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Matteo Orfini: “Rispetto per gli avversari ma se il Pd fa il Pd non ce n’è per nessuno”

Claudia Fusani, l’Unità, 15 febbraio 2016

 
 

Quello del centro destra è «un film rispettabile ma in bianco nero e su una pellicola lisa che non lascia intravedere un progetto politico». I Cinque stelle «vivono da mesi una sospensione che li rende residuali». Il Pd ha preso tanti schiaffi ma staguarendo. E non c’è dubbio che «se il Pd fa il Pd non ha paura di nessuno». Soprattutto se «dovessimo riuscire a tenere unito il centrosinistra». Il commissario è stremato. Cammina da quattordici mesi sulle macerie di Roma e non è stato facile ritrovare un po’ di braci sotto la cenere. «I sondaggi ci danno in testa» dice Matteo Orfini mostrando un sano orgoglio di bandiera. Ora che il tabellone del grande gioco delle amministrative della Capitale è completo – quasi – si può anche iniziare ad ipotizzare tattiche e strategie. Continua a leggere

Matteo Orfini: “Il Pd risolverà i problemi di Roma.
Il Giubileo come l’Expo per Milano”

Tommaso Ciriaco, la Repubblica, 9 ottobre 2015

 
 
Alle ore ventidue risponde Matteo Orfini. Nel giorno peggiore del Pd romano.

Marino è un capitolo chiuso?

«Sì. Lo dice chi più di tutti ha cercato di rilanciare l’azione dell’amministrazione».

Si è preso venti giorni per decidere.

«Anche alla luce di quanto emerso in questi giorni, il capitolo è chiuso. Avevamo il dovere di voltare pagina».

Quindi se ci ripensa lo sfiducerete?

«Oggi ho riunito assessori e consiglieri, già lavoriamo al futuro. Neanche prendo in considerazione altre ipotesi. Tra venti giorni ci sarà il commissario. Il suo è solo un mero riferimento normativo».

Lei l’ha difeso. La considera la più grossa sciocchezza o la più grossa sconfitta della sua vita politica?

«Nessuna delle due. Prima di interrompere un’esperienza votata dagli elettori, si doveva tentare di tutto. Ma di fronte agli errori commessi – emersi anche in queste ore – non si poteva più andare avanti». Continua a leggere

Fabrizio Barca: “Il Pd romano sta affrontando un’auto-trasformazione senza precedenti. Il commissariamento deve continuare”

Fabio Rossi intervista Fabrizio Barca, Il Messaggero, 4 ottobre 2015

 

Il Pd romano deve essere ancora commissariato, «perché si continua a parlare di persone e non degli interessi della città». Fabrizio Barca, economista ed ex ministro per la Coesione territoriale, la scorsa estate ha disegnato la mappa dei dem in città, dopo la bufera di Mafia Capitale, indicando i 27 circoli «potere per il potere» e definendo il partito a Roma «pericoloso e dannoso». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Il Pd è cambiato e cambierà Roma”

Alessandro Capponi, Corriere della Sera, 2 ottobre 2015

«lo non sono credente ma… il Papa com’è noto è infallibile, non potrei mai dargli suggerimenti…». E ancora: il Campidoglio «si chiuda in operoso silenzio». Perché «bisogna non creare polemiche e pensare a lavorare». Soprattutto: «È il Pd che garantirà ai cittadini la soluzione ai problemi». Il Pd, non Marino: chiaro? Certo, i problemi della città sono tali e tanti che, al momento, la dichiarazione di Matteo Orfini è utile per raccontare il cambiamento nei rapporti tra partito e sindaco: una «fase due» nella quale è il Pd a curare Roma, a prescindere dal dottor Marino. Una scelta netta, inequivocabile, perché Orfini fin qui ha sempre difeso Ignazio Marino: anche qualche mese fa, quando Matteo Renzi sembrò volersi liberare del sindaco. Così quando ieri mattina lo stesso commissario del Pd a Roma è andato in tv a dire che «Marino deve continuare a fare il sindaco», sì, ma «meglio di come ha fatto finora», è parsa evidente la nuova rotta decisa del Partito democratico. Continua a leggere

Matteo Orfini: “Non ci saranno bandiere.
È la risposta civile contro un nemico comune”

Paolo Fallai, Corriere della Sera – ed. Roma, 3 settembre 2015

«Roma non è una città mafiosa, ma una città dove la mafia c’è». È espressa in queste parole la posizione di partenza di Matteo Orfini. Quando ha proposto la manifestazione, subito dopo l’esplosione del caso sul funerale show dei Casamonica, il 3 settembre sembrava una data lontanissima e l’idea stessa provocava più di una perplessità. Ma nell’ultima settimana, sulla scrivania del presidente del Pd e commissario del partito a Roma, le adesioni si sono moltiplicate. Se l’aspettava? «Ci speravo. Le immagini del funerale dei Casamonica sono state una ferita a tutta la città. Serviva fare qualcosa, anche di fronte agli occhi dei tanti che in questi mesi hanno sottovalutato la situazione che stavamo vivendo». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Da mesi stiamo combattendo la mafia con atti concreti. Ma ora serve manifestazione per svegliare la città”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 23 agosto 2015

«Qualcosa non ha funzionato nell’apparato investigativo e di sicurezza». Matteo Orfini, commissario del Pd a Roma e presidente del partito, chiede di individuare chi ha sbagliato e ha permesso il funerale-provocazione del clan Casamonica. Assolve Marino e la giunta: «Se Alfano non commissarierà il Campidoglio, come spero, la giunta Marino andrà avanti fino al 2018. È baluardo di legalità».

Orfini, la sensazione è che a Roma i boss possano farla da padroni.

«È la sensazione sì, ma non è così. E noi dobbiamo alzare il livello dello scontro». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Governare al meglio Roma. È questo l’obiettivo di tutto il Pd”

Sebastiano Messina, la Repubblica, 24 giugno 2015

Da due giorni Matteo Orfini si muove con la scorta della polizia. Era dagli anni di piombo, che a Roma un dirigente cittadino di partito non girava sotto tutela armata. «Sono cose che possono capitare, quando si fa questo mestiere» dice lui.

Era stato minacciato, Orfini? Ha avuto notizia che qualcuno volesse colpirla?

«No, no, no. Nessuna minaccia. È solo una misura precauzionale per la particolare esposizione su diversi fronti, in questo momento. Non è una cosa gradevole per la mia vita personale, ma non drammatizziamo».

Qualcuno può pensare che se il commissario del Pd romano deve essere scortato, allora forse è vero che in questa città il rischio mafia è reale. O no?

«Non collegherei le cose. Che a Roma ci sia la mafia, emerge chiaramente dalle indagini. Anzi, la responsabilità diffusa delle classi dirigenti della città è stata quella di sottovalutare questo rischio. Quello che emerge dalla meritoria inchiesta del procuratore Pignatone è un sistema molto radicato, ma in cui non c’è solo Mafia Capitale: ci sono diversi clan. Perciò all’inizio di questa vicenda dissi che se c’è Mafia Capitale il Pd doveva diventare Antimafia Capitale». Continua a leggere

Lettera agli iscritti, di Matteo Orfini

Roma, 17 giugno 2014

 

Cara democratica, caro democratico,

il processo di ricostruzione del Partito Democratico romano che insieme stiamo portando avanti prosegue con la Festa de l’Unità di Roma 2015, l’appuntamento in cui tradizionalmente la nostra comunità si riunisce e si confronta, ma anche l’occasione di aprirsi e coinvolgere i cittadini di Roma.

Sarà un momento importante per rilanciare l’azione politica del partito nella città ed un’opportunità di dibattito sulle questioni che interessano i cittadini.

Abbiamo fatto la scelta coraggiosa di lasciare il centro per andare in un grande quartiere popolare della città, com’è giusto che sia per un partito che deve stare tra le persone, vicino alle persone.

Per questo ti invitiamo a partecipare e coinvolgere quante più persone possibile, a cominciare dal 18 giugno, il giorno di apertura della festa. Troverai il programma sul sito www.festaunitaroma.it.

Se desideri impegnarti anche come volontario puoi rivolgerti al coordinatore del tuo circolo.

Ti aspettiamo.

Matteo Orfini

Matteo Orfini: “A Roma serve un salto di qualità”

Carlo Bertini intervista Matteo Orfini, La Stampa, 18 giugno 2015


Matteo Orfini, come la pensa il premier su Marino si è capito. Lei, commissario del Pd di Roma, non ritiene che Marino dovrebbe dimettersi?

«Non mi pare sia quello che ha chiesto il premier. Renzi vuole che Roma sia governata nel migliore dei modi ed ha posto una domanda semplice al sindaco: se pensa di essere nelle condizioni di rilanciare l’azione amministrativa, quando e se si risolverà la vicenda dello scioglimento del comune. Una posizione che condivido. E segnalo quanto detto dal procuratore Pignatone davanti alla commissione Immigrazione, cioè che negli anni della giunta Alemanno c’è stato l’apice di Mafia Capitale…».

Perdoni se la interrompo: Renzi ha scaricato Marino a mezzo stampa o hanno avuto tuttiun’impressione sbagliata?

«Renzi ha difeso Marino sotto il profilo morale, ha detto che non considera l’ipotesi che Roma venga sciolta per mafia e che nel momento in cui questa partita si chiuderà ne dovrà cominciare un’altra, quella di dimostrare di essere in grado di rilanciare una città piegata da questi scandali».

E come mai nel Pd tutti si chiedono come finirà il derby tra i due Matteo sulla tenuta di Marino?

«I derby li giochiamo con la playstation. Io sono commissario del Pd di Roma su mandato di Renzi per ricostruire il partito e far funzionare al meglio il governo della città». Continua a leggere

Ignazio Marino: “Demolire il sistema per ricostruire. Ecco le priorità per Roma”

Il Messaggero, 12 giugno 2015

«Abbiamo fatto un’opera di demolizione della casa ora si può iniziare la ricostruzione. I romani dovranno fare altri sacrifici, non sarà un periodo semplice, ci saranno ancora lacrime e sangue, ma solo così potremo cambiare Roma». Ignazio Marino, ospite del forum de Il Messaggero, e dice che ora, «senza più la cappa» di Mafia Capitale, potrà iniziare l’operazione più complicata della sua carriera di sindaco e di chirurgo: «È come quando si asporta un male: c’è uno shock doloroso, ma poi affinché il trapianto funzioni va rimesso un nuovo organo. È quello che stiamo facendo».

Sindaco, a due anni dall’insediamento della sua giunta siamo ancora all’asportazione, un’operazione che sembra molto complicata. Non è meglio azzerare tutto e andare a votare?

«No. Io sono fortemente convinto che con la sfida del Giubileo e di Roma 2024 sia importante avere una giunta capace e preparata, che agisca con determinazione. Ciò che è emerso non è una sorpresa, è una sorpresa la dimensione criminale del problema. Io sapevo che mi candidavo contro quel tipo di sistema, avrei avuto un periodo di scontro conflitto e lacrime e sangue. E so che non è finita. Da quel mondo mi aspetto dei colpi di coda. Aspetto altre aggressioni contro di me e chi è vicino a me. quando tocchi interessi, quando togli somme importanti a certe persone faranno di tutto perché si ritorni a quel sistema. Ecco perché sarebbe un errore creare un vuoto di potere, con il commissariamento, una sola persona – anche se troviamo Nembo Kid o Mandrake – non ce la fa a controllare tutto. Noi anche in situazioni difficili come quelle di Ostia stiamo cambiando le cose». Continua a leggere