Ignazio Marino

Ignazio Marino: “Con me finiti i monopoli. Nel 2016 la tariffa rifiuti giù del 10%”

Giovanna Vitale, la Repubblica Roma, 20 maggio 2015

Sindaco Marino, Roma è sporca, lo ammette anche lei. I cittadini sono furibondi, i presidenti dei municipi non sanno più a quale santo votarsi.

«Sì, Roma è certamente sporca e io sono molto arrabbiato».

Ma con chi ce l’ha? Il capo dell’amministrazione è lei, l’Ama è un’azienda comunale, i vertici li ha nominati lei.

«Io penso che a un certo punto della vita bisognerebbe capire che si concludono delle fasi: l’epoca delle discariche e dei monopoli privati basati sulla gestione di 5 mila tonnellate di rifiuti giornalieri prodotti dalla nostra città, con me, è finita per sempre. Chi vuole mettere in difficoltà Roma, creare l’emergenza per piegarmi, sappia che io resisterò e alla fine vincerò».

Un atteggiamento gladiatorio che tuttavia non risolve il problema.

«Un conto è governare – come fa la mia giunta – cercando di costruire il futuro per i romani e le romane del 2030 senza inseguire il facile consenso, un conto è fare come hanno fatto tutte le amministrazioni precedenti dal 1963 in poi: affidando il business dei rifiuti a un signore che adesso rallenta gli impianti perché noi quel business glielo abbiamo tolto. È normale che sia nervoso: gli è stato bocciato un lodo da 900 milioni e Ama ha appena bandito una gara per il carico, trasporto e trattamento di 600mila tonnellate di rifiuti l’anno. Vuol dire che un terzo di quelli prodotti in città verrà affidato al migliore player sul mercato. È la prima volta».

Nelle more, però, come pensa di aggirare l’ostacolo Cerroni?

«Stiamo riducendo i volumi conferiti al Colari: siamo passati da 2.580 tonnellate al giorno a 1.600 e scenderemmo ancora grazie al tritovagliatore mobile di Rocca Cencia».

A parte che non si capisce cosa c’entri il trattamento con la raccolta e le strade non spazzate, nell’attesa che la sua visione proiettata fino al 2030 si concretizzi, che facciamo: continuiamo così?

«La città sta migliorando e sono convinto che i romani abbiano capito cosa vogliamo fare. Chiedo loro di avere fiducia e un po’ di pazienza. Insieme possiamo trasformare in una risorsa il problema creato da un singolo monopolista. Quando, tra un anno, avremo i primi proventi dalla vendita di vetro, carta, plastica, e ricaveremo ener-gia dall’umido, tutti se ne accorgeranno».

Di cosa?

«Che con me sono finiti i monopoli privati: esisteranno solo gare trasparenti. Un cambio di cultura enorme. È la lotta del bene contro il male, di un modello positivo contro uno negativo. Una battaglia che dobbiamo combattere e alla fine si vince tutti insieme».

Alla fine, ma per ora la città è sporca.

«In appena un anno e mezzo abbiamo superato Berlino nella raccolta differenziata: noi siamo al 45%, loro al 41. Noi stiamo costruendo degli eco-distretti dove tutto ciò che veniva buttato in discarica si trasformerà in ricchezza e così potremo abbassare drasticamente la tariffa dei rifiuti».

Drasticamente quanto? Quest’anno la media è stata di 5 euro.

«Io spero che l’anno prossimo potremo arrivare attorno al 10% della tariffa perché stiamo facendo un’altra cosa molto importante. Stiamo programmando il numero dei cassonetti in base al numero delle cartelle esattoriali».

E che significa?

«A Roma le cartelle di Acea sono 1,6 milioni; quelle Ama 1,2 milioni. Significa che ci sono almeno 400 mila luoghi dove ci sono corrente elettrica e acqua, ma non rifiuti. Le pare possibile?».

Dunque state combattendo evasione ed elusione. Ma in concreto, pensate di requisire gli impianti Colari per farli lavorare a pieno regime?

«Stiamo ragionando con il prefetto e certamente farò tutto quello che è nei miei poteri per proteggere la città».