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Stefano Esposito: “Ho un dossier per i pm. Tra i funzionari del Campidoglio c’è chi scrive delibere male di proposito”

Alessandro Capponi intervista Stefano Esposito, Corriere della Sera, 10 ottobre 2015

 

«La struttura amministrativa vive di vita propria, non segue le indicazioni, cambia autonomamente il contenuto delle delibere, a volte le scrive male proprio per farle bocciare al Tar…».

Stefano Esposito, scusi: sta dicendo che a Roma, in Campidoglio, gli uffici non rispondono agli assessori ma ad altri interessi?

«Gli uffici se ne strafottono di ciò che chiede la politica… Continua a leggere

Ignazio Marino: “Demolire il sistema per ricostruire. Ecco le priorità per Roma”

Il Messaggero, 12 giugno 2015

«Abbiamo fatto un’opera di demolizione della casa ora si può iniziare la ricostruzione. I romani dovranno fare altri sacrifici, non sarà un periodo semplice, ci saranno ancora lacrime e sangue, ma solo così potremo cambiare Roma». Ignazio Marino, ospite del forum de Il Messaggero, e dice che ora, «senza più la cappa» di Mafia Capitale, potrà iniziare l’operazione più complicata della sua carriera di sindaco e di chirurgo: «È come quando si asporta un male: c’è uno shock doloroso, ma poi affinché il trapianto funzioni va rimesso un nuovo organo. È quello che stiamo facendo».

Sindaco, a due anni dall’insediamento della sua giunta siamo ancora all’asportazione, un’operazione che sembra molto complicata. Non è meglio azzerare tutto e andare a votare?

«No. Io sono fortemente convinto che con la sfida del Giubileo e di Roma 2024 sia importante avere una giunta capace e preparata, che agisca con determinazione. Ciò che è emerso non è una sorpresa, è una sorpresa la dimensione criminale del problema. Io sapevo che mi candidavo contro quel tipo di sistema, avrei avuto un periodo di scontro conflitto e lacrime e sangue. E so che non è finita. Da quel mondo mi aspetto dei colpi di coda. Aspetto altre aggressioni contro di me e chi è vicino a me. quando tocchi interessi, quando togli somme importanti a certe persone faranno di tutto perché si ritorni a quel sistema. Ecco perché sarebbe un errore creare un vuoto di potere, con il commissariamento, una sola persona – anche se troviamo Nembo Kid o Mandrake – non ce la fa a controllare tutto. Noi anche in situazioni difficili come quelle di Ostia stiamo cambiando le cose». Continua a leggere

Ignazio Marino: “Così Roma può diventare la città più protetta d’Italia”

Ignazio Marino, Il Messaggero – Cronaca di Roma, 4 marzo 2015

Qualcuno dice che la sicurezza non è un argomento di sinistra. Io sono convinto del contrario: vivere in una città sicura, non essere in allarme per la propria vita è un diritto di tutti i cittadini, ma è una necessità avvertita in maniera più acuta dai cittadini più fragili, dai gruppi sociali più deboli, da chi vive nelle zone più lontane. Per questo sono convinto che le decisioni che abbiamo preso nella riunione di oggi del comitato per l’Ordine e la Sicurezza rappresenti un fatto importante per Roma. Le parole del ministro Alfano, che ha ascoltato la mia richiesta e riconosciuto la necessità di dare priorità nazionale a Roma, che si è impegnato a fornire nuove risorse, che si è dichiarato disponibile a partecipare ogni mese ad un vertice sulla sicurezza nella capitale, sono un segnale importante e innovativo. Esse rispondono alle questioni che avevamo posto e che a qualcuno erano apparse “esagerate” o addirittura sconvenienti. Evidentemente non era così e il riconoscimento del ministro dell’Interno, che ringrazio per la serietà e disponibilità dimostrata, lo sta a testimoniare.

Ma veniamo al contenuto e alle iniziative assunte. Avevo segnalato il senso di insicurezza percepito dai cittadini più deboli e il ministro ha convenuto con me che le periferie sono una priorità. Sappiamo bene quanto sia delicato il tessuto urbano del centro cittadino a causa della concentrazione di luoghi sensibili come il Vaticano o il Parlamento. Ma credo che i cittadini siano davvero tutti uguali e meritino la stessa attenzione. Quando Obama viene a visitare il Colosseo e trova questo nostro gioiello senza abusivi, senza il rischio di borseggiatori mi sento orgoglioso. Ma sono convinto che questo trattamento spetti anche alla signora Tullia che arriva da Primavalle per arrivare questa meraviglia.

L’impegno del Campidoglio accanto alle forze di polizia è una costante della nostra politica: abbiamo messo a disposizione nove edifici di proprietà comunale per ospitare commissariati che oggi pagano costosi affitti ai privati. I soldi risparmiati – è l’impegno di Alfano – verranno investiti anche in una maggiore presenza di uomini e mezzi. Stiamo realizzando – cominciando dalle periferie – la sostituzione di tutti i punti luce stradali con lampade molto più luminose a Led, al posto delle vecchie lampade a incandescenza. E’ un investimento grande, ma risparmiamo energia e miglioriamo la sicurezza. Per questo ho proposto che, spendendo 28 milioni in più, ogni lampione abbia anche una telecamera e un dispositivo wi-fi facendo diventare Roma la città più sorvegliata d’Italia e non solo.

Anche questa idea ha trovato il sostegno del Ministro dell’Interno. C’è un impegno comune che guarda alla sicurezza di ogni cittadino, alla sua tranquillità quando esce di casa di giorno come di notte. I punti di sofferenza sono molti, le questioni dai luoghi dello spaccio a quelli della prostituzione, dal decoro diffuso in aree del centro e della periferia. Ma non abbiamo dimenticato di guardare anche alla minaccia di una criminalità organizzata aggressiva e invadente (dalla ‘ndrangheta alla camorra ai fenomeni mafioso-corruttivi emersi nelle inchieste della Procura).

Roma da oggi è più sicura? Gli impegni presi non sono scritti sull’acqua, la verifica costante è una garanzia per tutti, l’impegno dimostrato dal ministro e dall’amministrazione di Roma sono sotto gli occhi dei cittadini. Per questo sono convinto di poter rispondere sì.