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Michela Di Biase: “Giunta ferma, pensa solo alle nomine. Pd morbido? No, senso di responsabilità”

Il Messaggero – Cronaca di Roma, 2 febbraio 2017

 
 

Michela Di Biase, capogruppo del Partito democratico. Perché sostenete che la giunta Raggi non ha prodotto nulla in sette mesi?

«Al di la del dato numerico, da un punto di vista qualitativo è evidente che non c’è un solo atto di governo dell’amministrazione Raggi caratterizzante dal punto di vista qualitativo. Hanno fatto solo nomine e assunzioni».

Il Movimento 5 Stelle rivendica l’approvazione del bilancio previsionale come risultato raggiunto.

«Ma stiamo parlando di un atto dovuto. E ci si dimentica che il consiglio comunale è stato impegnato per mesi a discutere del bilancio perché la prima versione presentata dall’amministrazione Raggi è stata bocciata dai revisori dei conti, che hanno rilevato errori marchiani. Pensare che il sindaco l’aveva presentato come un provvedimento rivoluzionario. Sono stati costretti a presentare un maxi emendamento per rimediare al loro errore».

In tutto questo però la minoranza critica e basta?

«Proprio sul bilancio abbiamo dimostrato senso di responsabilità. In passato le opposizioni hanno presentato migliaia di emendamenti inutili solo per fare ostruzionismo. Noi abbiamo preferito avere senso di responsabilità, non bloccare i lavori, nell’interesse della città. Eppure, la giunta Raggi è ferma su tutto, anche su temi che dovrebbero essere discussi all’interno dell’aula, come la cultura. Sindaco e vicesindaco lavorano con memorie di giunta, invece di portare in aula il futuro del Palazzo delle esposizioni e della Casa del Jazz».

In cosa si è impegnata allora l’amministrazione a 5 Stelle di Roma?

«Nelle nomine. Cinquanta assunzioni, vorticoso cambiamento del management delle aziende municipalizzate, quando invece servirebbero stabilità e seri piani industriali. C’è stato grande affanno nel volere ricoprire ruoli. Per il resto nessuno è in grado di citare un solo atto qualificante della giunta Raggi. Sia chiaro però: non è il fallimento della Raggi, ma di tutto il Movimento 5 Stelle che ha messo sotto tutela il sindaco. Le decisioni non vengono più prese a Roma, ma a Milano».

Perché?

«Hanno tutti notato che la Raggi, quando ha ricevuto l’avviso di garanzia, ha sottolineato di avere come prima cosa informato Grillo. Grillo? Ma lei è il sindaco di Roma. Da mesi le chiediamo di venire in aula a riferire».