Matteo Orfini, durante la conferenza stampa nella sede del Partito Democratico sui risultati delle elezioni regionali. Roma 01 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Matteo Orfini: “La Raggi chiarisca e ritiri le deleghe all’assessore Muraro”

Maria Zegarelli, l’Unità, 31 luglio 2016

 
 

«Mi chiedo se la sindaca Virginia Raggi, alla luce di quello che sta emergendo, non debba ritirare le deleghe all’assessora all’Ambiente Paola Muraro». Domanda retorica quella che pone il presidente del Pd, Matteo Orfini, che del partito romano è commissario. Di fatto, è lui a chiedere le dimissioni di Muraro, ex consulente di Ama che in dodici anni ha percepito dall’azienda compensi per un milione e 136mila euro.

Orfini, Muraro deve dimettersi?

«Dovrebbe essere Virginia Raggi a ritirarle le deleghe in nome di quella trasparenza annunciata e promessa durante la campagna elettorale. Invece, fino ad ora mi sembra che stia avallando scelte e azioni dell’assessora».

Roma è soffocata dai rifiuti, la città più sporca d’Europa. Raggi dice che è colpa di chi c’era prima di lei.

«Noi abbiamo riconosciuto la vittoria di Raggi che ha avuto un consenso molto alto e sappiamo che c’è bisogno di tempo per governare una città complessa come Roma ma dal giorno dopo le sue elezioni abbiamo assistito a vicende singolari. Prima le faide interne al M5s, poi le difficoltà per formare una Giunta che durante il ballottaggio aveva dato per pronta. Ora, a distanza di mesi, stiamo ancora aspettando le linee programmatiche. Forse, anziché praticare lo scaricabarile dovrebbe iniziare a occuparsi della città e intervenire sugli aspetti di opacità che caratterizzano la vicenda legata ai rifiuti».

Per esempio la posizione dell’assessora all’Ambiente, in virtù delle passate consulenze per l’Ama?

«È evidente che non siamo soltanto in presenza di un conflitto di interessi, che è acclarato, ma siamo, anche e soprattutto, davanti a una palese inadeguatezza dell’assessora. Sta utilizzando il suo molo istituzionale come un’invasata per regolare i suoi conti personali con l’Ama facendo del tutto per fermare un processo di trasparenza e ripristino della legalità che i vertici di quell’azienda hanno avviato. Mi chiedo se lo stia facendo a vantaggio di qualcuno».

A cosa si riferisce?

«Intanto al fatto che Muraro, come dimostra il compenso che ha percepito, aveva un ruolo non secondario come consulente. Un ruolo che peraltro non ha svolto neanche bene, stando alle inchieste giudiziarie che coinvolgono gli impianti di cui lei si occupava e su cui avrebbe dovuto vigilare. Poi, altra circostanza su cui varrebbe la pena soffermarsi, sempre in nome della trasparenza così cara al M5s, è quella che la vede, non appena arrivata in Campidoglio, ostinata nel tentare di imporre per lo smaltimento dei rifiuti l’utilizzo di impianti non adeguati a tutto vantaggio di un’impresa con cui si era segretamente incontrata una settimana fa. (Un incontro tra Muraro, Vignaroli, deputato 5s – compagno di Paola Taverna- e il rappresentante del Colari di proprietà di Cerrobi, ndr).

Ha sentito come ha replicato Raggi? Che c’è un complotto del sistema che loro hanno sconfitto, dietro questi attacchi a lei e al M5s.

«L’incontro lo hanno fatto loro, non noi. Tra l’altro nessuno di noi attribuisce alla Raggi la responsabilità dei problemi strutturali di Roma. Quello che le chiediamo è se reputa adeguate le misure adottate in questi giorni e se non ritiene di dover spiegare ai romani, che le hanno dato fiducia, perché ha nominato assessore all’Ambiente con delega ai rifiuti una ex consulente dell’Ama che oggi, tra l’altro, ha in corso un contenzioso di natura economica con l’attuale amministratore delegato Daniele Fortini».

Come si dovrebbe intervenire?

«La situazione attuale è determinata da un intoppo nello smaltimento dei rifiuti negli impianti di Calori perché l’impresa sostiene che ci sono problemi logistici. Bene, in casi come questi un sindaco chiama il Prefetto che dispone un allungamento degli orari dell’impianto fino a quando la situazione non torna alla normalità. Non si ricorre all’impianto di un privato, Cerroni, che è lo stesso proprietario della struttura che sta producendo i ritardi».

Il Pd romano cosa fa?

«Intanto ha chiesto un Consiglio comunale straordinario per fare chiarezza su questa vicenda che di chiaro ha davvero poco. La trasparenza è una cosa seria, non la si garantisce facendo solo sceneggiate in streaming ma con azioni concrete».