Stefano Esposito Atac

Stefano Esposito: “Atac, una commissione di inchiesta per scoperchiare le opacità”

Cecilia Gentile intervista Stefano Esposito, la Repubblica – Roma, 5 dicembre 2015

 

Stupisce che la procura non abbia ancora fatto una retata. Ci vuole una commissione d’inchiesta per scoperchiare tutte le opacità». Il senatore dem Stefano Esposito, assessore ai Trasporti di Roma capitale per appena quattro mesi prima della crisi della giunta Marino, spiega la sua strategia: chiedere al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio una “due diligence” di verifica sui costi e le responsabilità del cantiere infinito Metro C.

Senatore, il consorzio Metro C ha annunciato il blocco dei cantieri, chiede 200 milioni di arretrati.

«Questo consorzio, come tanti altri in passato, ha goduto di un contratto favorevolissimo che gli ha dato tutte le armi in mano e ha schiacciato il pubblico. Un contratto molto favorevole del quale ha approfittato e abusato, probabilmente con qualche connivenza della parte pubblica. La situazione si è incancrenita con 45 varianti. Sono queste il vero cuore della corruzione».

Che soluzione vede?

«L’unica soluzione è che il ministro Delrio intervenga con durezza istituendo una commissione con due persone di indiscussa autorevolezza e onestà per far luce su questa inquietante materia. Si deve partire dalle relazioni di Raffaele Cantone e della Corte dei Conti. Formalizzerò questa richiesta in commissione Trasporti».

Politica e magistratura insieme?

«Se la politica riuscisse a dare una mano alla magistratura non sarebbe male. Delrio ha le idee chiare, non finge di non vedere le cose. D’altra parte risulta di tutta evidenza che un’opera con 45 varianti e una tale lievitazione di costi è ormai materia dell’attività della magistratura».

Come vede il futuro della linea C?

«Bisogna fermare l’opera».

Cosa intende dire?

«Bisogna arrivare a piazza Venezia e poi chiuderla. Abbiamo già buttato via abbastanza soldi».

Il suo predecessore, l’assessore Guido Improta, ha denunciato che c’è una grande difformità tra le condizioni della gara e il contratto successivo firmato tra Metro C e Roma Metropolitane nell’ottobre del 2006.

«Conosco benissimo quel contratto. La gara, per esempio, prevedeva un prefinanziamento a carico delle imprese del 20%, poi ridotto al 2% nel contratto. È quello a cui mi riferivo quando ho parlato di contratti favorevolissimi, a tutto svantaggio dell’ente pubblico».

Il commissario Tronca ha disposto un’indagine interna.

«Un gesto apprezzabile, di buona volontà. Ma non è con il lavoro interno al Comune che si può far luce su questa vicenda opaca. Ci vuole una commissione istituita dal ministero. Se avessi avuto tempo, io Roma Metropolitane l’avrei chiusa».