Articoli

Alfonso Sabella: “È vitale per Roma non tornare indietro,
ma guardare avanti e cambiare la macchina amministrativa”

Giovanni Bianconi, Corriere della Sera, 9 ottobre 2015

 
 

Assessore Sabella, come ha fatto a convincere il sindaco a dimettersi?

«Lui non ha cercato di resistere, ha solo provato a capire se c’erano le condizioni politiche per andare avanti. Ma non c’erano, e alla fine ne ha preso atto. Io non ho dovuto convincere nessuno. Capisco che far passare Marino per fesso è diventato uno sport nazionale, ma le assicuro che non lo è per niente».

Però s’è ritrovato in una situazione per lei inimmaginabile quando, nove mesi fa, ha smesso di fare il magistrato per andargli in soccorso come assessore alla Legalità, dopo lo scandalo di Mafia Capitale. E caduto per qualche scontrino di ristorante…

«È la cosa che più mi fa rabbia, a me come a lui. Stavamo facendo qualcosa di importante in questa città, stavamo riportando il rispetto delle regole e la legalità, e tutto rischia di andare in malora per una bottiglia di vino da 55 euro». Continua a leggere

Concorso vigili urbani, Sabella: non possiamo aspettare Tar.
Roma ha bisogno di nuovi agenti

Il Messaggero, 11 settembre 2015

«Non aspetterò la giustizia amministrativa». Sul tavolo dell’assessore alla Legalità Alfonso Sabella da ieri c’è anche il dossier sul concorso dei vigili urbani. L’ex pm antimafia ne ha già parlato con il comandante Raffaele Clemente a margine di un incontro proprio sulla riorganizzazione degli agenti capitolini.

Assessore Sabella, c’è del marcio in questo concorso?

«Ho preso conoscenza questa mattina – ieri ndr – della questione. Ora mi studierò le carte, come sono abituato a fare». Continua a leggere

Alfonso Sabella: “Caro Ingroia, la mafia c’è ma Roma non va sciolta”

Alfonso Sabella, Il Fatto Quotidiano, 3 settembre 2015

Caro Antonio, la stima professionale e l’affetto personale che, come sai, nutro nei tuoi confronti mi impone in qualche modo di rispondere alle tue obiezioni («Caro Sabella, non caderci anche tu», Il Fatto Quotidiano del 30 agosto) anche perché ritengo la normativa sullo scioglimento per mafia degli enti locali uno strumento irrinunciabile per il recupero della legalità nel nostro Paese. Continua a leggere

Alfonso Sabella: “È finita l’era del negazionismo.
Ridiamo a Roma l’immagine che merita”

Daniela Bricca, Il Tempo, 31 agosto 2015

Le parole di Antonio Ingroia, un magistrato come lei, “caro Alfonso Sabella non tradirci anche tu” tuonano da un articolo de Il Fatto… Cosa risponde?

«Risponderò ad Antonio con una lettera in cui ribadirò la mia stima personale ma anche che rimango della mia idea. La legge prevede che il sindaco possa governare anche senza una maggioranza nel consiglio comunale. E una legge successiva all’entrata in vigore dello scioglimento dei comuni per mafia che prevede che un sindaco venga rimosso o perché debole o condizionabile. In questo caso é emerso che i “cattivi” avrebbero addirittura pagato per fare la guerra a Ignazio Marino nella sua opera di ripristino della legalità. Il parallelismo, poi, con una persona condannata e imputata, che Ingroia fa nel suo articolo, mi sembra assolutamente fuori luogo vista la certificata onestà del sindaco Marino». Continua a leggere

Stefano Esposito: “Nessun vuoto di potere”

Francesco Maesano, La Stampa, 26 agosto 2015

Il Campidoglio è di nuovo sotto assedio. L’ipotesi del commissariamento sembra tramontata, ma tra il dossier-Capitale che finirà sul tavolo del consiglio dei ministri di domani e le polemiche per l’assenza di Ignazio Marino dopo il funerale in pompa magna di Vittorio Casamonica, l’amministrazione capitolina è ripiombata in quella fase politicamente delicata che fino a qualche settimana fa sembrava preludere a una caduta della giunta. «Non c’è nessun vuoto di potere», chiarisce Stefano Esposito, nominato assessore ai Trasporti un mese fa. «C’è sempre un vicesindaco, ci sono dei turni. Altro che sede vacante. A Roma tutto si amplifica, anche delle normali vacanze creano scandalo».

Secondo lei non c’è una questione di opportunità sulle vacanze della giunta in un momento nel quale la città sentiva di aver subìto uno sfregio?

«Marino ha presieduto l’ultima giunta il 13 di agosto. Era cotto. Credo che 15 giorni di vacanza gli possano essere concessi. Sabella è stato anche male. È rientrato a lavoro 5 giorni dopo un’operazione. Se la mettiamo così allora vuol dire che a Roma non ci vogliono degli amministratori ma dei martiri». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Da mesi stiamo combattendo la mafia con atti concreti. Ma ora serve manifestazione per svegliare la città”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 23 agosto 2015

«Qualcosa non ha funzionato nell’apparato investigativo e di sicurezza». Matteo Orfini, commissario del Pd a Roma e presidente del partito, chiede di individuare chi ha sbagliato e ha permesso il funerale-provocazione del clan Casamonica. Assolve Marino e la giunta: «Se Alfano non commissarierà il Campidoglio, come spero, la giunta Marino andrà avanti fino al 2018. È baluardo di legalità».

Orfini, la sensazione è che a Roma i boss possano farla da padroni.

«È la sensazione sì, ma non è così. E noi dobbiamo alzare il livello dello scontro». Continua a leggere

Matteo Orfini: “Roma torni ad essere l’orgoglio di tutta l’Italia”

Marco Galluzzo intervista Matteo Orfini, Corriere della Sera, 21 giugno 2015

 

Matteo Orfini, lei è presidente del partito e commissario del Pd a Roma, ci può dire una parola definitiva su Marino: resta o non ha più la vostra fiducia?

«Guardi, noi tutti insieme abbiamo deciso di darci un punto di svolta dopo la relazione del prefetto, lì si dirà se il Comune va sciolto o meno, e a quel punto discuteremo di come costruire una svolta e di come produrre un salto di qualità». Continua a leggere

Dal cemento abusivo agli affari delle cosche. Ecco perché il mare non bagna più Ostia

Attilio Bolzoni, la Repubblica, 18 maggio 2015

È il corpo di reato più lungo di Roma, 11 chilometri e 300 metri. Fatto di cemento, a tratti è decorato da un filo spinato come le torrette delle prigioni. Dietro il grande muro di Ostia c’è un mare che non si vede mai. È sempre troppo alto o sempre troppo grosso, impasto di calcestruzzo e malaffare, questo recinto senza fine l’hanno tirato su corrompendo e calpestando leggi, decreti, normative, codici, regolamenti. Un muro che è diventato deposito di illeciti accumulati nel tempo con il silenzio complice di giunte, vigili urbani, presidenti e consiglieri municipali, uffici tecnici e giudiziari. Sono abusivi perfino i parcheggi di Esercito e Finanza. Abusiva è la Caritas nell’ex colonia fascista per bambini Vittorio Emanuele, abusiva è la moschea, i chioschi, la grande libreria al Pontile della Vittoria, abusive sono birrerie e paninerie, palestre e scuole di danza. Tutto sprofonda sul mare e nel mare di Ostia. E tutto è appuntato e protocollato nelle carte del Comune di Roma. Eccolo il grande muro circondato da quella che è una città nella città, un bastione che ci ricorda con le sue vedette sul territorio e le sue sanguisughe la Brancaccio palermitana degli anni ’80, con i suoi roghi la Gela degli anni ’90, con la sua paura certi paesi della Calabria di oggi. Ma Ostia è solo Ostia, costola di Roma Capitale e di Mafia Capitale, sfregiata e sottomessa ai padroni del lungomare che l’hanno fatta brutta. Continua a leggere

Ignazio Marino: “Il ripristino della legalità. Il clan Spada non ride più”

Ignazio Marino, Corriere della Sera – Roma, 17 maggio 2015

 

Caro direttore, il colpo è stato duro e le reazioni scomposte, segno che stiamo cambiando Roma. L’altro ieri a Ostia, per mia iniziativa e per mano di Alfonso Sabella e della polizia locale del X Municipio, abbiamo messo fine all’occupazione abusiva di locali comunali nelle mani – da tempo lunghissimo – del clan Spada. Continua a leggere

Metro C, Sabella: “Direttore dei lavori e perizie, così il Consorzio controllava tutto”

Paolo Boccacci, la Repubblica – Cronaca di Roma, 25 marzo 2015

Assessore Sabella, la Procura indaga su Metro C, un’indagine che riguarda anche l’assessore ai Trasporti Improta. Che cosa farà su questo fronte?

Se la notizia è vera – risponde il responsabile della Legalità – chi l’ha pubblicata ha violato il segreto istruttorio e pertanto dovrebbe risponderne penalmente. Sulla Metro C provvederò a verificare come si sia proceduto. In particolare vorrei approfondire il ruolo del general contractor.

Si riferisce al Consorzio Metro C?

Sì, è una figura introdotta dalle legge che presenta alcune criticità. Continua a leggere