La lettera di Andrea Casu alla sindaca Raggi sui deportati del Quadraro

Gentile Sindaca,

ogni anno tutta Roma ricorda la tragica mattina del 17 aprile del 1944 quando reparti tedeschi armati fino ai denti agli ordini di Kappler irruppero all’alba nelle abitazioni civili del Quadraro per rastrellare tutti gli uomini tra i 16 e i 55 anni che riuscirono a trovare, ragazzi e uomini che vennero poi avviati alla deportazione verso i campi di lavoro nei territori occupati dal Terzo Reich.

In quest’ultimo anno, grazie all’impulso dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (Anrp), da anni impegnata nella ricerca storica su questo avvenimento, l’Assemblea Capitolina ha sentitamente approvato l’11 aprile scorso – all’unanimità – una mozione per spronare finalmente il Comune di Roma a sostenere il censimento di tutti i rastrellati di allora, promuovere la concessione a coloro i quali sono ancora in vita, o ai loro eredi, della Medaglia d’Onore per gli Internati e i Deportati, onorificenza ufficiale della Repubblica Italiana e proporre inoltre, per coloro che sono ancora in vita, la nomina a Commendatori al Merito della Repubblica. Riconoscimenti attesi da oltre 70 anni da chi perse la vita o la ebbe violata per mano dell’occupante nazista e che non ha ancora avuto dalla Repubblica il giusto attestato del proprio valore.

Sono già passati otto mesi dal giorno in cui la mozione è stata approvata, nulla si è più saputo in merito ma in questo lasso di tempo ci hanno purtroppo lasciato, il 29 agosto, Romano Levantini e, il 5 ottobre, Sisto Quaranta, che i giornali hanno salutato come l’ultimo dei rastrellati del Quadraro. Non è così, perché sappiamo che è ancora in vita Guido Di Roma che ha anche testimoniato in Assemblea Capitolina e forse scopriremmo che lo sono anche altri, se Roma Capitale si impegnasse davvero a sostenere e collaborare alla ricerca dell’Anrp, come da impegno approvato con trasporto da tutti i consiglieri comunali.

Purtroppo, a causa dell’immobilismo di questi mesi del Comune, né Levantini né Quaranta potranno diventare Commendatori al Merito della Repubblica, come la mozione auspicava, in quanto questo tipo di decorazione è concedibile solo ai vivi. Ora, nel momento in cui una nuova deriva fascista, razzista e xenofoba soffia sul disagio della città, riconoscere e raccontare alle nuove generazioni la storia di Roma attraverso le vite e i volti dei suoi protagonisti che hanno vissuto le pagine più scure di quegli anni è un compito fondamentale delle istituzioni, così come lo è rispettare gli impegni liberamente presi verso persone e famiglie che hanno pagato un prezzo così alto. Per questo come cittadino romano, prima che come segretario del Partito Democratico di Roma, chiedo vivamente a lei e al vicesindaco Luca Bergamo (che su questo aveva promesso di impegnarsi) di onorare l’impegno che Roma Capitale ha assunto non solo verso di loro ma verso la storia, il presente e il futuro della nostra città.

Per questo, in attesa di una doverosa risposta istituzionale, il Partito Democratico di Roma organizzerà nelle prossime settimane appuntamenti per tenere viva la memoria e continuare a tenere alta l’attenzione.

Perché, cara Sindaca, sulla memoria e sulla libertà, non si possono prendere in giro i cittadini né concedersi dimenticanze.

Andrea Casu, segretario del Partito Democratico di Roma