Roma, Orfini

Come una guerra di liberazione, di Matteo Orfini

Matteo Orfini, l’Unità, 30 giugno 2015

 

Se a Roma c’è la mafia – e c’è – il Partito democratico deve essere protagonista di una vera e propria guerra di liberazione dalla criminalità. Se c’è mafia capitale, noi dobbiamo diventare anti mafia capitale. È l’obiettivo che – appena nominato commissario – ho dato al Pd di Roma, scosso dalla prima ondata dell’inchiesta. Non è stato semplice acquisire consapevolezza del problema: come spesso capita in questi casi c’è chi lo nega – ma dai, questa non è mafia – e chi lo minimizza – sarà pure mafia, ma nulla a che vedere con quella vera. E invece dobbiamo avere il coraggio di chiamarla col suo nome perché farlo è il primo passo per sconfiggerla.

Non dobbiamo avere paura di sfidare i clan, come abbiamo fatto a Ostia, il mare di Roma sequestrato in questi anni da illegalità e collusioni. Prendere di petto il problema ci aiuta in quell’opera di rigenerazione del Pd di cui abbiamo un grande bisogno e di cui ha un grande bisogno la città. Perché il Pd di Roma è fatto di tanti militanti e amministratori per bene, che lavorano ogni giorno con passione per rendere migliore la vita dei cittadini della capitale. Ma negli anni passati quel partito si è chiuso in se stesso, in una battaglia interna che ha perso ogni valenza politica ed è diventata solo uno scontro di potere. E così ha finito per allontanarsi dalla città e dai suoi problemi.

Per questo non abbiamo visto, per questo non ci siamo accorti di cosa stava accadendo. Ma le cose stanno già cambiando e lo dimostrano i fatti: se a Ostia siamo arrivati prima della magistratura è proprio perché ci siamo dati quell’obiettivo – diventare anti mafia capitale- e abbiamo estromesso chi quell’obiettivo non sembrava condividerlo fino in fondo. Non abbiamo stampato le ruspe sulle magliette per alimentare campagne d’odio, le abbiamo usate davvero, ma per radere al suolo gli abusi edilizi spuntati come funghi sulle spiagge più belle del nostro litorale. Liberare Roma dalla criminalità è la premessa indispensabile per affrontarne i problemi, che sono ancora tanti.

Sappiamo che dal punto di vista amministrativo occorre fare di più, anche per affrontare al meglio le sfide del Giubileo e delle Olimpiadi. E lo faremo. Intanto rivendichiamo con orgoglio che il Pd è in prima fila nella lotta all’illegalità grazie alle scelte del governo – le norme sull’anticorruzione, sugli ecoreati, sull’autoriciclaggio, il nuovo codice per gli appalti ma anche grazie al lavoro di rigenerazione che stiamo portando avanti a Roma. Per questo oggi possiamo guardare la città e l’intero Paese a testa alta: abbiamo riconosciuto i nostri errori, li abbiamo corretti e oggi stiamo facendo fino in fondo il nostro dovere.

Nessun altro può dire lo stesso: non certo la destra responsabile dello sfascio, né il qualunquismo a 5 stelle sempre pronto a evocare la legalità, ma sempre assente quando dalle parole si deve passare ai fatti. E nemmeno le classi dirigenti della città: se è vero che mafia capitale ha investito non solo la politica, ma anche il mondo dell’impresa, del lavoro, delle professioni, dalla crisi etica della città usciremo solo se tutti sapranno avviare un percorso di rigenerazione simile a quello che abbiamo avviato noi. Noi non ci fermeremo finché Roma non cambierà davvero, tornando a rendere orgogliosa l’Italia. E il Pd di questa rivoluzione sarà protagonista.