Ignazio Marino Giubileo

“Sbloccati i fondi per il Giubileo”, la soddisfazione di Ignazio Marino

Fabio Martini intervista Ignazio Marino, La Stampa, 5 agosto 2015

 

Dopo tre mesi di gelo, il sindaco di Roma Ignazio Marino è entrato a palazzo Chigi e, come per un incantesimo si è trovato accolto con tutti gli onori, il preannuncio di una svolta sul Giubileo, come lui stesso spiega in questa intervista a “La Stampa”. Racconta il sindaco: «Nel primo pomeriggio, assieme agli assessori, Causi e Pucci, ci stavamo indirizzando come sempre verso l’ufficio del sottosegretario alla presidenza De Vincenti, quando ci hanno detto che l’incontro era stato spostato alla Sala Verde». E lì, il sindaco si è inaspettatamente trovato davanti il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il segretario generale di palazzo Chigi Paolo Aquilanti, il Ragionier generale dello Stato Daniele Franco, il sottosegretario Claudio De Vincenti, il prefetto di Roma Franco Gabrielli e successivamente anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Dopo tanta attesa, vi hanno detto che con gli investimenti per il Giubileo si può partire? Entro la settimana?

«Si parte prima, si parte oggi. Davanti al piano di rientro che il Comune ha rispettato, il Mef ci ha informato che sono stati sbloccati 50 milioni dal piano di gestione del debito storico di Roma, fondi che vanno ad aggiungersi agli altri 150 di cui avevamo già disponibilità e questo significa che da questa mattina il Campidoglio è pronto ad investire per le opere del Giubileo secondo un dettagliato piano di opere infrastrutturali, di manutenzione urbana».

In soldoni?

«Siamo pronti ad investire subito sulle prime opere: rotatorie, collegamenti tra le basiliche, percorsi per le bici sul Grab, percorsi a piedi. Mentre nel Giubileo del 2000 il Vaticano chiese che i pellegrini potessero arrivare con i pullman il più vicino possibile a San Pietro, papa Francesco ha chiesto che i pellegrini arrivino a piedi e dunque realizzeremo punti di approdo che consentiranno di percorrere a piedi gli ultimi due chilometri».

Nel 2000 il governo varò l’apposita Agenzia addirittura nel 1995. Stavolta mancano 123 giorni al Giubileo: un governo “riflessivo”?

«Non ho nessun commento da fare su questo. Negli incontri che abbiamo avuto col governo, in particolare nell’ultimo, abbiamo riscontrato una attenzione straordinaria. Per noi è stata una sorpresa molto positiva una presenza così proattiva del ministro Padoan e il fatto che diverse volte nella riunione sia stata ripetuta la frase: nelle prossime ore potrete avere disponibilità a spendere i fondi. E così è stato: nel corso della notte il Campidoglio ha ricevuto la lettera firmata al ministro dell’Economia».

Dissipato il sospetto di una gestione personalistica dei fondi, quasi che a palazzo Chigi si coltivasse la tentazione di prendersi gli onori per un Giubileo di successo?

«Non avevo dubbi che davanti ai nostri progetti esecutivi, l’impegno del governo si sarebbe materializzato, per effetto di un interesse già espresso con chiarezza dal presidente del Consiglio. Non ho mai dubitato sul fatto che, grazie alla capacità organizzativa del Comune di Roma e del governo italiano, riusciremo ad essere all’altezza delle attese dei quasi tre miliardi di persone che nel corso nell’Anno santo ci seguiranno per televisione e degli oltre 30 milioni di pellegrini che sono previsti a Roma».

Sarete voi a gestire le opere infrastrutturali o avrete un “tutore”?

«Assolutamente no. È stato detto con molta chiarezza che la stazione appaltante è il sindaco di Roma. A noi spetta l’accoglienza e la viabilità. Alla Regione la sanità, alla prefettura la sicurezza».

Non ci sarà un commissario straordinario, ma almeno un coordinatore tra enti diversi?

«Non se ne è discusso. Si è parlato di provvedimenti diversi per le aree strategiche. Il prefetto Gabrielli, col consueto rigore, ha spiegato quali saranno le sue competenze sull’ordine pubblico e ci ha anche dato una bella notizia: al termine dell’Expo migliaia di agenti saranno spostati a Roma. E su iniziativa della Regione sarà attivato un 112 per qualsiasi emergenza»

In questi tre mesi non ha avuto la sensazione che il premier volesse aiutarla a cadere?

«In medicina aiutiamo il paziente a rialzarsi non a cadere! La verità è che il governo ha dimostrato una volontà forte e piena di collaborazione»