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Ignazio Marino: “Non lascio, inchiesta merito del mio lavoro”

Fabio Rossi, Il Messaggero, 5 giugno 2015

«Lasciare il Campidoglio? Lo farò nel 2023, alla fine del mio secondo mandato».

Sindaco Marino, il secondo atto dell’inchiesta Mafia Capitale rischia di spazzare via la sua amministrazione?

«Macché. Quest’inchiesta è frutto anche del nostro lavoro di cambiamento. Il mio primo atto da sindaco è stato chiedere al ministero dell’Economia di poter utilizzare gli ispettori della Guardia di finanza in Campidoglio. E già lì in molti storsero il naso».

Ma il panorama dell’amministrazione capitolina che emerge dagli atti è drammatico.

«Questa per me è una giornata di festa: con la giunta Alemanno la criminalità organizzata si era infiltrata fino ai vertici dell’amministrazione. Oggi tutto questo è cambiato, Roma deve essere guida morale del Paese».

In tanti chiedono le sue dimissioni.

«Se a chiedermi riflessioni fosse papa Francesco, mi fermerei a pensare seriamente alle mie azioni. Ma se le dimissioni me le propone Giorgia Meloni, leader di un partito che ha chiesto voti alla ‘ndrangheta, rispondo che io voglio spianare come un rullo compressore tutte le persone che negli ultimi anni si sono messe sotto i piedi i diritti e i soldi dei romani». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Via i signori delle tessere”

Simone Canettieri, Il Messaggero – Cronaca di Roma, 20 marzo 2015

Matteo Orfini, commissario «di un partito cattivo e pericoloso», come si esorcizza il Pd di Roma?

«Il rapporto di Fabrizio Barca mette correttamente in luce gli elementi degenerativi: un iscritto su cinque è fantasma. Ma ci sono anche gli enzimi sui quali far fermentare qualcosa di nuovo, le basi su cui ricostruire».

Ha parlato con il premier Matteo Renzi del caso Roma?

«Certo, siamo in contatto continuo. È partita da lui la decisione di azzerare il partito dopo Mafia Capitale. E alla luce del rapporto di Fabrizio Barca e del mio lavoro sui tesserati, Renzi mi ha detto anche in questi giorni di andare avanti così, senza fare sconti a nessuno e di valorizzare la parte buona del Pd».

Ma questi capibastone che usavano i tesserati come carne da macello chi sono e che fine hanno fatto?

«Alcuni di loro pensano che passata la sfuriata potranno ricominciare con le vecchie logiche. Hanno capito male. È cambiato il mondo». Continua a leggere