è una sorpresa la dimensione criminale del problema. Io sapevo che mi candidavo contro quel tipo di sistema, avrei avuto un periodo di scontro conflitto e lacrime e sangue. E so che non è finita. Da quel mondo mi aspetto dei colpi di coda. Aspetto altre aggressioni contro di me e chi è vicino a me. quando tocchi interessi, quando togli somme importanti a certe persone faranno di tutto perché si ritorni a quel sistema. Ecco perché sarebbe un errore creare un vuoto di potere, con il commissariamento, una sola persona – anche se troviamo Nembo Kid o Mandrake – non ce la fa a controllare tutto. Noi anche in situazioni difficili come quelle di Ostia stiamo cambiando le cose». Continua a leggere

Matteo Orfini: «Marino e Zingaretti sono la soluzione alle bande nel partito»

Simone Canettieri, Il Messaggero, 10 giugno 2015

Presidente Orfini, il sindaco Marino ha detto in direzione che il Pd romano lo ha ostacolato in questi due anni. Vista dall’alto la vicenda Mafia Capitale è la pietra tombale sul famigerato Modello Roma? È la sconfitta di una generazione?

«Io la penso diversamente. C’è stato un pezzo di Pd che sì, è vero, ha ostacolato Marino e ora emerge che queste battaglie erano forse condotte anche per motivi poco nobili. Questa è una delle ragioni per cui sono il commissario del partito romano: c’era una guerra tra bande. Tutta questa vicenda non nasce ai tempi del Modello Roma, ma con Alemanno. Carminati è un ex fascista che si lega a pezzi della sinistra tramite Buzzi. Credo che dobbiamo difendere gli anni delle giunte di Rutelli e Veltroni che hanno governato Roma dopo Tangentopoli».

Intanto, si è dimesso anche il capogruppo del Pd in Regione ufficialmente per una questione di opportunità politica. L’inchiesta è composta da decine di migliaia di atti. Se vale il metro dell’opportunità politica per il Pd sarà difficile andare avanti in Comune e in Regione.

«Vincenzi si dichiara estraneo a tutto. Ma al di là di questo emerge la tesi che stiamo dicendo in queste ore: la Regione stanziava delle risorse destinate a comuni e municipi che presentavano dei progetti. Buzzi faceva il giro e chiedeva in cambio gli appalti. Ma la Regione decise che le risorse venissero assegnate con un algoritmo matematico e non con criteri discrezionali. Questo ha stroncato il ragionamento corruttivo di Buzzi. Per il resto valuteremo caso per caso. Dove ci sono dubbi interveniamo con la massima durezza, dove ci sono indagati si procede con la sospensione dal Pd». Continua a leggere

Nicola Zingaretti: “Nessun patto corruttivo con la Regione”

Alessandro Capponi, Corriere della Sera, 5 giugno 2015

«Ciò che sta emergendo è inquietante, l’inchiesta offre un quadro devastante di ciò che si muove o si è mosso in città».

Veramente, a leggere le carte, anche in Regione.

«Non voglio minimizzare ma noi abbiamo bandito gare per 3 miliardi e 900 milioni e a quei “signori” non è arrivato neanche un centesimo, non hanno proprio toccato palla».

Il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, è nel suo ufficio: camicia chiara e pantaloni scuri, niente cravatta. Non sorride mai, risponde di getto e non chiede, come pure capita ai politici in giornate difficili, di evitare argomenti. Lo slogan che ha usato per conquistare la Regione – dopo Marrazzo e la storia dei trans, dopo Polverini e Batman Fiorito – è stato «il Lazio cambia». E non a caso nel corso dell’ora e dieci dell’intervista, Zingaretti non fa che citare le «cose fatte, e prima dell’inchiesta: abbiamo fatto ruotare i dirigenti, istituito una centrale unica degli acquisti, avviato la collaborazione con Raffaele Cantone per le gare, digitalizzato i procedimenti amministrativi. Si può fare di più? Sì, certo: ma qui dentro non abbiamo giocato a briscola, abbiamo messo gli anticorpi contro certe pratiche. E hanno funzionato. Perché senza la nostra tensione per la legalità, senza il nostro impegno quotidiano, oggi, non so cosa sarebbe successo». Parla ora a voce alta, ora sussurrando: ma si capisce che è una furia, dentro. Continua a leggere

Ignazio Marino: “Non lascio, inchiesta merito del mio lavoro”

Fabio Rossi, Il Messaggero, 5 giugno 2015

«Lasciare il Campidoglio? Lo farò nel 2023, alla fine del mio secondo mandato».

Sindaco Marino, il secondo atto dell’inchiesta Mafia Capitale rischia di spazzare via la sua amministrazione?

«Macché. Quest’inchiesta è frutto anche del nostro lavoro di cambiamento. Il mio primo atto da sindaco è stato chiedere al ministero dell’Economia di poter utilizzare gli ispettori della Guardia di finanza in Campidoglio. E già lì in molti storsero il naso».

Ma il panorama dell’amministrazione capitolina che emerge dagli atti è drammatico.

«Questa per me è una giornata di festa: con la giunta Alemanno la criminalità organizzata si era infiltrata fino ai vertici dell’amministrazione. Oggi tutto questo è cambiato, Roma deve essere guida morale del Paese».

In tanti chiedono le sue dimissioni.

«Se a chiedermi riflessioni fosse papa Francesco, mi fermerei a pensare seriamente alle mie azioni. Ma se le dimissioni me le propone Giorgia Meloni, leader di un partito che ha chiesto voti alla ‘ndrangheta, rispondo che io voglio spianare come un rullo compressore tutte le persone che negli ultimi anni si sono messe sotto i piedi i diritti e i soldi dei romani». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Cacceremo via i corrotti contro Marino solo i mafiosi”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 5 giugno 2015

«Chi si è fatto corrompere deve sparire dalla vita politica e dal Pd». Matteo Orfini, presidente del partito e commissario del Pd capitolino, non è arroccato in difesa, ma attacca: «Chiedere le dimissioni della giunta Marino è fare il gioco della mafia».

Orfini, il Pd non ha ancora fatto pulizia?

«Il Pd sta facendo pulizia. La sta facendo nell’amministrazione della città oltre che dentro il partito. Nell’amministrazione questo lavoro è iniziato prima dello scoppio di Mafia Capitale. È stato proprio il sindaco Marino a chiedere un intervento della Finanza e a segnalare i casi sospetti. E una volta esplosa la vicenda, siamo intervenuti ancora più duramente con le nuove regole volute dall’assessore Sabella, che garantiscono trasparenza e legalità nella gestione della città».

Ma nel partito a che punto siete?

«Abbiamo commissariato, reciso i rami secchi, annullato il tesseramento del 2014, ripristinando regole che terranno fuori capibastone e malintenzionati. Fabrizio Barca il 19 giugno presenterà il suo rapporto in apertura della Festa del Pd di Roma con la mappatura dei circoli buoni e cattivi. Una vera e propria inchiesta durata quattro mesi. Nei prossimi giorni riapre il tesseramento, a testa alta chiederemo alla città di darci una mano a rigenerare il partito». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Proteste lunari, Roma sta cambiando”

Giovanna Vitale, la Repubblica Roma, 22 maggio 2015

 

Matteo Orfini, dacché si ricordi, quello di domani è il primo corteo organizzato dai sindacati contro un sindaco. E per di più del Pd. Non le fa impressione?

«Le loro spiegazioni sono lunari, dimostrano solo una grandissima e allarmante inconsapevolezza di quello che è accaduto e sta accadendo a Roma. Quanto è avvenuto negli anni della giunta Alemanno, ed è emerso grazie al lavoro della procura, racconta di una caduta etica della città che ha diversi elementi di responsabilità, compresa l’incapacità diffusa delle classi dirigenti della politica, ma pure di sindacati e impresa di impedire questa decadenza».

Spesso si ha però la sensazione che la vicenda Mafia Capitale, pur tragica, venga utilizzata come alibi dal sindaco e ora anche da lei per coprire errori ed inefficienza dell’amministrazione: la città sporca, le buche, i trasporti che non funzionano…

«Nel momento in cui è scoppiato lo scandalo, la crisi di credibilità della capitale d’Italia era un tema drammatico per il Paese, non solo per Roma. A cui la giunta Marino ha saputo reagire con un cambio di passo importante». Continua a leggere

Stefano Esposito: “A Ostia il Pd dovrà pagare l’affitto”

Valeria Costantini, Corriere della Sera Roma, 20 maggio 2015

Ex sezione del Pci, poi sede dei Ds infine circolo dem. Un paio di ampi locali nel cuore della Ostia più oscura, per cui il Pd non ha mai sborsato un euro di affitto. Una sede «abusiva» per anni, ma non più tollerabile per il partito che ha fatto del ripristino della legalità sul mare della Capitale una battaglia prioritaria. Non è un immobile qualunque poi quello al civico 16 di via Antonio Forni.

Sopra le teste centinaia di appartamenti fatiscenti, accanto negozi occupati trasformati in abitazioni, stessa strada dove, a novembre 2011, ammazzarono Giovanni Galleoni e Franco Antonini, omicidi legati ai clan di Ostia. Locali ancor più scottanti perché della Moreno Estate, ovvero i costruttori Armellini, la cui erede Angiola è finita nel mirino della Finanza per evasione fiscale a inizio 2014. Continua a leggere

Pd Roma: nominati sei nuovi commissari municipali

In vista dell’apertura del tesseramento, il Partito democratico di Roma – come già annunciato – nominerà un coordinatore per ogni livello municipale dell’organizzazione. Per questo il Commissario Matteo Orfini ha chiesto ad Elisa Simoni di dedicarsi al Pd del I municipio, ad Anna Rossomando del IV municipio, a Ileana Piazzoni del VII, a Federico Gelli del XII, ad Andrea Romano del XIII, a Rosa Villecco Calipari del XV.

A tutti loro va un enorme ringraziamento per la disponibilità dimostrata. Il loro impegno sarà prezioso per portare avanti il lavoro di ricostruzione del Pd di Roma. Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi dei coordinatori dei municipi mancanti.

Matteo Renzi: “Cari Matteo e Stefano, il vostro impegno è un presidio di futuro”

Di seguito la lettera di Matteo Renzi a Matteo Orfini, commissario del Pd Roma e a Stefano Esposito, commissario del Pd di Ostia.

Caro Matteo, caro Stefano, cari amici, care compagne e compagni del Partito democratico di Roma,
vorrei esprimervi tutta la mia solidarietà e vicinanza per lo sforzo che state facendo in queste settimane. Uno sforzo di pulizia, di orgoglio, di riconquista centimetro dopo centimetro di un futuro forte e unito per il partito a Roma.

L’iniziativa coraggiosa presa a Ostia, ad esempio, grazie alla disponibilità di un ‘duro’ come il senatore Stefano Esposito che ci ha consentito di andare all’attacco, di non aspettare le segnalazioni e le iniziative che vengono da fuori, ma di affrontare una situazione insalubre di infiltrazioni e intimidazioni che frustra il partito e il territorio. Ne sa qualcosa una cronista coraggiosa come Federica Angeli di Repubblica, costretta a vivere sotto scorta per i suoi articoli di denuncia di una situazione intollerabile di sopruso e connivenza. Continua a leggere