Ignazio Marino Roma guarda

Ignazio Marino: “Ho premuto reset sull’illegalità diffusa
Datemi tempo per curare il malato”

Mauro Favale, la Repubblica, 24 maggio 2015

Di una cosa Ignazio Marino si sente responsabile: «Ho interrotto ormai da molti mesi i meccanismi di trasmissione diretta del denaro, quello che ha portato all’infiltrazione di Mafia Capitale fino ai vertici dell’amministrazione ai tempi di Alemanno. Di questo mi sento responsabile: di aver premuto reset, di aver interrotto il metodo che avvantaggiava i criminali». Non dei disagi nei trasporti, non per la città sporca, non per lo stato delle strade: il sindaco di Roma, su questi temi chiede tempo.

Un bel pezzo di città sembra aver perso la pazienza.

«Per il cambiamento occorrono mesi, ormai in buona parte trascorsi. Spero che tra un anno i cittadini di Roma possano rendersi conto di quanto abbiamo fatto. Ma già a partire da settembre sapremo i vincitori di numerose gare, a partire da quelle per la cura del verde».

Nel frattempo, però, la percezione è diversa. Partiamo dai rifiuti: Roma è una città sporca.

«È vero, Roma non è ancora pulita e nemmeno io vedo i miglioramenti che vorrei. Però ho messo in atto tutte le misure necessarie, compreso l’allontanamento delle persone che avevano fatto dell’Ama un’azienda asservita a Mafia Capitale. Abbiamo portato la differenziata dal 20 al 45%, abbiamo disegnato 800 percorsi diversi per le spazzatrici. Prima, gli operatori salivano su un mezzo e decidevano loro dove andare. Credo nel pubblico ma se Ama non sarà in grado di tenere la città pulita sarò costretto a rivolgermi ai privati».

I trasporti: luglio è stato un mese drammatico, tra ritardi, carrozze senza aria condizionata, passeggeri esasperati. Di chi è la colpa?

«Abbiamo trovato Atac in una condizione fallimentare, con centinaia di milioni di debiti. Nel 2013, accanto alla voce “trasferimenti” dalla Regione c’era uno zero. Poi sono arrivati 140 milioni. Milano ne riceve più del doppio. Anche per i trasporti penso a un partner industriale che possa dare un contributo ad Atac. Mi metto nei panni del cittadino che ignora il nuovo corso di questo cda e vuole che l’autobus passi in orario, che non sia stracolmo, che ci sia l’aria condizionata. Lo voglio anche io, ma senza risanamento è impossibile anche sperarlo».

Sulla rete circola un video di un treno della metro che viaggia con le porte aperte. Due settimane fa si è verificata una tragedia causata anche da un guasto a un ascensore. Quando vede queste immagini cosa pensa?

«Penso che vadano migliorati i controlli, i manuali delle procedure. Credo che ci debba essere più rigore in questi comportamenti e so che moltissimi dipendenti Atac condividono questa visione e soffrono con me queste difficoltà. Ho trovato un’azienda in difficoltà economiche, che cannibalizza i vecchi mezzi per trovare i pezzi di ricambio. Abbiamo riportato la legalità contabile, ora dobbiamo migliorare la qualità della vita».

Roma difetta in civismo?

«Sono certo che sia importante avere una pulizia migliore nelle strade e nei parchi ma se la mattina uscendo di casa trovo abbandonate sul marciapiede bottiglie di birra e il cartone della pizza mi faccio una domanda: la colpa è della spazzatrice che non è ancora passata o dell’incivile che ha buttato per terra quello che ha consumato?».

Per il New York Times lei è un sindaco “virtuoso” che si batte contro i vizi di Roma. È sicuro di vincere la battaglia?

«I vizi li abbiamo cambiati. È come quando ero in sala operatoria e avevo finito di reimpiantare il fegato: sapevo che l’operazione era di fatto finita e riuscita ma i familiari fuori ancora lo ignoravano. Io so che abbiamo cambiato gli aspetti economici e finanziari della città, che abbiamo riportato a Roma la legalità. Ma i cittadini, come i familiari fuori dalla sala operatoria, non lo possono percepire. Ma tra poco lo vedranno».

Sta chiedendo ai romani di fidarsi di lei?

«Credo che i cittadini capiscano che siamo nel mezzo di un cambiamento. I romani sono intelligenti e si rendono conto quando hanno a che fare con persone che ce la mettono tutta».

Renzi le chiede un rilancio, di “governare o andare a casa”. Come risponde?

«Voglio attendere le valutazioni di un servitore rigoroso dello stato come il ministro Alfano. Dopo ci sarà l’annuncio: indicheremo le nostre priorità per i prossimi mesi, un programma di “mid term” che avrà al centro trasporti e pulizia. Saranno il nostro mantra quotidiano».