Matteo Orfini, durante la conferenza stampa nella sede del Partito Democratico sui risultati delle elezioni regionali. Roma 01 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Matteo Orfini: “Da mesi stiamo combattendo la mafia con atti concreti. Ma ora serve manifestazione per svegliare la città”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 23 agosto 2015

«Qualcosa non ha funzionato nell’apparato investigativo e di sicurezza». Matteo Orfini, commissario del Pd a Roma e presidente del partito, chiede di individuare chi ha sbagliato e ha permesso il funerale-provocazione del clan Casamonica. Assolve Marino e la giunta: «Se Alfano non commissarierà il Campidoglio, come spero, la giunta Marino andrà avanti fino al 2018. È baluardo di legalità».

Orfini, la sensazione è che a Roma i boss possano farla da padroni.

«È la sensazione sì, ma non è così. E noi dobbiamo alzare il livello dello scontro».

Lei ha lanciato l’idea di una manifestazione contro la mafia il 3 settembre. Una manifestazione basta?

«Non basta la manifestazione, ma serve a dare una risposta simbolica a un problema che esiste e a svegliare una città che ancora non ha gli anticorpi. Parlo del tessuto civile e sociale, che deve riconoscere l’esistenza di un problema per poterlo affrontare. Da mesi con atti concreti stiamo combattendo le infiltrazioni mafiose nella città. Lo abbiamo fatto a Ostia, lo abbiamo fatto con il lavoro straordinario dell’assessore Sabella, con le nuove regole sulla trasparenza e legalità degli appalti».

Il sottosegretario ai Servizi segreti, Minniti ha parlato di grave sottovalutazione. Ma da parte di chi, degli stessi Servizi?

«Qualcosa non ha funzionato nell’apparato investigativo e di sicurezza perché una cosa come i funerali di questo Casamonica non può accadere. Da anni anche nelle zone più fragili del paese, in Sicilia, in Calabria, si svolgono di mattina presto, al cimitero in modo da evitare clamore e strumentalizzazioni. Il ministro Alfano ha affidato a Gabrielli l’indagine per capire dove è stata la falla. Ho piena fiducia nel prefetto Gabrielli che è un caposaldo della strategia di contrasto alla criminalità nelle città e saprà individuare chi ha sbagliato».

Evitato il commissariamento del Campidoglio per mafia?

«Non spetta a me dirlo. Ma è sotto gli occhi che qui ci sono Marino e Zingaretti che stanno lavorando per riportare trasparenza e legalità in un tessuto in cui le infiltrazioni mafiose sono serie.Trasformare chi la mafia contrasta in imputato è puramente strumentale».

Non solo le opposizioni ma anche nel Pd c’è chi chiede di cambiare giunta. Dimissioni di Marino, commissariamento e nuove elezioni sono ancora all’orizzonte?

«Abbiamo affrontato questo dibattito nel Pd un mese fa e l’abbiamo risolto con una nuova giunta in cui ci sono Marco Causi, Marco Rossi Doria, Luigina Di Liegro, Stefano Esposito. E quella giunta potrà fare ancora di più. Se Alfano non la scioglierà come spero, questa giunta andrà avanti fino al 2018».

La mafia a Roma c’è, ma anche il Pd chiudeva gli occhi?

«E infatti il partito romano è stato commissariato. Il Pd ha responsabilità per non avere visto quello che stava accadendo».

Il sindaco è negli Usa in vacanza. A qualcuno questo suscita perplessità.

«Il sindaco è in prima linea in questa battaglia e lo dimostrano le minacce che subisce».

Anche la Chiesa forse poteva evitare di prestarsi allo show?

«Probabilmente c’è stata una sottovalutazione da parte del parroco, però la Chiesa con il Papa ha detto parole durissime contro la mafia».

Irritato Renzi anche per il danno d’immagine all’Italia?

«Siamo irritati tutti. Roma avrà l’onore di celebrare il Giubileo e avrà l’occasione di costruire l’immagine positiva della città».