02/06/2013 Roma, chiusura della campagna elettorale del centrosinistra nel X municipio, per le amministrative 2013. Nella foto Nicola Zingaretti presidente della regione Lazio

Nicola Zingaretti: “Niente paura il Giubileo è l’occasione per il riscatto di Roma”

Fabio Rossi, Il Messaggero – Cronaca di Roma, 20 novembre 2015

 
 

Che la gente abbia paura, in un momento come questo, «è assolutamente giustificabile». Ma bisogna reagire «innalzando il livello di sicurezza a tutela della città, essendo vigili ma anche forti nella reazione». Nicola Zingaretti si affaccia al Giubileo nell’impegnativa veste di massimo esponente istituzionale della Capitale, che arriva all’apertura della Porta Santa senza sindaco e con un alto livello di tensione, per la minaccia terroristica. Ma il governatore non dimentica il suo ruolo politico di primo piano, invitando il Pd a «ripartire dai bisogni di Roma».

Il Giubileo rischia di essere ipotecato dalla paura?

«Il vero tema è come si reagisce alla paura. Credo che la cifra trovata da parte dalle istituzioni, dall’intelligence e dalle forze dell’ordine sia quella giusta: non sottovalutare nulla, innalzare il livello di guardia e di sicurezza, a tutela della vivibilità della città».

Intanto state rafforzando il sistema sanitario d’emergenza.

«In pochi mesi, non pensando a rischi terroristici ma un grande afflusso di pellegrini, abbiamo ricostruito tutta la rete dell’emergenza: 12 nuovi pronto soccorso, domani (oggi per chi legge, ndr) inauguriamo il Santo Spirito. Non solo ridipingendo le pareti, ma ripensando le strutture stesse. Abbiamo dato il via all’acquisto di cento nuove ambulanze, che non si compravano almeno da dieci anni, e assunto 860 professionisti. È chiaro che ci stiamo preoccupando anche di rafforzare la rete dell’emergenza in causo di eventi traumatici che possano sconvolgere la vita della città. Ma questa è una precauzione che deve essere interpretata come un segnale che nessuno sottovaluta nulla».

Tra ritardi e cantieri a singhiozzo, sarà l’ennesima occasione sprecata per Roma?

«Noi dobbiamo vivere l’esperienza del Giubileo come una grande occasione di riscatto. Il prefetto Gabrielli ha ricordato che è il primo grande evento straordinario realizzato con leggi e procedure ordinarie, la città dovrà cogliere l’occasione per migliorare la vita dei romani: i 12 pronto soccorso resteranno, i nuovi treni anche, i 31 cantieri miglioreranno la qualità urbana della città».

Roma arriva all’evento senza un sindaco in carica. Peserà?

«L’assenza di una guida politica della città pesa. Ma le istituzioni sono ben presidiate da uomini di primissimo livello. E poi sono in carica 15 presidenti di Municipio, che sono la figura più vicina ai cittadini e svolgeranno un ruolo politico fondamentale».

In primavera il Pd è atteso da un appuntamento elettorale, a Roma, a forte rischio.

«Credo che sia giunto il tempo per il centrosinistra di riprendere una forte iniziativa nei confronti della città. Mettere in campo idee, progetti, iniziative. Con grande umiltà deve riprendere un lavoro di ascolto dei bisogni di Roma. Ci sono tante energie nella società civile e fra i tanti parlamentari: è giunto il momento di mettere in campo il processo di rapporto con Roma, anche per arrivare a una candidatura».

Il centrodestra è già al lavoro.

«Ho visto di questa scelta unitaria. Saranno miei avversari ma, in un momento così difficile per la città, è una scelta utile: aumenterà per il cittadino la chiarezza di scelte diverse. E la democrazia è più forte anche se le azioni della rappresentanza politica sono chiare».

Rispetto al passato c’è anche una terza forza, il Movimento 5 stelle, che si candida a governare Roma. Il Pd rischia di perdere il confronto con i grillini?

«La politica non può avere mai paura della competizione elettorale. Rispetto a una certa foga distruttiva che emerge da alcuni accenti del confronto politico, dobbiamo saper contrapporre una capacità costruttiva. Perché i romani vogliono una città pulita, sicura, nella quale ci si muove bene. A reclamarlo sono tutti bravi, per realizzarlo serve una classe dirigente».

La contemporaneità tra campagna elettorale e processo Mafia Capitale favorirà i pentastellati?

«È bene che il processo inizi, perché è il luogo nel quale le responsabilità delle persone verranno individuate fuori da strumentalizzazioni politiche».

Se lei non sarà candidato sindaco, come ha più volte ribadito, che ruolo avrà in questa delicata fase?

«Sono molto presente nella vita di Roma, governando la Regione e tentando di farlo al meglio. Darò il mio contributo provando a dimostrare che il centrosinistra ha preso nel 2013 una Regione devastata e riconsegnerà nel 2018 una Regione migliore».

A proposito di Pd, come sono i suoi rapporti con Renzi?

«Non sono cambiati: sono rapporti di grandissima lealtà, perché credo che quest’esperienza di governo sia utile all’Italia. Noi, attraverso la rinascita del Lazio, vogliamo contribuire alla grande sfida della rinascita italiana. I segnali ci sono, e sono molto importanti».