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Matteo Orfini: “Cacceremo via i corrotti contro Marino solo i mafiosi”

Giovanna Casadio, la Repubblica, 5 giugno 2015

«Chi si è fatto corrompere deve sparire dalla vita politica e dal Pd». Matteo Orfini, presidente del partito e commissario del Pd capitolino, non è arroccato in difesa, ma attacca: «Chiedere le dimissioni della giunta Marino è fare il gioco della mafia».

Orfini, il Pd non ha ancora fatto pulizia?

«Il Pd sta facendo pulizia. La sta facendo nell’amministrazione della città oltre che dentro il partito. Nell’amministrazione questo lavoro è iniziato prima dello scoppio di Mafia Capitale. È stato proprio il sindaco Marino a chiedere un intervento della Finanza e a segnalare i casi sospetti. E una volta esplosa la vicenda, siamo intervenuti ancora più duramente con le nuove regole volute dall’assessore Sabella, che garantiscono trasparenza e legalità nella gestione della città».

Ma nel partito a che punto siete?

«Abbiamo commissariato, reciso i rami secchi, annullato il tesseramento del 2014, ripristinando regole che terranno fuori capibastone e malintenzionati. Fabrizio Barca il 19 giugno presenterà il suo rapporto in apertura della Festa del Pd di Roma con la mappatura dei circoli buoni e cattivi. Una vera e propria inchiesta durata quattro mesi. Nei prossimi giorni riapre il tesseramento, a testa alta chiederemo alla città di darci una mano a rigenerare il partito».

I 5Stelle la attaccano. Lei difese a marzo Tassone, ex presidente del municipio di Ostia, è vero?

«No, noi abbiamo fatto dimettere Andrea Tassone da presidente del municipio di Ostia, quando non era nemmeno indagato, proprio perché non eravamo convinti di cosa stesse accadendo. Segnalo all’onorevole Alessandro Di Battista, che muove questo attacco, che è lui l’idolo dei clan di Ostia, i quali ne condividono ripetutamente le dichiarazioni. Non è colpa di Di Battista, ma essere alle dipendenze di Grillo, che dice che la mafia non esiste, e chiedere l’allontanamento del sindaco Marino che la mafia combatte, aiuta ad incorrere in queste situazioni spiacevoli».

Da cosa nasce l’intreccio tra malaffare e politici dem?

«Parlare di intreccio è sbagliato. Nel momento in cui si sono insediate le giunte Marino e Zingaretti che, con gli atti amministrativi, hanno cominciato a rompere i meccanismi che consentivano al “mondo di mezzo” di infettare la città, la criminalità si è ribellata cercando di aggredire l’amministrazione corrompendone pezzi. Se qualcuno ha ceduto deve sparire dalla vita politica e dal Pd. Ma gli atti con cui abbiamo risposto sono quelli che hanno messo in crisi il sistema criminale. Lo racconta Buzzi stesso nelle telefonate, considerando Marino un nemico».

Non c’è un effetto stillicidio, la giunta sempre sulla graticola nel secondo round di Mafia Capitale?

«Ma è un secondo round che conferma il ruolo positivo della giunta. Non siamo sulla graticola, stiamo governando Roma, ripristinando la trasparenza contabile».

L’opposizione fa pressing su Marino perché si dimetta.

«È la stessa linea della mafia. Chi preme perché la giunta Marino vada via sono il Movimento 5Stelle, Salvini e la mafia. Vedano loro se si sentono in buona compagnia».

Non temete un effetto valanga, che veda coinvolti anche i municipi?

«Abbiamo bisogno che la Procura prosegua e ci aiuti a fare pulizia. Non abbiamo gli strumenti investigativi che hanno magistratura e forze dell’ordine, ma abbiamo gli strumenti della politica, quindi dove capiamo interveniamo prima».

Non è stato un errore attaccare la presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi, che si è proposta di mettere il dito nella piaga delle parentele tra affari, mafia e politica?

«Bindi non ha messo il dito in alcuna piaga. Fuori dal suo mandato e dallo spirito della Costituzione ha stilato una lista di proscrizione. È il contrario della trasparenza».

Lei e il premier Renzi, che giocate alla playstation, mentre accade di tutto. Giocherà di meno?

«Giocherò alla playstation come milioni di italiani. Fa tristezza che pure su una cosa di quel genere, si facciano polemiche. La tensione si scarica anche giocando alla playstation».