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La rigenerazione urbana di Roma

Mercoledì 23 aprile, al Circolo Aurelio Cavalleggeri, si è svolto un affollato incontro con il segretario Cosentino e l’Assessore all’urbanistica del Comune di Roma Caudo. L’incontro, organizzato dai GD del Municipio 13, ha coinvolto iscritti, amministratori municipali, associazioni del territorio (Cittadinanza Attiva, Comitato Forte Boccea, Comitato Villa Piccolomini) e rappresentanti dei partiti della coalizione di centrosinistra che amministra il Municipio. La discussione ampia e partecipata ha dimostrato che il tema urbanistico è importante e molto sentito. Cosentino e Caudo hanno illustrato il progetto politico e di sviluppo di Roma che l’Amministrazione Marino sta portando avanti in questi mesi e che l’Assessore ha chiamato un progetto di riformismo radicale.

Il passato. Roma è una città pubblica perché ha vissuto soprattutto grazie ai trasferimenti finanziari dallo Stato, usati per costruire edifici e spazi pubblici (di proprietà del Comune, del Vaticano, della difesa etc.) oltre che per l’edilizia abitativa. Interi quartieri romani sono nati grazie ai finanziamenti dello Stato. La centralità dell’edilizia nell’economia romana è durata a lungo. Alla fine degli anni Ottanta, il sindaco Carraro aveva stretto un nuovo patto tra “grandi interessi” fondato sulle aree edificabili. Tutta l’economia della Città ha girato intorno al mercato monopolistico delle aree edificabili, fino alla giunta Alemanno, che aveva destinato all’edilizia i cosiddetti “ambiti di riserva”,  2375 ettari di terreno nell’agro romano per alloggi sociali e edifici pubblici.

Il presente. La giunta Marino ha un altro progetto e ritiene che l’edilizia sia solo una parte dell’economia della città. L’economia romana è composta oggi da una pluralità di interessi, come succede in tutte le città moderne. Oggi accanto all’edilizia si è aperto il nuovo importantissimo mercato dei servizi: acqua, energia, rifiuti. E’ il mercato su cui si stanno giocando partite fondamentali per l’economia di Roma, e su cui si stanno ricomponendo una serie di interessi. La Giunta Marino intende svolgere un ruolo importante nella ricomposizione di questo mercato. Se nei dieci mesi di governo la Giunta ha subito una serie di attacchi è dipeso in parte proprio da questo. Per la possibilità di rilancio e di sviluppo di Roma è importante cosa si scriverà nel piano industriale di ACEA e di AMA, perché la situazione in cui ci troviamo adesso è bloccata. In tutto il mondo, dai rifiuti si produce energia, a Roma, invece, si assiste al paradosso di una società come ACEA, al 51% di proprietà del Comune di Roma, che non partecipa al bando del Comune per portare nell’inceneritore i rifiuti che non possono più andare a Malagrotta. Eppure ACEA possiede due inceneritori. Bisogna governare questa situazione paradossale.

Il riformismo urbanistico radicale. Se l’economia cittadina moderna è basata su mercati diversi (dei servizi, dell’edilizia), qual è il ruolo dell’urbanistica? L’Assessorato porta avanti la strategia della rigenerazione urbana che si basa sull’idea di utilizzare le aree pubbliche dentro la Città (caserme, edifici dei ministeri, edifici del Comune…) per rimetterle in circolo, e cioè sia riconvertendole in alloggi sociali sia creando spazi da destinare a nuove attività produttive. Perciò la giunta ha bloccato gli “ambiti di riserva”, decidendo che quei 2375 ettari di agro romano non sono edificabili (Delibera 327 del 2 agosto 2014) e che la ricerca di spazi abitativi debba essere fatta dentro il perimetro del piano regolatore generale, dentro la città esistente. La trasformazione urbanistica di Roma pensata come recupero delle aree pubbliche dismesse (v. la Caserma di via Guido Reni), dovrà prevedere l’edilizia abitativa e insieme gli spazi per attività produttive (per es., edilizia per il turismo congressuale).  Il contributo straordinario che le ditte private appaltatrici pagheranno per queste trasformazioni delle aree o edifici pubblici dovrà essere speso per migliorare quel pezzo di città, con servizi che ora mancano. Rinunciare a edificare nell’agro romano, che richiederebbe anche l’estensione costosissima di servizi (trasporto, pulizia, strade), permetterà invece di ricostruire compattando la città e migliorandola con nuovi servizi (progetto EUR: recuperare la Nuvola, trasformare l’ex Fiera, strutturare in modo diverso l’asse della Cristoforo Colombo e il collegamento con Fiumicino, che diventerà uno degli hub più importanti del Mediterraneo). Il  riformismo urbanistico radicale non blocca la città, ma  ri-orienta l’urbanistica e le scelte edilizie sui vettori dello sviluppo, rispettando ciò che è già previsto dal piano regolatore generale di Roma.

 

(Francesco Bonazzi – segretario GD Municipio XIII )

 

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