Le notizie dai rappresentati PD alle amministrazioni municipali e comunali

Forte Boccea: una visita per il riuso pubblico

 

Venerdì 20 giugno, il Forte Boccea (XIII Municipio) è stato aperto in via eccezionale alla visita di cittadini, rappresentanti di associazioni, consiglieri di maggioranza e opposizione e autorità del Municipio XIII. L’apertura straordinaria è stata concessa dal Ministero della Difesa, proprietario del bene, grazie alla richiesta congiunta del Comitato “Forte Boccea Bene Comune” e del Consiglio municipale, che mesi fa aveva approvato una Risoluzione in tal senso.

Organizzata da “Progetto Forti” e dal suddetto Comitato, con la collaborazione di Esercito Italiano e Roma Capitale Municipio XIII, il sopralluogo è stato, in fondo, la prosecuzione pratica del bel Seminario di studio del 7 giugno sul possibile riuso sociale del Forte (vedi archivio: 11/06/2014).

Forte Boccea fa parte dell’anello dei 18 Forti e Batterie realizzato tra Otto e Novecento a difesa militare di Roma, divenuta Capitale d’Italia. Dagli anni ’20 del secolo scorso è stato adibito a carcere militare. Più tardi è divenuto luogo di detenzione degli obiettori di coscienza e di qualche ‘ospite’ speciale (anche Priebke è stato recluso qui). Nel 2008 fu chiuso e poi dismesso, ad eccezione di alcune residenze del compendio tutt’oggi abitate.

Pasquale De Sole (Presidente Comitato “Forte Boccea Bene Comune”) ha introdotto la visita guidata, curata dall’Arch. Claudio De Santis (Demanio militare) e dall’Arch. Simone Ferretti (Progetto Forti).

De Santis ha delineato la storia del complesso militare, mentre Ferretti, noto studioso dei Forti militari romani, ne ha illustrato la struttura architettonica, presentando possibili soluzioni di riuso pubblico di spazi e ambienti. I visitatori hanno potuto constatare che nel tempo la parte interna ha subìto interventi di sopraelevazione e di sterro dei terrapieni, e la piazza d’armi è stata trasformata per realizzare il carcere. L’area antistante all’ingresso del Forte, il viale d’accesso, costeggiato da eucalipti, e che immette in Via di Boccea potrebbe oggi servire alla definitiva sistemazione del vicino mercato di Via Urbano II, a parco pubblico, ostelli e servizi sociali, come proposto da Comitato “Forte Boccea Bene Comune”.

In questa direzione si sta muovendo l’Assessore alla Trasformazione urbana di Roma Capitale, Giovanni Caudo, che sta operando per ottenere dalla Difesa l’acquisizione del bene, incoraggiato dal Municipio XIII, rappresentato alla visita da Stefano Zuppello, vicepresidente della Giunta, e da Cinzia Giardini (presidente del Consiglio municipale).

La visita ha significato un’ulteriore conquista di Comitato “Forte Boccea Bene Comune”, che l’aveva chiesta da tempo.

(Salvatore Speranza)

 

Di cani, di gatti, di polemiche… Cosa accade ai canili e ai gattili comunali di Roma

 

 

Il 22 maggio scorso, la Giunta capitolina ha approvato all’unanimità la delibera 148, che riporta i risultati dei controlli svolti nei canili e gattili comunali di Roma. Alcune di quelle strutture sono risultate fuori norma (gabbie troppo piccole, mancanza di spazi sanitari etc.). Che cosa farà il Comune? Quali conseguenze ci saranno per chi gestisce quelle strutture? Queste domande hanno suscitato moltissime polemiche, riportate dai giornali, preoccupazioni e vistose proteste. Sono fondate? L’unica cosa sensata ci è sembrata parlarne direttamente con l’Assessore Estella Marino.

Assessore Marino, quali sono le caratteristiche di un buon canile e di un buon gattile?
Gli impegni di un buon canile e gattile sono più d’uno: consentire la lotta al randagismo, togliere gli animali dalla strada, curarli e accudirli in collaborazione con le A.s.l. e poi, soprattutto, cercare per loro una adozione. Per trovare una casa per gli animali abbandonati e randagi bisogna coinvolgere i cittadini, diffondere la cultura del rispetto verso i nostri amici a quattro zampe. Il bene degli animali non è restare chiusi in un canile o in un gattile, ma essere adottati. Far adottare un cane o un gatto è l’obiettivo principale. Un canile o gattile possono essere troppo affollati e se le adozioni aumentano, gli animali che restano nelle nostre strutture staranno meglio.

Quanti sono i canili/gattili comunali e chi li ha gestiti negli ultimi anni?

Le strutture comunali sono attualmente sei, (quattro canili e due gattili) tra i quali: il canile di Muratella, che attualmente ospita circa 650 animali, la Valle dei Cuccioli, che accoglie otto cani, l’Oasi felina di Porta Portese. In questi anni sono state gestite da associazioni animaliste con affidamento diretto in convenzione. In futuro il rapporto tra Roma Capitale e gestori affidatari delle strutture dovrà essere regolato da bando pubblico. Lo stabilisce la legge, che è garanzia di trasparenza e di correttezza. Ma prima del bando pubblico, è necessario che le strutture siano “messe a norma” in tutto e per tutto.

La Delibera dello scorso 22 maggio “fotografa”i risultati di un lavoro durato diverse settimane, che abbiamo svolto per conoscere lo stato attuale delle strutture. La situazione è questa: l’Oasi felina di Porta Portese è appena stata ristrutturata (abbiamo ereditato un progetto bloccato che è stato sbloccato grazie anche al SIMU) e inaugurata. Ora può ospitare fino a 250 gatti. L’Oasi felina di Villa Flora invece risulta non adeguabile. Per quanto riguarda i canili, abbiamo chiesto i fondi per adeguare il canile di Ponte Marconi; stiamo approfondendo le ispezioni sul canile di Muratella, soprattutto sulle dimensioni dei box indicate nelle normative e indispensabili per garantire il benessere dei cani, e sull’apertura di una parte di canile sanitario. Poi c’è il canile di Vitinia Ex-Poverello, l’unico che a oggi risulta non adeguabile, perché la proprietà del terreno non è nelle disponibilità di Roma Capitale. Ma non ci diamo per vinti, e ci stiamo attivando con il Dipartimento patrimonio per verificare le soluzioni possibili.

Quali sono state le cause di quelle carenze?

Probabilmente in questi ultimi anni l’Amministrazione capitolina, che avrebbe dovuto esercitare un ruolo di indirizzo, è stata assente. D’altra parte, le A.s.l. non sempre riescono a svolgere il loro ruolo. In questa situazione, sono state le Associazioni a doversi far carico delle mancanze delle amministrazioni. Ma proprio le Amministrazioni devono riprendere in carico le proprie responsabilità.

Qual è la procedura legale per gli appalti?

L’affidamento mediante un bando pubblico. Oltre a garantire il benessere degli animali riportando a norma le strutture, l’Amministrazione capitolina vuole mettere ordine nel settore, nel rispetto di tutti i cittadini, e amministrando al meglio i fondi pubblici.

Ho letto che intendi istituire la figura del Garante per diritti degli animali. Quando? E che cosa farà?

Al più presto. Il Garante dovrà occuparsi del benessere degli animali. Era nel programma del Sindaco Marino e l’Amministrazione intende istituirlo immediatamente, seguendo un percorso condiviso con l’Assemblea di Roma Capitale, che ha il compito di deliberare. Così abbiamo già fatto istituendo il Garante cittadino dei diritti dei detenuti. Il garante è un soggetto terzo, cioè svincolato dall’amministrazione, competente in materia e ovviamente amante degli animali. Riceverà e seguirà tutte le segnalazioni di violazioni, promuoverà azioni per la tutela degli animali e del loro benessere. Avremo perciò i gestori di canili/gattili, l’amministrazione, e il garante, in un quadro normativo e di rapporti finalmente completo

Prevedi altri interventi sul tema della cura di cani e gatti randagi?

Sì certo. Prima di tutto, dobbiamo programmare un piano pluriennale per adeguare tutte le strutture alla normativa vigente. Dobbiamo badare, per esempio, che siano rispettati gli spazi vitali per gli animali. Gli animali ospitati in un canile o gattile non devono soffrire per mancanza di spazio. Ci vorrà del tempo, e dovremo tener conto anche anche delle esigenze future e dei costi. Ora, stiamo studiando soluzioni innovative come i parchi canile. E poi, dobbiamo migliorare il rapporto con le strutture sanitarie di vigilanza: le loro funzioni vanno individuate e chiarite. Per esempio: già ora le A.s.l. Roma A, Roma B e Roma C, con il Patrocinio di Roma Capitale, organizzano corsi formativi per i proprietari dei cani. Le persone il cui animale si sia reso responsabile di episodi di aggressione sono obbligate a partecipare, ma ai corsi possono partecipare tutti i proprietari e gli aspiranti proprietari dei cani.

Ci sono proteste contro questo programma. Puoi spiegarcene la ragione?

Probabilmente non sono circolate le informazioni giuste sul nostro piano di intervento. E’ un problema ricorrente: quando manca informazione, si creano paure. Ma sono ingiustificate. Non vogliamo chiudere nessun canile o gattile comunale, come invece si legge sulla stampa. Vogliamo però rispettare la normativa e adeguare gli spazi e le modalità della gestione di canili e gattili. Ed è questo che provocherà, naturalmente, qualche cambiamento. Ma siamo pronti a dare tutte le spiegazioni necessarie. A ripeterle ogni volta che serve. Abbiamo preso la via della messa a norma, del rispetto delle regole per il benessere degli animali e, è importante ripeterlo, della tutela dei cittadini e di tutti coloro che lavorano nel settore. Sono convinta che quando si affronta un cambiamento, lo sforzo maggiore è quello di dimostrare che la situazione che si produrrà sarà migliore e porterà vantaggi per tutti.

 

 

Largo Enrico Berlinguer

Finalmente a Roma, da ieri 11 giugno, una targa intitola un luogo di Roma allo storico segretario del PCI a trent’anni esatti dalla sua scomparsa.

La targa si trova nei pressi del capolinea del tram 8, vicinissimo a piazza Venezia , scelta non casuale vista la vicinanza alla storica sede comunista in via delle Botteghe Oscure.

Erano in molti ieri a ricordarlo con affetto e commozione, amici, colleghi e familiari, intense le parole del Sindaco Marino (è stata sua la volontà di realizzare questa targa) così come quelle di ex colleghi e amici.

Era presente anche la figlia Bianca, che non ha nascosto la commozione nel vedere la figura di suo padre ancora così viva dopo molti anni dalla sua morte.

Marino ha ricordato Berlinguer, il suo operato, il suo pensiero politico come strada da seguire sempre per la buona politica.

Abbiamo un nuovo punto di riferimento per incontrarci in centro, sarà bello poter dire “ci vediamo più tardi? Dove? A Largo Berlinguer”… “al capolinea dell’8” era troppo vago, anche un po’ freddo.

(Roberta De Sanctis)

Forte Boccea: rigenerazione urbana per uso sociale

Sabato 7 giugno si è svolto il seminario “Forte Boccea è il nostro Forte”, presso il teatro della Parrocchia S. Filippo Neri (Aurelio-Boccea, Municipio XIII), organizzato dal “Comitato Forte Boccea Bene Comune” e da “Progetto Forti”, patrocinato dal Municipio XIII e dal Demanio

L’incontro ha offerto a cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali un momento di confronto e discussione sulle possibili soluzioni di riuso del Forte Boccea, una struttura progettata nel secolo scorso per fini militari o ormai dimessa. Precondizione del tutto: il problema tecnico-amministrativo e politico del trasferimento del bene militare dal Demanio al patrimonio di Roma Capitale, più volte annunciato e ancora irrisolto.

Pasquale De Sole, Presidente di Comitato Forte Boccea Bene Comune, ha ricostruito il lavoro fatto dal Comitato con i cittadini, con le istituzioni municipali e comunali per elaborare proposte vantaggiose socialmente di riutilizzo. Per esempio: lo spostamento del vicino mercato all’aperto di Via Urbano II, che cerca da tempo una sua adeguata collocazione; la realizzazione di asili nido, ostelli e centri socio-culturali negli stabili esistenti, così come la destinazione a parco pubblico degli spazi verdi interni al forte.

La relazione tecnico-urbanistica di Simone Ferretti (“Progetto Forti”) ha offerto una panoramica dello stato attuale dei numerosi Forti originariamente realizzati per formare una cinta di protezione militare alla città di Roma. Confrontando soluzioni progettate o realizzate in altri Forti romani dimessi, Ferretti ha fatto intravedere, nello specifico, le diverse possibilità di riuso architettonico delle aree costruite di Forte Boccea.

Andrea Grigoletto (Istituto Italiano dei Castelli) ha parlato dell’esperienza realizzata a Mestre, in Veneto, dove i Forti militari sono stati acquisiti, ristrutturati e adibiti dal Comune a servizi sociali gestiti direttamente da associazioni e cooperative. Un’esperienza che potrebbe funzionare da modello anche per Roma. Il Grigoletto ha, inoltre, indicato alcuni articoli del Codice militare e di quello dei Beni Culturali e Paesaggistici che potrebbero favorire il passaggio dei Forti romani al patrimonio di Roma Capitale.

Ha chiuso Maurizio Geusa, dirigente tecnico dell’Assessorato alla Trasformazione urbana, in rappresentanza dell’Assessore Caudo, che ha citato i problemi tecnico-amministrativi per il trasferimento di beni militari al Comune, sollevati in particolare dalle Sovrintendenze alle Belle Arti competenti.

Durante la discussione, Stefano Zuppello (Vicepresidente del Municipio XIII) ha spiegato che la giunta municipale intende improntare le scelte collettive su forme di democrazia partecipativa. E nel caso di Forte Boccea ciò significa accogliere le esigenze dei cittadini del territorio espresse dal Comitato. Numerosi e documentati interventi dei cittadini hanno posto l’accento su aspetti di vivibilità del quartiere di cui Forte Boccea fa parte, dimostrando che cittadini informati e responsabili sono all’altezza di giocare un ruolo nelle scelte collettive. Se, ovviamente, si offrono occasioni di partecipazione come questa.

(Salvatore Speranza)

Per un dialogo proficuo fra l’Amministrazione e i dipendenti comunali

 

Siamo vicini ai 24mila dipendenti capitolini che in queste ore stanno scioperando. Apprezziamo l’impegno del l’Assemblea Capitolina che ieri [5 giugno n.d.r.] , con una seduta dedicata al Personale, ha approvato una mozione del gruppo di maggioranza per impegnare il Sindaco e la Giunta a prevedere nel prossimo bilancio 2014 i fondi per l’erogazione del salario accessorio.

Tuttavia lo sciopero di oggi [6 giugno, n.d.r.], che blocca di fatto la gran parte dei Servizi essenziali del Comune, dagli asili ai vigili urbani, deve servire come nuovo punto di partenza per un dialogo proficuo fra l’Amministrazione e i dipendenti comunali, energia operativa di Roma Capitale.

Come deputato ma anche come membro dell’esecutivo del Partito Democratico di Roma, rinnovo il mio impegno e quello dei miei colleghi a mantenere alta l’attenzione sui dipendenti pubblici, che si devono sentire accolti ed ascoltati dal Partito di attuale maggioranza, che si è da sempre contraddistinto per essere megafono della classe operaia e del ceto medio.

Khalid Chaouki

(deputato e membro dell’esecutivo del Partito Democratico di Roma)

 

Sfratti per morosità incolpevole : Lettera di 8 deputati PD al Prefetto di Roma.

S.E. Prefetto di Roma Capitale, Dott. Giuseppe Pecoraro

Ci rivolgiamo a Lei, in merito al drammatico tema dell’emergenza abitativa nella Capitale.

In particolare vorremmo richiamare la sua attenzione sulla gravissima condizione in cui ormai versano migliaia di famiglie colpite dalla crisi le quali, in questi ultimi mesi, sono state raggiunte da provvedimenti di sfratto per morosità.

Il decreto legge del 31 agosto 2013 n. 102, convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124,recante“disposizioni urgenti in materia di Imu, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici” all’articolo 6, comma 5, ha istituito, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Successivamente, con decreto legge 28 marzo 2014, n. 47, “recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni” il fondo  è stato incrementato di 15,73 milioni di euro per il 2014, di 12,73 per il 2015, di 59,73 milioni di euro per l’anno 2016, 36,03 milioni di euro per l’anno 2017, 46,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e 9,5 milioni di euro per l’anno 2020. Per quanto riguarda il solo 2014 si hanno a disposizione 35,73 milioni di euro.

Alla definizione  di “morosità incolpevole” (art 2 comma 1) quale “situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”, al riparto delle risorse assegnate al predetto fondo e alla definizione dei criteri e delle priorità da rispettare nei provvedimenti comunali, si provvede  con decreto del  Ministro delle infrastrutture  infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

Si tratta, quindi, di persone che hanno sempre pagato l’affitto ma che oggi, per la perdita del lavoro o per gravi malattie, non riescono più ad ottemperare a tale impegno.

Poiché, una volta perfezionato l’iter, questa erogazione sarà a disposizione dei Comuni ad alta tensione abitativa, quindi una parte consistente di essa sarà fruibile al Comune di Roma capitale.

In attesa della distribuzione di questi ulteriori fondi, Le chiediamo la sospensione esecutiva degli sfratti per morosità incolpevole nella nostra Capitale.

 

Certi della sua sensibilità e disponibili ad un incontro, Le porgiamo distinti saluti.

On.li Marco Miccoli

Umberto Marroni

Stefano Fassina

Micaela Campana

Matteo Orfini

Roberto Morassut

Ileana Argentin

Khalid Chaouki

 

Roma, 3 giugno 2014

Roma e l’Europa. Conversazione con il Sindaco Marino

A Roma, alle elezioni europee del 25 maggio scorso, il PD ha ottenuto il 43,07% dei voti. Più che nel Lazio, 39,16%, e più della media nazionale, 40,81%. Un risultato inaspettato, soprattutto se si pensa alle previsioni pessimistiche diffuse dalla stampa alla vigilia delle elezioni. A Roma in molti avevano previsto un crollo del PD, legato anche alle difficoltà incontrate dall’amministrazione comunale nel rimettere in sesto la situazione disastrosa lasciata dalla giunta Alemanno, e alle scelte amministrative che hanno fatto discutere. Le previsioni sono state tutte smentite.

 

Sindaco Marino, come giudica il risultato del PD a Roma?

Il risultato del Pd, a Roma come nel resto d’Italia, è eccezionale e conferma la volontà dei cittadini di premiare, con la loro fiducia, la volontà di cambiamento e modernizzazione, ma anche la voglia di costruire un’Europa che sia concretamente più presente nelle vite di ciascuno di noi. Gli italiani, e i romani, hanno votato in massa le politiche europeiste di Matteo Renzi, e la ferma convinzione di voler un’Italia che conti di più in Europa, di cui siamo il terzo contributore, dopo la Germania e la Francia. Questo è anche il mio sogno: lavorare velocemente per gli Stati Uniti d’Europa, fino ad arrivare ad avere un singolo ministro degli Esteri per i 28 Paesi dell’Unione, capace di sedersi al tavolo delle grandi potenze mondiali con tutta l’autorevolezza dell’Unione. Ringrazio le romane e i romani perché con il loro voto hanno dimostrato di volere anche loro un’Europa più forte, in cui l’Italia conti di più, e di capire il cambiamento che anche questa amministrazione ha voluto imprimere alla città negli ultimi 11 mesi. Sforzi che ci hanno portato a raggiungere grandi risultati, come per esempio la chiusura di Malagrotta, che tra l’altro ha chiuso una procedura di infrazione europea che Roma aveva sulle spalle, o il rinnovamento della leadership nelle municipalizzate, all’insegna della trasparenza dei risultati e della sobrietà nei compensi.

Abbiamo potuto seguire i risultati, dati con grande tempestività e efficienza, sul sito del Comune. Ma la stampa ieri metteva in evidenza i disagi dei cittadini per il rinnovo delle tessere elettorali scadute. Come è andata davvero?

Qualche disagio c’è stato perché molti cittadini che avevano terminato lo spazio per la timbratura sulla propria tessera elettorale si sono ridotti all’ultimo, proprio il giorno del voto, a richiederlo. La macchina comunale però si era mossa, nei giorni precedenti all’appuntamento elettorale, per non farsi trovare impreparata. Gli sportelli anagrafici dei Municipi sono stati aperti dal lunedì al venerdì – dalle ore 8.30 alle 12 – e il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 16, oltre all’Ufficio Elettorale centrale di piazza Guglielmo Marconi. Dal 2 al 24 maggio infatti sono state consegnate quasi 56 mila nuove tessere elettorali, e solo nella giornata del voto oltre 29 mila. Un grande sforzo che testimonia il professionale lavoro dei dipendenti comunali, a cui va il mio più sentito ringraziamento.

Smentite tutte le previsioni negative sulla tenuta del PD a Roma. Si apre una stagione di rinnovamento?

Il risultato dimostra che, nonostante gufi e Cassandre, i romani sanno distinguere chi vuole impegnarsi seriamente per rinnovare il Paese e chi invece vuole cavalcare soltanto un disagio che, non dobbiamo negarlo, esiste ma va affrontato con politiche efficaci e sempre più integrate con l’Europa. Roma vuole essere in prima linea in questo processo: innovare l’amministrazione, interpretare le esigenze dei cittadini, mordere il futuro guadagnandosi sempre più spazio internazionale attraverso le sue peculiarità e ricchezze. Ecco perché abbiamo già intrapreso una politica di profondo rinnovamento, che ci ha portato a privilegiare la tutela del verde, con terre dell’agro romano assegnate a giovani agricoltori, senza pregiudicare il settore dell’edilizia ma puntando sulla rigenerazione urbana di vaste aree, già urbanizzate. Abbiamo voluto assumerci un forte impegno per disegnare un ciclo dei rifiuti totalmente nuovo per la città, che potenzi la raccolta differenziata, chiuda le mega discariche e punti alla costruzioni di un ecodistretto che faccia diventare i rifiuti una risorsa e non più un problema. Nei prossimi mesi, con il sostegno della maggioranza, intendo incrementare se possibile la nostra voglia di rinnovamento. Insieme possiamo raggiungere grandi risultati.

Il municipio dei diritti: l’adesione del Municipio XI al Roma PRIDE 2014

Parlare di diritti è facile. Parlare dei diritti delle persone LGBT è facile. Parlare della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è facile. Parlare è facile.

Sul tema dei diritti delle persone GLBT, la vera sfida oggi per una istituzione di qualsiasi livello è capire cosa e quali siano realmente questi diritti – senza fare un unico melting pot in cui mescolare tutto ed il contrario di tutto – e cosa si può offrire con i poteri a propria disposizione. Consapevole che il Municipio non ha grandi poteri, il gruppo PD del Municipio IX, insieme ad altri esponenti del Municipio, già in passato ha iniziato ad interessarsi e ad occuparsi di tematiche legate al “mondo GLBT”, organizzando incontri sui temi dell’omofobia, del bullismo e dell’omoaffettività. Questo interessamento, certamente non esaustivo dell’argomento, ha portato nell’ aprile 2012 all’approvazione del registro delle unioni civili, uno strumento necessario in mancanza di soluzioni più complete per affrontare temi pratici che possono essere risolti localmente.

Quest’anno invece, dopo la splendida iniziativa di domenica 18 Maggio di “Literature Walking” organizzata dal Municipio XI nell’ambito delle manifestazioni per la Settimana Rainbow di Roma Capitale, la Giunta del Municipio XI approva anche la memoria di adesione al Roma PRIDE 2014.

Maurizio Veloccia – Presidente del Municipio XI – dichiara: “In un periodo di profonda crisi sociale, economica e politica come quello che stiamo vivendo occorrono segnali chiari e netti da parte delle Istituzioni, nel ribadire che la dignità delle persone non dipende dall’essere maschio o femmina e che gli orientamenti sessuali e le identità di genere non costituiscono un fattore discriminante dell’essere umano”, facendo proprio quel concetto elementare che dice che quando si affronta la dignità ed il bene delle persone non ci sono priorità.

Ed il Roma PRIDE è questo: un grande momento di mobilitazione e rivendicazione, di identità e orgoglio che parta dalle nostre vite e dalla nostra storia per ribadire appunto la nostra dignità.

Pertanto, bravo Maurizio Veloccia e tutta la Giunta del Municipio XI per essersi fermati ad ascoltare e riflettere, e per aver fatto la scelta giusta.

(Fabio Iovine)

 

La realizzazione del Programma elettorale del Pd Monte Mario a 10 mesi dalle elezioni

Il 15 Maggio presso il Circolo PD Monte Mario si è svolta una riunione del direttivo del circolo con la presenza dei Consiglieri Municipali Loredana Parpaglioni e Pino Acquafredda e del Capogruppo Pd al Municipio Julian Colabello. L’incontro è servito per fare il punto sullo stato di realizzazione del Programma elettorale del PD Monte Mario a circa 10 mesi dall’elezione di Valerio Barletta presidente del XIV Municipio.

Con la prossima pedonalizzazione del S. Maria della Pietà e l’apertura del Parco Lineare sulla FR3, prevista per la metà del mese di Giugno, il circolo PD Monte Mario con l’azione dei consiglieri e del Presidente Valerio Barletta raggiunge due straordinari obiettivi declinati nel proprio programma elettorale. A fronte di questi lusinghieri risultati locali il Direttivo ha esaminato le problematiche relative alla gestione ordinaria della zona di Monte Mario ed in particolare la raccolta quotidiana della nettezza urbana e la pulizia delle strade.

Il Circolo, il Direttivo insieme ai consiglieri si trovano giornalmente di fronte a segnalazioni, lamentele di cittadini, iscritti e simpatizzanti – che non si può non ritenere ampiamente comprensibili e condivisibili – sui disservizi dell’AMA nella zona di Monte Mario. Il Direttivo continuerà la sua opera di supporto e di stimolo al PD del Municipio ed al Presidente Valerio Barletta affinchè, con l’impegno e la collaborazione delle autorità comunali, le problematiche del decoro urbano quotidiano di Monte Mario siano messe rapidamente in sicurezza.

 

(Andrea Dubla)

Come è andata sul “salario accessorio”

Il 12 maggio scorso è arrivata in Campidoglio la circolare ministeriale che permette al Comune di Roma e a molti altri Comuni italiani di pagare gli stipendi dei dipendenti senza tagliare i 200 euro di salario accessorio.

E’ utile capire che cosa sia successo. Lo stipendio dei dipendenti dei Comuni italiani e di altri enti locali è stato regolato fino a oggi da un accordo del 2011 tra l’allora Ministro Brunetta e i sindacati CISL e UIL, che bloccava temporaneamente la diminuzione inevitabile degli stipendi, causata dalla riforma Brunetta del Pubblico impiego (2009) e dalla manovra finanziaria governativa del 2010.

Quell’accordo impegnava anche il Governo e l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, che rappresenta le pubbliche amministrazioni nella contrattazione collettiva nazionale di lavoro) a indicare le nuove linee del contratto collettivo quadro per il pubblico impiego.Altrimenti, alla scadenza dell’accordo gli stipendi sarebbero diminuiti  del salario accessorio.

Il rischio era già stato segnalato dall’ANCI in passato e è diventato concreto alla scadenza delle  varie proroghe dell’accordo. A maggio 2014, i dipendenti comunali rischiavano il taglio del salario accessorio. A Roma, sono cominciate le agitazioni. Ma il 12 maggio l’Amministrazione Marino, in accordo con la “cabina di regia” formata da alcuni parlamentari esponenti delle segreterie del PD Roma e del PD Lazio, ha ottenuto che tre ministri del governo Renzi, Pier Carlo Padoan (Economia), Maria Carmela Lanzetta (Affari Regionali) e Marianna Madia (Pubblica Amministrazione), firmassero la circolare che permette a oltre 60 Comuni italiani e a altri Enti locali di pagare gli stipendi di maggio 2014, senza tagli al salario accessorio. La Circolare istituisce anche un Comitato temporaneo, che entro il 31 luglio dovrà fornire all’ARAN le indicazioni applicative sulla retribuzione accessoria del personale delle Regioni e degli enti locali di tutto il Paese.

E non solo di Roma, dunque, come aveva invece sostenuto chi ha provato a cavalcare una situazione molto grave solo per fare campagna elettorale contro Marino e contro tutto il PD. Per esempio Francesco Storace, che nei giorni scorsi aveva affermato:  “Renzi promette 80 euro, Marino ne sottrae centinaia. Il saldo mensile resta negativo. Vergogna, amministrazione comunale di Roma”.

Il Sindaco Marino ha commentato in tutt’altro modo:  “Questa situazione mi ha fatto passare notti insonni, per davvero. Ho passato giorni difficilissimi per riuscire a capire come arrivare a questo risultato che non era affatto scontato. Ma sono soddisfatto che il Governo abbia compreso l’urgenza che sentivamo. Ora auspico che ci sia collegialità: qui non c’è un sindaco contro i lavoratori, siamo tutti dalla stessa parte“.