Stefano Esposito

Stefano Esposito: “Nessun carnefice, Marino paga errori politici”

Annalisa Cuzzocrea intervista Stefano Esposito, la Repubblica, 24 ottobre 2015

 

«Marino non può prendere a testate le colonne della casa Pd e pensare di non rimanerci sotto». Stefano Esposito, senatore democratico, assessore dimissionario ai Trasporti di Roma, attacca «quei consiglieri del sindaco che vanno in giro a dire che Matteo Orfini è il suo carnefice e che io sarei il killer mandato da qualcuno. Sono accuse offensive oltre che false».

Marino ha spiegato tutto ai magistrati, si è dimesso solo per poterlo fare liberamente. Questo cambia le cose?

«Ho sempre auspicato che questa vicenda si risolvesse, ma gli scontrini sono l’ultimo episodio di una lunga seria di errori caratterizzati dall’incapacità di instaurare un rapporto con la città».

Cos’ha sbagliato?

«Governare Roma non significa fare il presidente della commissione antimafia. Nessuno mette in discussione la discontinuità, ma non basta dire “io sono l’argine contro la mafia” perché l’argine non è solo lui e comunque – a parte Ostia, dove siamo arrivati prima – a Roma la politica ha capito quel che c’era da capire solo dopo la magistratura».

E se volesse restare?

«I desideri sono legittimi, ma il Pd è stato netto, sia attraverso Orfini che con il gruppo consiliare».

Perché è così convinto?

«Nelle parole di Marino intravedo una persona che non ha saputo interpretare il rapporto con la città anche per colpa delle persone di cui si è circondato, a partire dalla consigliera politica Alessandra Cattoi. Ci sono stati errori di valutazione e di comunicazione. Molte iniziative avrebbero potuto essere un successo se gestite diversamente, ma l’impressione è stata quella di un sindaco che fa le cose contro i romani».

Se resistesse che farete?

«Mi auguro che eviti, che misuri attentamente le scelte dei prossimi giorni. Marino non pensi di poter prendere a testate le colonne della casa pd senza rimanerci sotto».

Dopo le nomine nel cda dell’Auditorium, Orfini ha scritto un tweet molto duro.

«Se fai battaglia contro i poteri forti devi essere coerente. Non do giudizi sulle persone, ma a Orfmi ho detto: forse abbiamo capito male noi chi sono i poteri forti, credevo che a Roma i Caltagirone ne facessero parte».

E se corresse alle primarie?

«So che il segretario del mio partito non è d’accordo, ma io sulle primarie andrei cauto. Un gruppo dirigente che si ricostruisce deve assumersi la responsabilità di presentare un progetto e scegliere una persona».

Ma se ci fossero?

«Al posto di Marino farei altro. Sempre in politica, per carità, ma altro».

Come spiega le manifestazioni in difesa del sindaco?

«Di quali manifestazioni stiamo parlando? Lì c’era la città? L’impressione che ho avuto è che ci fossero persone che fino a ieri si occupavano di altre cose, ma che pur di attaccare Renzi sono diventate sostenitori di Marino. Farei una riflessione molto seria su questo».