Roma, Orfini

Matteo Orfini: “Proteste lunari, Roma sta cambiando”

Giovanna Vitale, la Repubblica Roma, 22 maggio 2015

 

Matteo Orfini, dacché si ricordi, quello di domani è il primo corteo organizzato dai sindacati contro un sindaco. E per di più del Pd. Non le fa impressione?

«Le loro spiegazioni sono lunari, dimostrano solo una grandissima e allarmante inconsapevolezza di quello che è accaduto e sta accadendo a Roma. Quanto è avvenuto negli anni della giunta Alemanno, ed è emerso grazie al lavoro della procura, racconta di una caduta etica della città che ha diversi elementi di responsabilità, compresa l’incapacità diffusa delle classi dirigenti della politica, ma pure di sindacati e impresa di impedire questa decadenza».

Spesso si ha però la sensazione che la vicenda Mafia Capitale, pur tragica, venga utilizzata come alibi dal sindaco e ora anche da lei per coprire errori ed inefficienza dell’amministrazione: la città sporca, le buche, i trasporti che non funzionano…

«Nel momento in cui è scoppiato lo scandalo, la crisi di credibilità della capitale d’Italia era un tema drammatico per il Paese, non solo per Roma. A cui la giunta Marino ha saputo reagire con un cambio di passo importante».

Quale? I sindacati non se ne sono accorti. E, a giudicare dal calo dei consensi, neppure i romani.

«Per esempio vedo che si critica l’anticipo del piano di rientro. Ma era la risposta che doveva dare una politica responsabile che ha trasformato Roma da maglia nera a prima della classe. E lo ha fatto scommettendo sulla modernizzazione e il rilancio della capitale attraverso il recupero della sua credibilità».

Eppure in tanti accusano Marino di essere sordo al dialogo, un uomo solo al comando.

«Anche qui, quella del sindacato confederale in Italia è una storia nobilissima, che nei momenti di crisi ha sempre guardato all’interesse generale. Ma in questa città si scambia il mantenimento dello status quo con la difesa dei lavoratori».

A cosa si riferisce?

«Le aziende partecipate, utilizzate come una sorta di welfare parallelo, hanno gonfiato a dismisura il proprio organico. Mettere ordine, ristabilire le regole è un grande elemento di trasparenza e mo- dernizzazione dell’amministrazione».

Ma alla giunta si contesta l’incapacità di affrontare la crisi.

«Il rilancio dell’economia però non passa solo attraverso le scelte del Campidoglio, ma attraverso la trasformazione della città con grandi progetti di sviluppo del Paese. Penso alle infrastrutture – l’ampliamento dello scalo di Fiumicino e del porto di Civitavecchia -, al ruolo di università e ricerca come propulsore di innovazione. Inserirsi e dialogare con il governo nazionale su questi temi si può fare solo se sei credibile e autorevole».

Intanto per il Giubileo il governo non ha scucito neanche un soldo.

«Nulla è ancora definitivamente deciso e vedremo. Io so solo che nel momento più difficile per Roma il governo ha lanciato la sfida delle Olimpiadi».

Ma arrivare allo scontro non è una sconfitta per tutti?

«È in atto una politicizzazione dello scontro, figlia di un irrigidimento dei rapporti con il Pd a livello nazionale, che per il sindacato mi sembra un errore».