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Nicola Zingaretti segretario!

Complimenti e buon lavoro al nostro nuovo segretario nazionale Nicola Zingaretti. Grazie anche a Roberto Giachetti, Maurizio Martina e soprattutto a tutti i volontari che animano la più bella comunità politica italiana, quella dei militanti del Partito Democratico. Insieme a tutte e tutti gli elettori che ieri si sono messi in fila ai gazebo, abbiamo scritto, insieme, una grandissima pagina di democrazia. La straordinaria partecipazione alle #primarie2019 nella Capitale è una vittoria per tutta la nostra città. Ora tutti al lavoro per il futuro di Roma e dell’Italia.

Nicola Zingaretti: “Con me mai intese con la destra. Buzzi non vinse una sola gara”

Mauro Favale, la Repubblica, 5 agosto 2015

«Affermazioni confuse, non intercettazioni», riportate «per sentito dire», con l’obiettivo di «smontare l’accusa di mafia e apparire come vittima di un sistema corrotto». In tre parole: «Macchina del fango». Nicola Zingaretti ha dato mandato al suo legale di querelare Salvatore Buzzi. Due giorni fa, il governatore del Lazio ha risposto in Consiglio regionale su questo nuovo capitolo di Mafia Capitale nato dai verbali di interrogatorio del ras delle cooperative. Ora ribatte punto per punto alle accuse che gli vengono mosse.

Dice Buzzi che sugli appalti alla Regione si sono vissute due stagioni: la prima riguardava un accordo tra lei e Francesco Storace, la seconda tra lei e Luca Gramazio.

«Non esistono e non sono mai esistiti né accordi né spartizioni negli appalti della Regione. Lo prova il fatto che in due anni, su quattro miliardi di bandi, nessuno è stato vinto da società o cooperative legate a Mafia Capitale». Continua a leggere

Nicola Zingaretti: “Nessun patto corruttivo con la Regione”

Alessandro Capponi, Corriere della Sera, 5 giugno 2015

«Ciò che sta emergendo è inquietante, l’inchiesta offre un quadro devastante di ciò che si muove o si è mosso in città».

Veramente, a leggere le carte, anche in Regione.

«Non voglio minimizzare ma noi abbiamo bandito gare per 3 miliardi e 900 milioni e a quei “signori” non è arrivato neanche un centesimo, non hanno proprio toccato palla».

Il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, è nel suo ufficio: camicia chiara e pantaloni scuri, niente cravatta. Non sorride mai, risponde di getto e non chiede, come pure capita ai politici in giornate difficili, di evitare argomenti. Lo slogan che ha usato per conquistare la Regione – dopo Marrazzo e la storia dei trans, dopo Polverini e Batman Fiorito – è stato «il Lazio cambia». E non a caso nel corso dell’ora e dieci dell’intervista, Zingaretti non fa che citare le «cose fatte, e prima dell’inchiesta: abbiamo fatto ruotare i dirigenti, istituito una centrale unica degli acquisti, avviato la collaborazione con Raffaele Cantone per le gare, digitalizzato i procedimenti amministrativi. Si può fare di più? Sì, certo: ma qui dentro non abbiamo giocato a briscola, abbiamo messo gli anticorpi contro certe pratiche. E hanno funzionato. Perché senza la nostra tensione per la legalità, senza il nostro impegno quotidiano, oggi, non so cosa sarebbe successo». Parla ora a voce alta, ora sussurrando: ma si capisce che è una furia, dentro. Continua a leggere

Matteo Orfini: “Cacceremo via i corrotti contro Marino solo i mafiosi”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 5 giugno 2015

«Chi si è fatto corrompere deve sparire dalla vita politica e dal Pd». Matteo Orfini, presidente del partito e commissario del Pd capitolino, non è arroccato in difesa, ma attacca: «Chiedere le dimissioni della giunta Marino è fare il gioco della mafia».

Orfini, il Pd non ha ancora fatto pulizia?

«Il Pd sta facendo pulizia. La sta facendo nell’amministrazione della città oltre che dentro il partito. Nell’amministrazione questo lavoro è iniziato prima dello scoppio di Mafia Capitale. È stato proprio il sindaco Marino a chiedere un intervento della Finanza e a segnalare i casi sospetti. E una volta esplosa la vicenda, siamo intervenuti ancora più duramente con le nuove regole volute dall’assessore Sabella, che garantiscono trasparenza e legalità nella gestione della città».

Ma nel partito a che punto siete?

«Abbiamo commissariato, reciso i rami secchi, annullato il tesseramento del 2014, ripristinando regole che terranno fuori capibastone e malintenzionati. Fabrizio Barca il 19 giugno presenterà il suo rapporto in apertura della Festa del Pd di Roma con la mappatura dei circoli buoni e cattivi. Una vera e propria inchiesta durata quattro mesi. Nei prossimi giorni riapre il tesseramento, a testa alta chiederemo alla città di darci una mano a rigenerare il partito». Continua a leggere