Le notizie dai rappresentati PD alle amministrazioni municipali e comunali

Quale sistema per la protezione dell’ambiente?

Il 9 aprile 2014, al circolo PD Laurentino,  il circolo del lavoro PD-ISPRA ha organizzato un incontro sulla proposta di legge per l’ istituzione del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Hanno partecipato Chiara Braga, Responsabile Ambiente PD Nazionale, Filiberto Zaratti (SEL) Commissione Ambiente della Camera e Corrado Carrubba, Commissario ARPA Lazio. L’incontro ha dimostrato una volta di più l’importanza di una osmosi tra attività dei circoli attivi sui luoghi di lavoro e i livelli politici superiori per definire nel modo il più possibile condiviso gli strumenti di politica ambientale essenziali per il Paese. Un confronto con ricercatori e tecnologi dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente), che insieme alle 21 Agenzie territoriali per la protezione dell’ambiente (ARPA) andranno a costituire il nuovo “sistema” come previsto dalla proposta di legge.  Il testo approvato in Commissione Ambiente della Camera riunisce le due proposte del PD (Bratti e Realacci), che hanno seguito il tema fin dai primi anni 2000, e l’ultima del M5S (De Rosa). Ha introdotto l’incontro Paolo de Zorzi, segretario del circolo PD-ISPRA.

Una lunga storia (ben 3 legislature) ha preceduto il voto in Commissione Ambiente della proposta che, benché migliorabile ancora in alcuni punti, sarà importante nell’assicurare un sistema omogeneo ed efficace di controlli ambientali sul territorio nazionale, sorretto da una diffusa ed autonoma capacità di ricerca del sistema stesso. Alla percezione dei cittadini di inadeguatezza delle istituzioni pubbliche (verso cui c’è sfiducia) nell’assicurare un idoneo controllo dell’ambiente si deve rispondere con istituzioni autorevoli, terze ed autonome nelle loro valutazioni, sostenute da adeguate risorse (umane e finanziarie) e che operino come “sistema”. Si censurano, a tal riguardo, le recenti dichiarazioni del Ministro dell’ambiente Galletti, che prefigurano nuovamente scenari inaccettabili di “asservimento” di ISPRA a necessità particolari delle Direzioni ministeriali, stravolgendo un corretto rapporto tra autorità politico-amministrativa e istituzione tecnico-scientifica autonoma.

Filiberto Zaratti, relatore della proposta di legge dà un giudizio positivo del testo, frutto di un ampio confronto e consenso tra le forze politiche in Commissione. C’è la necessità che per legge si dia al Paese un sistema che, a fronte di una crescente richiesta di semplificazione dei processi decisionali in campo ambientale, sia in grado di garantire controlli efficaci. L’inscindibile binomio controlli-ricerca è stato riconosciuto nel testo così come deve essere garantita terzietà ed autonomia di ISPRA e delle Agenzie. Il percorso di approvazione in aula non sarà facile per superare alcune resistenze ancora esistenti, ad esempio sui finanziamenti, ma non sono auspicabili stravolgimenti al testo.

Per Corrado Carrubba la politica è rimasta indietro negli anni relegando l’ambiente (e così anche la proposta in discussione) sempre nelle retrovie dell’azione politica, andando a ricasco delle contingenze. Il testo è un enorme passo avanti. Si risponde alla richiesta dei cittadini di controlli severi, precisi ed efficaci. Si dà valore di legge al rapporto tra ISPRA e le ARPA, ora esistente solo su base volontaria, disciplinandolo in modo equilibrato e mantenendo le reciproche autonomie nell’ambito di un Consiglio. E’ necessario un rapidissimo percorso alla Camera e al Senato. In questo contesto, si rimarca il crescente indebolimento del Ministero dell’Ambiente – da cui discendono le dichiarazioni del Ministro in relazione al rapporto ISPRA-Ministero – che richiederebbe una sua profondissima trasformazione.

Chiara Braga pone l’urgenza di dare rapida approvazione alla legge in Parlamento in relazione alla accresciuta consapevolezza e alle giuste aspettative dei cittadini circa la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Sarà richiesta grande attenzione nei lavori in Parlamento per arrivare alla finale approvazione. E’ stato fatto in Commissione un faticoso e prezioso lavoro di mediazione, ma al rialzo. Si è migliorato il testo raccogliendo indicazioni dai diversi soggetti interessati, consentendo così una unanimità delle forze politiche. La fissazione nei controlli ambientali di livelli essenziali di prestazioni tecniche (LEPTA), collegati ai livelli di assistenza sanitaria, così come la prerogativa di formulare pareri vinvolanti sugli atti governativi in campo ambientale sono alcuni tra gli elementi qualificanti della proposta che, nel suo complesso, va a costituire il secondo pilastro di una politica ambientale moderna insieme alla recente e altrettanto fondamentale legge che eleva a delitti i reati ambientali.

All’incontro sono intervenuti i lavoratori di ISPRA, il circolo di SEL-ISPRA, rappresentanti sindacali della ricerca di FLC-CGIL e USB e il Direttore ISPRA. Sono stati messi in luce aspetti cruciali connessi all’approvazione della proposta di legge: la riaffermazione di un modello vincente basato sullo stretto rapporto tra attività di servizio alle amministrazioni e quelle di ricerca ad esse finalizzate, la necessità di chiari e adeguati finanziamenti, ricercando anche razionalizzazioni (ad esempio eliminando duplicazioni nella creazione e gestione di banche dati e sistemi informativi), possibile alleggerimento dei passaggi legislativi previsti dalla norma con riduzione di decreti attuativi e concerti ministeriali, chiara riaffermazione della separazione dei ruoli tecnico-scientifici da quelli politico-amministrativi rispetto, tanto, al Ministero dell’ambiente (evitare anacronistici antagonismi, ma chiarire definitivamente i ruoli), quanto, alle Regioni, superamento del precariato del personale.

(Paolo De Zorzi)

Parco della Cellulosa: i problemi e i progetti

Sabato 22 marzo si è svolto, come previsto, il sopralluogo dell’assessore all’Ambiente Estella Marino nell’area e negli edifici del Parco della Cellulosa. Erano presenti il Presidente del XIII Municipio Valentino Mancinelli, il Commissario straordinario di “Roma Natura” Maurizio Gubbiotti i rappresentanti del Comitato Promotore per la Tutela e la Salvaguardia del Monumento Naturale “Parco della Cellulosa”, inseme con molte altre associazioni del territorio.  Al termine della visita si è sviluppato un ampio dibattito finalizzato alla soluzione dei problemi aperti sulla gestione del parco e sulle proposte dei molti cittadini associati nel Comitato Promotore.

Molte restano, infatti, le questioni da risolvere al Parco della Cellulosa anche se negli anni è già diventato una straordinaria realtà di aggregazione sociale oltre che rappresentare l’unica area verde della popolatissima zona.

Manca solo il rogito per l’acquisizione definitiva dell’area da parte di Roma Capitale ma è spuntato l’ennesimo adempimento burocratico: è scaduto il comodato d’uso del parco al Comitato, e di conseguenza il Comitato non riesce più nemmeno a intestarsi le utenze.

La cura e la tutela del parco sono completamente a carico dei volontari che si occupano, tutto a proprie spese, anche di smaltire l’amianto e Roma Natura, in assenza di permessi e titolarità, non può ancora fare alcun intervento.

Solo una piccola porzione del parco è divenuta fruibile, ed è ancora tutta da conquistare la fruibilità dei 77 ettari inclusi nel Monumento Naturale regionale in cui opera l’Unità di Ricerca Forestale (URF) del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura.

Infine, resta alta l’attenzione dei cittadini e delle Associazioni per il destino degli edifici occupati fino a qualche mese fa dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, per i quali si teme una speculazione edilizia che si abbatterebbe proprio nel cuore del Parco e dove invece i cittadini vedrebbero con favore l’apertura di una scuola superiore o di un presidio sanitario o ancora di uno dei tanti servizi che mancano o, se pure ci sono, non sono sufficienti a soddisfare le esigenze dei cittadini di questa periferia romana.

L’assessore Marino si è impegnato a risolvere quanto di propria competenza e a fare il possibile   per favorire i rapporti tra il Comitato Promotore per la tutela e la difesa del Monumento Naturale “Parco della Cellulosa” e le amministrazioni coinvolte.

(Emma Persia)

Le Associazioni di Casalotti incontrano Estella Marino

Sabato 22 marzo, alle 10.30, nel Casaletto del Parco della Cellulosa, le associazioni locali, tra cui il Comitato del Parco della Cellulosa e Casalottilibera, presentano all’Assessore all’Ambiente del Comune due progetti in discussione da anni: l’acquisizione definitiva del Parco Della Cellulosa e la funivia urbana, pensata per liberare Casalotti dalla morsa del traffico.

Per la definitiva assegnazione al Comune di Roma del Parco della Cellulosa manca solo l’appuntamento dal notaio eppure, inspiegabilmente, la procedura è ferma da mesi. Il ritardo sta tenendo in allarme i cittadini che, in vari anni di lotta, hanno dato vita alla prima parte di un progetto ben più ambizioso che prevede la piena fruibilità per i cittadini dei 72 ettari del parco.  È sufficiente dare un’occhiata al sito un po’ artigianale del parco stesso per capire che  il parco ha certo bisogno di aiuto ma è una realtà che brulica di iniziative e che, tra l’altro, ospita una unità di Ricerca del “C.R.A. – Centro Ricerche Agroalimentare”. Meglio sarebbe farci una capatina, magari per ammirare la collezione di Eucalipti realizzata nel 1953 dai ricercatori dell’ormai disciolto Ente Nazionale Carta e Cellulosa, che proprio da qui hanno diffuso questa specie in tutta Italia.

Agguerrito e preparato il gruppo di Casalottilibera è partito nel 2011 e in pochissimo tempo ha convinto anche i più scettici di un altro importante e ambizioso progetto: la costruzione di una funivia urbana, mezzo di trasporto economico, rapido e soprattutto ecologico, che potrebbe collegare i quartiere con il capolinea della Metro A, liberando i numerosi pendolari di Casalotti, Selva Candida, Selva Nera, Casal Selce e Pantan Monastero dalla prigionia imposta dal traffico di via Boccea.

Il sito dell’associazione fornisce tutte le informazioni che consentono di farsi un’opinione più precisa del progetto “Gondolina” e di verificarne la serietà. La funivia sarebbe in grado di collegare i quartieri più periferici del XIII Municipio al capolinea della metropolitana in circa 15 minuti, con una portata di 3000 passeggeri per senso di marcia. Per di più, il tempo di realizzazione stimato sarebbe di un solo anno. I cittadini di Casalottilibera devono questi dati alla collaborazione di professionisti ed esperti del settore, come il Prof. Stefano Panunzi, docente presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi del Molise. All’inizio, erano in molti a prenderli per “matti”, ma ad oggi  l’associazione conta più  di mille iscritti, che si tengono in contatto grazie a facebook. On line si trovano informazioni, commenti sui problemi locali, legati soprattutto alla viabilità ma non soltanto, visto che la pagina FB ospita discussioni anche sulla gestione dei rifiuti e che è servita a coordinare gli aiuti agli alluvionati, in occasione degli allagamenti provocati dalle piogge intense del mese scorso. (Emma Persia)