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De Vincenti: “Roma merita forte collaborazione istituzionale.
Giubileo occasione importante di rilancio”

Simone Canettieri, Il Messaggero, 30 agosto 2015

«Riportare Roma al suo rango di Capitale d’Italia è una missione che richiede una collaborazione forte tra tutte le istituzioni. Il Giubileo può rappresentare una grande opportunità di rilancio per Roma». Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è l’uomo incaricato da Renzi di seguire il dossier Anno Santo. È l’ufficiale di collegamento tra Marino e il premier.

De Vincenti, mancano meno di cento giorni al Giubileo, la gran parte dei lavori, quelli più importanti, inizierà solo a metà ottobre. Per l’otto dicembre le opere saranno completate?

«Il Comune è chiamato a uno sforzo molto impegnativo, ma ce la può fare grazie alla delibera del Consiglio dei ministri che consente di dimezzare i tempi delle procedure. Attenzione: non c`è nessuna deroga alle procedure, parliamo solo di forte accorciamento dei termini per completare le procedure stesse e assegnare i lavori».

Quindi per l’otto dicembre saranno pronti solo gli interventi leggeri?

«Il piano presentato dalla giunta per l’organizzazione del Giubileo non riguarda le grandi opere, per le quali 100 giorni non sono certo il tempo tecnico necessario e su cui piuttosto il vicesindaco Causi ha avviato una interlocuzione di prospettiva col ministro Delrio e col presidente Zingaretti. Il piano per il
Giubileo si concentra invece sulla manutenzione di strade, piazze, aree intorno alle stazioni ferroviarie,
percorsi pedonali, metropolitane e linee tranviarie, oltre che sul verde pubblico e il decoro urbano (a cominciare dalla pulizia della città)».

Nel piano del Comune ci sono 131 opere da finanziare, finora sono stati sbloccati solo 50 milioni per le prime quaranta. Contate di finanziarle tutte?

«In settimana terremo una riunione con il Comune e con il Mef proprio per valutare gli spazi finanziari che, nell’ambito delle risorse già a disposizione del Comune per il piano di rientro del bilancio e del debito, potranno aprirsi per il sostegno alle opere indicate nel Piano. Sono interventi su mobilità e decoro di competenza del Comune, ma anche in materia sanitaria che coinvolgono la Regione è che sono stati già avviati».

Non avete nominato commissario il prefetto Gabrielli perché sarebbe stato uno smacco nei confronti del sindaco Marino?

«Abbiamo sempre escluso l’ipotesi di un commissario: è un Giubileo diverso dai precedenti, all’insegna della massima semplicità e sobrietà e che proprio per questo ha potuto essere convocato dal Santo Padre con soli otto mesi di anticipo».

Il coordinamento di Gabrielli cosa comporta?

«È un raccordo operativo analogo a quello svolto dal prefetto di Milano per l’Expo e per il quale è prevista una segreteria tecnica di esperti che lo coadiuvi nel coordinamento istituzionale».

Da quando arriveranno a Roma le 5 mila forze dell’ordine in più promesse dal ministro Alfano?

«Procederemo su due piani paralleli: facendo convergere su Roma le forze liberate dalla conclusione
il 31 ottobre dell’Expo e procedendo con il reclutamento avviato dal piano generale di rafforzamento delle forze dell’ordine varato prima dell’estate».

Il Campidoglio, alla luce dei provvedimenti del Governo dopo Mafia Capitale, non è troppo fragile per gestire le gare e i lavori?

«Nei mesi scorsi ci sono già stati cambiamenti significativi da parte del Comune: ora questo processo viene rafforzato con la collaborazione istituzionale di Gabrielli e il rafforzamento del rapporto, già avviato, con l’Anticorruzione».

Il precedente Giubileo, che venne anticipato due anni prima, lasciò opere importanti alla città. E questo cosa lascerà ai romani?

«Prima di tutto, le opere di manutenzione e di decoro urbano implicano un miglioramento della qualità della vita nella città che si proietterà anche sul futuro. Inoltre, come testimonia l’interlocuzione avviata con il ministro delle Infrastrutture, l’Anno Santo sta diventando l’occasione per ragionamenti che vanno al di là dello stesso evento giubilare e che riguardano il futuro della viabilità, dei trasporti e più in generale delle infrastrutture che devono sostenere la qualità della vita dei cittadini romani e le prospettive di sviluppo economico dell’area metropolitana».

Ha trovato irrituale l’assenza del sindaco Marino nel giorno del consiglio dei ministri?

«Le misure le doveva prendere il Governo, siamo stati sempre a stretto contatto con Causi che si è confrontato con il sindaco».

Trova normale che il presidente del Consiglio e il sindaco della Capitale non si parlino?

«Ma chi l’ha detto? E poi quello che conta è la collaborazione istituzionale».