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Congresso Pd Roma: la lettera del commissario Matteo Orfini

Carissime e carissimi,

alcuni di voi mi hanno chiesto chiarimenti sui passaggi che ci aspettano ed ho dunque deciso di cogliere l’occasione per condividere con tutti le risposte e qualche riflessione generale. 

Come sapete  abbiamo di fronte il congresso romano. D’intesa con la Segreteria Nazionale ho deciso di convocarlo per il 26 marzo. Nei prossimi giorni provvederò a nominare secondo le nostre regole la commissione per il congresso che redigerà il regolamento e governerà l’intero percorso. Prima dell’avvio della fase finale del congresso presenterò il consuntivo del commissariamento: un documento che conterrà valutazioni e carte sul lavoro di questi anni, su quello che ho trovato (dalla situazione economica a quella organizzativa) e su quello che abbiamo fatto. Credo sia giusto infatti che la discussione congressuale possa tenere conto nella massima trasparenza di quanto emerso.

Al congresso arriveremo con una elaborazione programmatica importante ormai acquisita grazie al lavoro dei forum tematici, strumenti che si sono rivelati fondamentali per riconnettere il nostro partito alla città.  Prima di celebrare la fase conclusiva del congresso dedicheremo una giornata a tirare le somme di questo lavoro.

Il congresso si svolgerà sulla base del tesseramento 2016 che – come sapete – resterà aperto a Roma come nel resto d’Italia fino al 28 Febbraio. Il costo della quota tessera è e resta di 30 euro. Alcuni si sono lamentati di questa decisione. Mi stupisce. È la stessa cifra dell’anno scorso e il fatto che solo in un anno congressuale qualcuno scopra che è eccessiva onestamente non fa pensare bene. In ogni caso è un costo che non può essere ridotto perché altrimenti sarebbe impossibile affrontare il piano di rientro dal debito. Ma su questo tornerò più avanti. 

Alcuni di voi hanno chiesto chiarimenti sulla delibera di organizzazione e credo sia opportuno fugare ogni preoccupazione. Innanzitutto ricordo che essa è stata approvata dalla commissione nazionale di garanzia ed è quindi pienamente conforme alle regole del nostro statuto.

La organizzazione in circoli municipali ricalca lo schema dell’anno precedente (mentre in altri ambiti la delibera innova rispetto alla precedente): schema che ha consentito di far fronte e risolvere una situazione di grave confusione organizzativa.

Ci tengo a sottolinearlo anche a fronte di una retorica dei circoli che rischia a volte di essere omissiva e stucchevole: il debito imputato alle nostre strutture territoriali è superiore ai 600.000 euro. Prima del commissariamento la capacità di recupero dei contributi degli eletti era assolutamente residuale. Le modalità di rapporto con i “padroni di casa”, per lo più Ater e Comune, incredibilmente confusa e formalmente assai discutibile.

Non devo spiegare a voi quanto in questi anni ciò abbia danneggiato la credibilità del Pd, né ricordarvi le tante campagne che su questi temi abbiamo subito dai nostri avversari.

La riorganizzazione su base municipale ha consentito di riportare la contribuzione degli eletti a pieno regime e di approntare un piano di rientro complessivo che consentirà – se si vorrà continuare su questa strada – di salvare la gran parte delle nostre strutture territoriali. Anzi, in alcuni casi addirittura di aprirne di nuove.

Mi si chiede quali saranno le modalità di gestione delle nostre sedi territoriali. Non lo deciderò io, ma lo farete voi tutti alla fine del commissariamento. Il nuovo gruppo dirigente eletto dal congresso avrà anche il compito di sciogliere questi nodi. Fino ad allora le nostre sedi andranno avanti come sempre nel lavoro quotidiano che tanti frutti sta dando. E colgo l’occasione per ringraziare quelli che hanno in questi mesi reso possibili le iniziative di solidarietà del Pd romano, iniziative di cui credo tutti noi dovremmo essere orgogliosi.

Ma anche su questo consentitemi un chiarimento: qualcuno ha lamentato la presunta paralisi dell’attività sui territori. Potrei rispondere con l’elenco delle tantissime iniziative svolte in questi due anni, ma non voglio eludere un tema. È vero, alcune sezioni hanno fatto poco, forse meno di prima. Ma sia chiaro, è stata una precisa scelta politica di quelle sezioni perché dal primo giorno del commissariamento ho spiegato che alla tempesta che si era abbattuta su di noi avremmo dovuto reagire dimostrando di saper cambiare e moltiplicando le iniziative in ogni angolo della città. Un gruppo dirigente – di federazione, di circolo, di sezione – si misura su questo. Se sceglie di non agire per poi denunciare la non azione ascrivendone la responsabilità ad altri, lo fa per una precisa quanto a me incomprensibile scelta politica.

Alcuni mi hanno chiesto approfondimenti sulla drammatica situazione debitoria del partito romano. Ovviamente carte e numeri sono a disposizione di chiunque le voglia visionare; in ogni caso saranno allegate al consuntivo di cui vi parlavo all’inizio di questa mail. Una situazione gravissima e ingiustificabile, che basta a raccontare come questo partito (non) è stato gestito negli anni passati.

In questo come in altri casi, non spetta al commissario individuare le responsabilità della mala gestione. Quello che posso e devo fare – e che infatti molti di voi mi sollecitano a fare – è informare puntualmente la comunità degli iscritti. Ovviamente invierò il testo anche alla Direzione nazionale e alla Commissione nazionale di Garanzia (che avrà il compito di valutarlo nel merito e assumere le eventuali decisioni conseguenti, a norma di regolamenti e statuti).

Grazie a tutti per l’impegno che quotidianamente mettete a disposizione della nostra comunità e buon congresso a tutti.

Matteo Orfini