LOCANDINA F BOCCEA_07_06_2014

Forte Boccea: rigenerazione urbana per uso sociale

Sabato 7 giugno si è svolto il seminario “Forte Boccea è il nostro Forte”, presso il teatro della Parrocchia S. Filippo Neri (Aurelio-Boccea, Municipio XIII), organizzato dal “Comitato Forte Boccea Bene Comune” e da “Progetto Forti”, patrocinato dal Municipio XIII e dal Demanio

L’incontro ha offerto a cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali un momento di confronto e discussione sulle possibili soluzioni di riuso del Forte Boccea, una struttura progettata nel secolo scorso per fini militari o ormai dimessa. Precondizione del tutto: il problema tecnico-amministrativo e politico del trasferimento del bene militare dal Demanio al patrimonio di Roma Capitale, più volte annunciato e ancora irrisolto.

Pasquale De Sole, Presidente di Comitato Forte Boccea Bene Comune, ha ricostruito il lavoro fatto dal Comitato con i cittadini, con le istituzioni municipali e comunali per elaborare proposte vantaggiose socialmente di riutilizzo. Per esempio: lo spostamento del vicino mercato all’aperto di Via Urbano II, che cerca da tempo una sua adeguata collocazione; la realizzazione di asili nido, ostelli e centri socio-culturali negli stabili esistenti, così come la destinazione a parco pubblico degli spazi verdi interni al forte.

La relazione tecnico-urbanistica di Simone Ferretti (“Progetto Forti”) ha offerto una panoramica dello stato attuale dei numerosi Forti originariamente realizzati per formare una cinta di protezione militare alla città di Roma. Confrontando soluzioni progettate o realizzate in altri Forti romani dimessi, Ferretti ha fatto intravedere, nello specifico, le diverse possibilità di riuso architettonico delle aree costruite di Forte Boccea.

Andrea Grigoletto (Istituto Italiano dei Castelli) ha parlato dell’esperienza realizzata a Mestre, in Veneto, dove i Forti militari sono stati acquisiti, ristrutturati e adibiti dal Comune a servizi sociali gestiti direttamente da associazioni e cooperative. Un’esperienza che potrebbe funzionare da modello anche per Roma. Il Grigoletto ha, inoltre, indicato alcuni articoli del Codice militare e di quello dei Beni Culturali e Paesaggistici che potrebbero favorire il passaggio dei Forti romani al patrimonio di Roma Capitale.

Ha chiuso Maurizio Geusa, dirigente tecnico dell’Assessorato alla Trasformazione urbana, in rappresentanza dell’Assessore Caudo, che ha citato i problemi tecnico-amministrativi per il trasferimento di beni militari al Comune, sollevati in particolare dalle Sovrintendenze alle Belle Arti competenti.

Durante la discussione, Stefano Zuppello (Vicepresidente del Municipio XIII) ha spiegato che la giunta municipale intende improntare le scelte collettive su forme di democrazia partecipativa. E nel caso di Forte Boccea ciò significa accogliere le esigenze dei cittadini del territorio espresse dal Comitato. Numerosi e documentati interventi dei cittadini hanno posto l’accento su aspetti di vivibilità del quartiere di cui Forte Boccea fa parte, dimostrando che cittadini informati e responsabili sono all’altezza di giocare un ruolo nelle scelte collettive. Se, ovviamente, si offrono occasioni di partecipazione come questa.

(Salvatore Speranza)

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