Sindaco Ignazio Marino

Roma e l’Europa. Conversazione con il Sindaco Marino

A Roma, alle elezioni europee del 25 maggio scorso, il PD ha ottenuto il 43,07% dei voti. Più che nel Lazio, 39,16%, e più della media nazionale, 40,81%. Un risultato inaspettato, soprattutto se si pensa alle previsioni pessimistiche diffuse dalla stampa alla vigilia delle elezioni. A Roma in molti avevano previsto un crollo del PD, legato anche alle difficoltà incontrate dall’amministrazione comunale nel rimettere in sesto la situazione disastrosa lasciata dalla giunta Alemanno, e alle scelte amministrative che hanno fatto discutere. Le previsioni sono state tutte smentite.

 

Sindaco Marino, come giudica il risultato del PD a Roma?

Il risultato del Pd, a Roma come nel resto d’Italia, è eccezionale e conferma la volontà dei cittadini di premiare, con la loro fiducia, la volontà di cambiamento e modernizzazione, ma anche la voglia di costruire un’Europa che sia concretamente più presente nelle vite di ciascuno di noi. Gli italiani, e i romani, hanno votato in massa le politiche europeiste di Matteo Renzi, e la ferma convinzione di voler un’Italia che conti di più in Europa, di cui siamo il terzo contributore, dopo la Germania e la Francia. Questo è anche il mio sogno: lavorare velocemente per gli Stati Uniti d’Europa, fino ad arrivare ad avere un singolo ministro degli Esteri per i 28 Paesi dell’Unione, capace di sedersi al tavolo delle grandi potenze mondiali con tutta l’autorevolezza dell’Unione. Ringrazio le romane e i romani perché con il loro voto hanno dimostrato di volere anche loro un’Europa più forte, in cui l’Italia conti di più, e di capire il cambiamento che anche questa amministrazione ha voluto imprimere alla città negli ultimi 11 mesi. Sforzi che ci hanno portato a raggiungere grandi risultati, come per esempio la chiusura di Malagrotta, che tra l’altro ha chiuso una procedura di infrazione europea che Roma aveva sulle spalle, o il rinnovamento della leadership nelle municipalizzate, all’insegna della trasparenza dei risultati e della sobrietà nei compensi.

Abbiamo potuto seguire i risultati, dati con grande tempestività e efficienza, sul sito del Comune. Ma la stampa ieri metteva in evidenza i disagi dei cittadini per il rinnovo delle tessere elettorali scadute. Come è andata davvero?

Qualche disagio c’è stato perché molti cittadini che avevano terminato lo spazio per la timbratura sulla propria tessera elettorale si sono ridotti all’ultimo, proprio il giorno del voto, a richiederlo. La macchina comunale però si era mossa, nei giorni precedenti all’appuntamento elettorale, per non farsi trovare impreparata. Gli sportelli anagrafici dei Municipi sono stati aperti dal lunedì al venerdì – dalle ore 8.30 alle 12 – e il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 16, oltre all’Ufficio Elettorale centrale di piazza Guglielmo Marconi. Dal 2 al 24 maggio infatti sono state consegnate quasi 56 mila nuove tessere elettorali, e solo nella giornata del voto oltre 29 mila. Un grande sforzo che testimonia il professionale lavoro dei dipendenti comunali, a cui va il mio più sentito ringraziamento.

Smentite tutte le previsioni negative sulla tenuta del PD a Roma. Si apre una stagione di rinnovamento?

Il risultato dimostra che, nonostante gufi e Cassandre, i romani sanno distinguere chi vuole impegnarsi seriamente per rinnovare il Paese e chi invece vuole cavalcare soltanto un disagio che, non dobbiamo negarlo, esiste ma va affrontato con politiche efficaci e sempre più integrate con l’Europa. Roma vuole essere in prima linea in questo processo: innovare l’amministrazione, interpretare le esigenze dei cittadini, mordere il futuro guadagnandosi sempre più spazio internazionale attraverso le sue peculiarità e ricchezze. Ecco perché abbiamo già intrapreso una politica di profondo rinnovamento, che ci ha portato a privilegiare la tutela del verde, con terre dell’agro romano assegnate a giovani agricoltori, senza pregiudicare il settore dell’edilizia ma puntando sulla rigenerazione urbana di vaste aree, già urbanizzate. Abbiamo voluto assumerci un forte impegno per disegnare un ciclo dei rifiuti totalmente nuovo per la città, che potenzi la raccolta differenziata, chiuda le mega discariche e punti alla costruzioni di un ecodistretto che faccia diventare i rifiuti una risorsa e non più un problema. Nei prossimi mesi, con il sostegno della maggioranza, intendo incrementare se possibile la nostra voglia di rinnovamento. Insieme possiamo raggiungere grandi risultati.

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