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Cultura e creatività: perché Roma deve ripartire da qui

Negli anni delle sindacature Rutelli e Veltroni Roma ha vissuto un’enorme crescita dei luoghi della creatività e della cultura: sono stati recuperati spazi abbandonati e creati di nuovi per una cultura sia alta che popolare, luoghi di aggregazione, di incontro e di confronto.

Dal 1993 al 2001 con Rutelli, poi con Veltroni fino al 2008, la Capitale è stata un laboratorio culturale, creativo, ma anche civile e sociale senza precedenti. E non è certo ininfluente o casuale che entrambi siano stati ministri della Cultura nei due governi guidati da Romano Prodi. (Veltroni nel “Prodi I” e Rutelli nel “Prodi II”).

Nel 2000 avevamo 10 musei con 479,000 visitatori, nel 2008 i musei erano 16 e i visitatori erano saliti a 1 milione e 311mila, quasi triplicati. Ai musei si aggiungevano poi altri luoghi di cultura come la Casa del Jazz, la Casa del Cinema, la Casa della Città, i teatri di cintura, che costituivano l’ossatura di un modello che è stato in grado di far fiorire la Capitale per molti anni.

Oggi Roma è ferma: un sistema immobile a fronte di una potenzialità enorme.
La quantità di edifici abbandonati o usati impropriamente è allarmante: solo nelle ville storiche comunali ci sono 81 edifici abbandonati.

Manca una visione strategica che rimetta in circolo tutto questo patrimonio, dal centro alle periferie.

In una città sempre più schiacciata dal suo eccesso di patrimonio e di creatività e dalla difficoltà di trasformarlo in valore diventa così oltremodo urgente la creazione di poli di aggregazione sia a livello diffuso che a livello di macro area.

Tutto questo mentre ci troviamo alle porte della quarta Rivoluzione, quella digitale: unire la creatività e la cultura della nostra città alle possibilità offerte dal digitale, costruendo una strategia che ci permetta di far gonfiare le vele e, al contempo, di governare la nave, significa costruire un futuro migliore e possibile per le generazioni che verranno.

Per questo abbiamo avviato, come Partito Democratico di Roma, un tavolo di lavoro sui temi della creatività, del patrimonio culturale, delle imprese culturali e creative e dell’economia “arancione”: la vita culturale e creativa  di una città è l’ossatura della città stessa, e la costruzione di una vera cittadinanza attiva, passa anche attraverso la costruzione del senso civico del cittadino, rimettendo al centro il valore civico della cultura.

Siamo ripartiti dall’ascolto per ricostruire il tessuto creativo e culturale di questa città in una logica strategica di rete: al centro del dibattito sono i temi della creatività, del digitale, del patrimonio culturale materiale e immateriale, delle imprese culturali e creative e delle economie che generano, dell’artigianato, della cittadinanza attiva come chiavi di sviluppo sostenibile, intelligente e inclusivo.

Questo “Tavolo Roma Creativa” deve diventare una consulta permanente della creatività, che moltiplichi le occasioni di confronto, di ascolto, ma anche di studio e di elaborazione di strategie e politiche efficaci.

Dobbiamo costruire nuovi strumenti, anche concettuali, in una logica sistemica e di laboratorio, e al contempo verificare e rivedere le vecchie categorie concettuali.

Dobbiamo saldare il mondo dell’artigianato dei territori con il mondo della formazione e con il mondo delle start up, costruire infrastrutture della cultura, creare link di opportunità, factory della creatività e agorà civili, creative e culturali, coinvolgendo le università, le Accademie e il mondo della formazione e dell’istruzione.

Nelle prossime settimane verranno calendarizzati nuovi incontri che porteranno alla costruzione di un libro bianco “in itinere” della creatività  a Roma e alla convocazione degli Stati Generali della Creatività: un grande evento strategico che metta a rete stakeholders, sostenitori, creativi, istituzioni e operatori per costruire una nuova proposta politica per la nostra città.

Se Roma non riparte, è l’Italia che non può competere a livello internazionale.
Una grande Capitale europea come Roma deve essere un avamposto dinamico  e protagonista, un laboratorio di eccellenza per promuovere la creatività, per costruire modelli di sviluppo, per mettere a rete competenze, esperienze, esigenze, opportunità.

“Il cambiamento non avverrà se aspettiamo che arrivi un’altra persona, o un altro tempo. Noi siamo quelli che stavamo aspettando. Noi siamo il cambiamento che stavamo cercando”. (Obama)

Gioia Farnocchia
Responsabile PD Roma Creativa e economia arancione

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Ignazio Marino: “Negli Usa per aiutare Roma.
Troverò fondi per i monumenti”

Fabio Rossi, Il Messaggero, 22 agosto 2015

Il viaggio negli Usa? «Il sindaco di Roma deve fare un doppio lavoro: occuparsi di buche e trasporti, ma anche di raccogliere fondi per il nostro patrimonio archeologico. È un compito molto stressante: se non vogliono che lo faccia resto a casa e mi riposo». Ignazio Marino respinge le accuse sul nuovo viaggio negli Stati Uniti (che comincerà domani), che si intersecherà anche con la storica visita del Papa in Nordamerica.

Sindaco Marino, era proprio il caso di ripartire adesso, dopo le polemiche sulle sue ferie?

«Si tratta di un viaggio brevissimo ma molto importante, in un momento storico per la Chiesa e per gli Stati Uniti: è il primo viaggio di papa Bergoglio negli Usa. Quando a giugno scorso mi è stato riferito che avrebbero avuto piacere della mia presenza in tre appuntamenti del Santo Padre a Philadelphia, ma soprattutto all’incontro con le famiglie, ho detto a monsignor Paglia che sarei stato molto lieto di partecipare all’organizzazione della visita».

Andrà anche a cercare fondi per i monumenti. Non sarebbe più strategico concentrarsi sulle emergenze della Capitale?

«Ho dedicato fino a ora un tempo molto limitato, per la verità, a quest’attività. Proprio perché abbiamo le buche per le strade, i marciapiedi con barriere architettoniche e gli altri problemi, non è pensabile che, in un momento di crisi economica e con un debito di un miliardo lasciato dalla passata amministrazione, possiamo spendere decine di milioni per il nostro patrimonio archeologico e monumentale. Che, però, dobbiamo conservare con grande cura. Peraltro questo viaggio non costa un euro ai romani, essendo ospite della Città di Philadelphia». Continua a leggere