Restiamo a casa per proteggere Roma e l’Italia

Carissime, carissimi,

 

restiamo a casa. Tutta la comunità del Partito Democratico partecipa alla campagna “io resto a casa” e sostiene con forza l’azione del Governo e il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che estende anche alla nostra città e a tutto il territorio italiano i limiti agli spostamenti delle persone già imposti alle zone più colpite. In queste ore la nostra Repubblica, una e indivisibile, combatte unita la battaglia più importante per difendere i valori che sono alla base della nostra Costituzione, la salute di tutti e in particolare delle persone più fragili, la nostra cultura e il futuro della nostra economia. Il ruolo della Capitale è e sarà fondamentale: fermare il virus a Roma significa arrestare l’epidemia prima che colpisca tutte le Regioni. Siamo tutte e tutti vicini con il cuore al nostro segretario Nicola Zingaretti e a tutte le persone che come lui in queste ore stanno combattendo con coraggio in prima persona la battaglia con il coronavirus (COVID – 19). Siamo grati ai nostri medici, anestesisti, infermieri, a tutte le donne e gli uomini che eroicamente anche a Roma stanno lavorando senza sosta per prendersi cura dei malati, studiare una cura, garantire in condizioni critiche la sicurezza e i servizi essenziali. Sappiamo che solo tutti insieme, seguendo scrupolosamente le indicazioni sanitarie, collaborando a tutti i livelli istituzionali, possiamo vincere questa battaglia.
L’azione istituzionale del nostro Partito, anche in queste condizioni difficili, va avanti senza sosta, sempre nel pieno rispetto delle nuove norme. Grazie ai nostri gruppi dirigenti, pienamente operativi a tutti i livelli, ma soprattutto grazie all’impegno e alla responsabilità di iscritti, militanti, volontari, dirigenti e amministratori locali. A Roma insieme al Gruppo in Campidoglio, alle nostre Presidenti e a tutti gli eletti nei Municipi, ai segretari dei circoli abbiamo dato vita a un coordinamento permanente per offrire costantemente proposte e supporto alle attività delle istituzioni che stanno collaborando ad ogni livello per sconfiggere il virus, assistere le persone più fragili e la nostra economia cittadina per superare al più presto la crisi che sta colpendo anche la nostra città. Se volete contribuire attraverso segnalazioni, idee e proposte potete scrivere direttamente all’indirizzo segretario@pdroma.org.

L’invito per tutti è di sostenere solo le iniziative promosse dalle autorità e veicolare  informazioni e materiali esclusivamente ufficiali pertanto vi inviamo e vi preghiamo di condividere attraverso tutti i vostri canali:
– Vademecum sui comportamenti da adottare prodotto dalla Regione Lazio

– Materiali campagna “io resto a casa” prodotti dal Partito Democratico

– Testo Nuovo decreto Dpcm

– Modulo di autocertificazione per spostamenti assolutamente necessari.

Tocca a noi. Ad ognuno di noi. Proteggiamo Roma e l’Italia. Insieme ce la faremo.

 

Andrea Casu (Segretario PD Roma)

 

                                                     

 

IL NUOVO STATUTO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI ROMA

L’assemblea romana ha approvato il nuovo Statuto del Partito Democratico di Roma, recependo le novità introdotte dal nuovo Statuto nazionale e regionale e le esperienze sperimentate nella Capitale. Nel nuovo modello di partito convivranno insieme l’autonomia dei circoli territoriali, i cui iscritti potranno eleggere direttamente i propri organismi, e i 15 coordinamenti municipali che avranno il ruolo di coordinamento fra circoli territoriali ed eletti insieme alle esperienze dei circoli d’ambiente e tematici, dei circoli online e dei punti PD previsti dal nuovo Statuto nazionale approvato a Bologna per garantire la massima apertura verso chi sceglie di impegnarsi nel Partito Democratico. Lo Statuto prevede inoltre l’indizione delle primarie per la scelta del/della Sindaco/a e dei Presidenti di municipio, che saranno convocate con largo anticipo, la conferenza programmatica e i forum tematici, la possibilità di consultare gli iscritti con lo strumento del referendum, già usato per la prima volta in Italia proprio dal PD Roma sui temi della mobilità e dei rifiuti, ed, infine, la carta di impegni per il corretto utilizzo della comunicazione social, contro il linguaggio dell’odio e le fake news.

Leggi qui lo STATUTO PD ROMA

Leggi qui la Carta-Impegni-Comunicazione-Social-Pd-Roma

LA BOZZA DEL NUOVO STATUTO DEL PD ROMA

N.B.: Abbiamo invitato tutti i circoli ad organizzare assemblee e incontri di approfondimento sul territorio utili a condividere con tutti gli iscritti il percorso che abbiamo avviato in assemblea a cui il segretario, tutta la segreteria e la commissione sono disponibili a partecipare. Osservazioni e proposte di emendamenti possono essere inviate entro le 12 di martedì 17 dicembre all’indirizzo statutopdroma@gmail.com. L’assemblea per l’adozione dello Statuto sarà convocata giovedì 19 dicembre alle ore 18 presso la sede nazionale del PD di Via Sant’Andrea delle Fratte.

 

BOZZA

Statuto

PARTITO DEMOCRATICO – CITTA’ di ROMA

 

Preambolo[1]

 

Il Partito Democratico – Città di Roma è parte integrante di una struttura federale volta a perseguire una prospettiva solidale ed al tempo stesso autonomista, nel quadro dei principi e delle regole contenuti nel Manifesto dei valori, nel Codice etico e nello Statuto Nazionale;

 

sulla base dei valori presenti nella Costituzione repubblicana tra i quali l’antifascismo, la valorizzazione delle differenze di genere, la tutela dell’ambiente, la coesione e l’inclusione sociale.

 

con l’obiettivo di favorire la partecipazione dei giovani alla politica, la democrazia interna e la valorizzazione del ruolo degli iscritti e degli elettori alla vita del Partito, nonché la partecipazione politica dei cittadini e delle cittadine dell’Unione Europea o di altri Paesi in possesso del permesso di soggiorno;

 

con l’intento di stabilire le condizioni di autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria necessarie all’esercizio delle funzioni di direzione, di iniziativa politica e di elaborazione culturale del partito nel proprio territorio;

 

adotta il presente STATUTO

 

 

 

Articolo 1

(Ambito di applicazione)[2]

 

  1. Ai sensi degli articoli 14-ter e 15 dello Statuto del Partito Democratico Nazionale e dell’articolo 13 dello statuto del Partito Democratico – Unione Regionale Lazio è costituito a Roma il “Partito Democratico – Città di Roma”.
  2. L’Associazione non ha scopo di lucro ed ha durata illimitata. Ha come finalità la promozione dell’attività politica, l’organizzazione ed il coordinamento dei circoli di cui al capo III, articolo 14, dello Statuto del PD – Unione Regionale Lazio relativamente al territorio della Città di Roma.
  3. Il presente Statuto si applica a ciascuna autonomia territoriale ed articolazione tematica del partito, agli iscritti ed elettori, ai diversi rapporti intercorrenti fra il partito ed i soggetti esterni. Restano valide le disposizioni dello Statuto nazionale che fissano i principi generali e le norme che disciplinano le attività dei diversi soggetti.
  4. Il Partito Democratico – Città di Roma riconosce ai propri elettori ed iscritti i diritti ed i doveri che vengono loro attribuiti dallo Statuto nazionale e si impegna a rimuovere tutti gli ostacoli che, a qualsiasi titolo, potrebbero impedirne l’effettivo esercizio.

 

 

Capo I – Organi del Partito Democratico Città di Roma

 

Articolo 2

(Organi)[3]

 

  1. Sono organi del Partito democratico Città di Roma:
  2. Il/la Segretario Politico;
  3. L’Assemblea della Federazione di Roma città;
  4. Il/la Presidente dell’Assemblea;
  5. La Direzione;
  6. La Commissione di garanzia;
  7. Il/la Tesoriere/a.

 

Articolo 3

(Segretario/a)[4]

 

  1. Il/la Segretario del Partito democratico Città di Roma rappresenta politicamente e elettoralmente il Partito e ne esprime l’indirizzo politico sulla base della piattaforma programmatica presentata. Il mandato del/la Segretario del Partito democratico Città di Roma dura quattro anni ed è rieleggibile per una sola volta.
  2. L’elezione del/la Segretario del Partito democratico Città di Roma è riservata agli iscritti ed è disciplinata dalle norme dello Statuto Regionale del PD Lazio e dell’apposito Regolamento. L’Assemblea uscente indice, non prima di sei mesi e non oltre tre mesi dalla scadenza del mandato del/la Segretario, il congresso per la Elezione del/la nuovo Segretario e dei nuovi organismi, le cui modalità sono disciplinate con apposito regolamento approvato dall’Assemblea della Federazione del Pd Roma alla presenza della maggioranza semplice dei componenti e con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti. Se il/la Segretario cessa dalla carica prima del termine del suo mandato, l’Assemblea può eleggere un/a nuovo/a Segretario per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa.
  3. Se il/la Segretario si dimette per un dissenso motivato avverso deliberazioni approvate dall’Assemblea, quest’ultima può eleggere un/a nuovo/a Segretario per la parte restante del mandato, con la maggioranza assoluta degli aventi diritto. A tal fine il/la Presidente convoca l’Assemblea entro trenta giorni dalla presentazione delle dimissioni. Nel caso in cui nessuna candidatura ottenga l’approvazione della predetta maggioranza, si procede a nuove elezioni per il/la Segretario e per l’Assemblea.
  4. Una mozione di sfiducia avversa al/la Segretario può essere presentata da almeno il trenta per cento dei componenti dell’Assemblea. Qualora la mozione venga approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta degli aventi diritto il/la Segretario viene sfiduciato si procede a nuova elezione del/la Segretario e dell’Assemblea.

 

Articolo 4

(Segreteria)[5]

 

  1. La segreteria è l’organo collegiale nominato dal/la Segretario che ne dà tempestiva comunicazione alla Direzione. È composta rispettando la pari rappresentanza di genere e tenendo conto dell’equilibrio territoriale della città.
  2. La segreteria è composta da non più di quindici[6] membri, compreso gli eventuali vice segretari. Il Segretario può revocare la nomina dei componenti della Segreteria dandone tempestiva comunicazione alla Direzione regionale. Il Segretario dei Giovani democratici di Roma è membro di diritto della Segreteria.
  3. Il Segretario può nominare fino a due vicesegretari.

 

 

Articolo 5

(Assemblea)[7]

 

  1. L’Assemblea è composta da non più di 200 membri eletti contestualmente all’elezione del Segretario/a con riparto proporzionale tra tutte le liste nel rispetto della parità di genere. Il mandato dei membri dell’assemblea dura quattro anni.
  2. L’Assemblea ha competenza in materia di indirizzo della politica territoriale del Partito democratico Città di Roma, di organizzazione e funzionamento degli organi dirigenti, di definizione dei principi essenziali per l’esercizio dell’autonomia da parte dei circoli territoriali, ambientali, on line e dei “punti PD”[8].
  3. L’Assemblea esprime indirizzi sulla politica del Partito attraverso mozioni, ordini del giorno, risoluzioni, secondo le modalità previste dal suo Regolamento, sia attraverso riunioni plenarie, sia attraverso commissioni permanenti o temporanee. Il regolamento è approvato dall’assemblea alla presenza della maggioranza assoluta dei suoi componenti e con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.
  4. L’Assemblea elegge il proprio Presidente e due Vicepresidenti con votazione a scrutinio palese, salvo richiesta di voto segreto da parte di almeno il 15% dei propri componenti.
  5. Il Presidente dell’assemblea nomina un ufficio di presidenza sulla base dei risultati dell’elezione dell’assemblea.
  6. L’Assemblea è convocata dal suo Presidente almeno una volta ogni quattro mesi; il Presidente è tenuto altresì a convocarla in via straordinaria se lo richiedono almeno un decimo dei suoi componenti.
  7. Sono membri di diritto dell’Assemblea, senza diritto di voto, i consiglieri e assessori del Comune di Roma, i Presidenti dei Municipi iscritti al Partito democratico, i consiglieri e gli assessori regionali eletti o iscritti a Roma, i Parlamentari nazionali ed europei eletti nel territorio od iscritti ad un circolo della città di Roma. Sono inoltre membri senza diritto di voto i rappresentanti indicati dalle Associazioni ai sensi dell’art.

 

Articolo 6

(Direzione)[9]

 

  1. La Direzione è l’organo di esecuzione degli indirizzi espressi dall’assemblea ed è organo di indirizzo delle politiche territoriali;
  2. La Direzione è composta da non più di 50 membri eletti dall’Assemblea[10], con metodo proporzionale nella prima riunione successiva all’elezione dell’Assemblea. Sono inoltre membri di diritto della Direzione: il/la Segretario; il/la Tesoriere; il/la Presidente dell’Assemblea; il/la Presidente del Gruppo del Partito democratico del Consiglio Comunale, il Sindaco di Roma Capitale, qualora iscritto al Partito Democratico, la portavoce della Conferenza delle Donne, il/la Segretario dei Giovani Democratici e una delegazione di 3 componenti designati dai Giovani Democratici; Sono invitati permanenti senza diritto di voto i Parlamentari nazionali ed europei eletti nel territorio od iscritti ad un circolo della città di Roma, i Consiglieri del Gruppo del Partito democratico del Consiglio Comunale e gli Assessori del Comune di Roma iscritti al PD, il Presidente della Commissione di Garanzia e i componenti della Segreteria. Partecipano altresì senza diritto di voto alle riunioni della Direzione le persone invitate dal/la Segretario in relazione agli argomenti da trattare;
  3. La Direzione, ai sensi del proprio Regolamento assume le proprie determinazioni attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni politiche e svolge la sua funzione di controllo attraverso interpellanze e interrogazioni al Segretario e ai membri dell’Esecutivo..
  4. La Direzione è presieduta dal Presidente dell’Assemblea, che la convoca almeno una volta ogni due mesi. In via straordinaria deve essere convocata dal Presidente dell’Assemblea se lo richiede almeno un quinto dei suoi componenti.[11]

 

 

Articolo 7

(Assemblea degli eletti)[12]

 

  1. L’assemblea degli eletti è il luogo del confronto e del coordinamento degli eletti a tutti i livelli iscritti al Partito Democratico nella città di Roma. L’Assemblea è coordinata dal/dalla Presidente del Gruppo del Partito democratico del Consiglio Comunale.

 

Capo II

Circoli

 

Articolo 8

(Circoli territoriali)[13]

 

  1. I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli/le iscritti del Partito Democratico partecipano alla vita ed all’elaborazione programmatica del partito. I Circoli hanno autonomia organizzativa, politica e patrimoniale nei limiti previsti dal presente Statuto e dallo Statuto nazionale e regionale del Pd.
  2. Sono organi dei Circoli territoriali: il/la Segretario, il/la Tesoriere, il Direttivo e l’Assemblea degli iscritti.
  3. Il Direttivo viene eletto con metodo proporzionale dall’assemblea degli iscritti secondo le modalità stabilite dal regolamento approvato dall’Assemblea del Partito democratico Città di Roma, nel rispetto dei criteri della rappresentanza di genere e tenendo conto del pluralismo interno.
  4. Il circolo è presieduto da un/a Segretario eletto secondo le modalità previste dal regolamento di cui al comma 3[14].
  5. Il/la Tesoriere è eletto dalla maggioranza dei componenti del Direttivo.
  6. Segretario/a, Tesoriere e Direttivo hanno durata pari a quella del Segretario di Federazione.
  7. I Circoli territoriali sono legati al luogo di residenza degli iscritti. In ciascuna porzione di territorio può essere costituito un solo Circolo territoriale. Ogni iscritto ha diritto ad avanzare richiesta, per motivate esigenze di lavoro, di studio o di condizione personale, di iscrizione ad un altro circolo ove, esclusivamente, acquista elettorato attivo e passivo. Tale richiesta viene presentata al Direttivo del Circolo di ingresso ed è esaminata dal Direttivo, entro trenta giorni. L’iscritto può ricorrere avverso l’eventuale decisione di diniego di trasferimento – che deve essere necessariamente motivata – presentando un’istanza alla Commissione di Garanzia che provvede entro trenta giorni dalla presentazione. In ogni caso, nessun Circolo territoriale in qualsiasi momento può avere una quota di iscritti non residenti superiore al cinque per cento del totale.
  8. Tutti gli elettori possono partecipare, senza diritto di voto, all’attività dei Circoli.
  9. Sulla richiesta di costituzione di nuovi Circoli delibera la Direzione romana a maggioranza dei presenti. Avverso tale decisione i promotori possono fare ricorso al Comitato dei Garanti Regionale, la cui decisione è insindacabile.

 

Articolo 9

(Circoli legati all’ambiente di lavoro o di studio; circoli tematici)[15]

 

  1. Possono essere costituiti Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro o di studio. In riferimento a ciascuna sede di lavoro o di studio può essere costituito un solo Circolo. Possono altresì essere costituiti circoli tematici, che caratterizzano la loro azione con riguardo ad aree tematiche specifiche ed omogenee.
  2. I Circoli di ambiente e quelli tematici si dotano degli stessi organi dei circoli territoriali e vengono costituiti con le medesime modalità.
  3. Tutti gli elettori possono partecipare, senza diritto di voto, all’attività dei Circoli.
  4. In caso di partecipazione contemporanea ad un circolo territoriale e ad un circolo d’ambiente o tematico, l’iscritto deve indicare presso quale dei due circoli intende esercitare i propri diritti ai sensi del presente statuto.

 

Articolo 10

(Circoli on-line e “Punti PD”[16])[17]

 

  1. I Circoli on line possono essere costituiti sulla rete con l’adesione di almeno dieci iscritti e ad essi è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio.
  2. I “Punti PD” possono essere costituiti da almeno 3 persone espressione del medesimo luogo di residenza, studio o di lavoro.[18]
  3. Gli iscritti ai Circoli on line e ai “Punti PD” esercitano i propri diritti nel Circolo territoriale al quale sono assegnati ai sensi del presente Statuto o nel circolo di ambiente o tematico che dovranno indicare, conformemente all’art. 9, comma 4.
  4. Per ogni altra indicazione si rimanda al regolamento nazionale che ne disciplina le modalità di funzionamento.[19]

 

 

Articolo 11

(Coordinamenti Municipali) [20]

 

  1. Sono istituiti nell’organizzazione territoriale del PD di Roma i Coordinamenti Municipali intesi come livello di coordinamento di tutti circoli territoriali e di confronto con gli eletti nella lista del PD afferenti ad ogni Municipio. Essi indirizzano l’attività politica del Partito a livello municipale.
  2. Gli organismi del livello municipale sono: il Coordinatore, il Tesoriere, l’assemblea municipale e il suo Presidente, eletti secondo le norme Regolamentari e Statutarie vigenti.
  3. Sono membri di diritto dell’Assemblea municipale, senza diritto di voto, il/la Presidente del Municipio, i/le consiglieri e assessori del Municipio, espressi dal Partito democratico e gli eletti all’Assemblea cittadina appartenenti al territorio.
  4. Il Regolamento organizzativo dei coordinamenti municipali di Roma definirà poteri, struttura e forme di rapporto del coordinamento municipale con il Pd di Roma e i circoli, ma non è fatto divieto ai coordinatori municipali di porre in essere forme organizzative adeguate alla particolarità dei territori di cui trattasi, purché approvate dall’assemblea municipale a maggioranza assoluta degli aventi diritto e conformi alle norme di rango superiore.

 

Articolo 12

(Rete dei volontari) [21]

 

  1. Il Partito Democratico promuove la Rete dei “Volontari Democratici” per la tutela dei beni comuni che permettono l’esercizio dei diritti fondamentali e il libero sviluppo della persona da tutelare nell’interesse generale e in particolare delle generazioni future. La rete dei Volontari Democratici si organizza nelle comunità locali di riferimento, investendo sul protagonismo attivo in tutti i territori dei circoli, degli iscritti e degli elettori interessati mediante specifiche campagne d’azione e mobilitazione. Su proposta del segretario viene attivato un coordinamento cittadino e indicato un responsabile di progetto.

 

Articolo 13

(Piattaforma digitale PD)[22]

 

  1. Il Partito democratico – Città di Roma, in analogia con quanto previsto nello statuto nazionale, intende promuovere la piattaforma digitale PD e gli eventuali ulteriori strumenti digitali attivati dal Partito Democratico per conseguire le finalità del presente statuto, utilizzando le potenzialità della rete per incentivare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e individuerà, non appena sarà approvata la “Carta digitale dei democratici” di cui all’art. 1, comma 12, dello Statuto nazionale e i regolamenti relativi, adeguate forme di utilizzo di tali strumenti per l’analisi, il confronto, l’informazione, la partecipazione e la decisione, ovvero nella fase della discussione e del dialogo che precede e accompagna le decisioni assunte dagli organi rappresentativi e di direzione del partito.
  2. Il segretario, in coerenza con il dettato dello statuto nazionale, individuerà un responsabile per la realizzazione e l’implementazione di tale progetto. I dirigenti e gli eletti sono tenuti a rendere pubbliche le proprie attività attraverso gli strumenti telematici e digitali del Partito.

Capo III

Integrità degli Organi[23]

 

Articolo 14

(Verifica annuale della composizione degli Organi)

 

  1. Ogni singolo Organo annualmente verifica la propria composizione.
  2. Nella prima riunione utile successiva alla certificazione dell’Anagrafe degli iscritti da parte della Commissione della Federazione di Roma città per il tesseramento l’Organo verifica che tutti i suoi componenti risultino iscritti alla stessa.
  3. Nel caso in cui uno o più componenti non risultino iscritti all’Anagrafe, secondo la procedura di cui al comma 2, decadono e l’Organo procede alla loro surroga alla presenza della maggioranza dei suoi componenti e con il voto favorevole dei 2/3 dei votanti nel rispetto dell’esito della competizione elettorale che ne ha determinato la elezione.
  4. Per i Circoli la certificazione delle iscrizioni è resa dal Tesoriere del Circolo a chiusura della campagna di Tesseramento e ratificata dall’Organo alla presenza della maggioranza dei suoi componenti e con il voto favorevole dei 2/3 dei votanti.
  5. Per i Circoli dell’avvenuta decadenza e surroga viene data comunicazione alla Federazione di riferimento. Questa può sospendere la procedura di decadenza e surroga richiedendo alla Commissione di Garanzia di valutare la correttezza della procedura seguita.
  6. Contro la decisione di cui al comma precedete l’interessato può procedere a ricorso presso la Commissione di Garanzia competente.

 

Articolo 15

(Decadenza dagli Organi)

  1. Il componente di un Organo che non partecipa a 3 riunioni consecutive dello stesso senza giustificare il motivo della propria assenza con comunicazione al Presidente dell’Organo decade dallo stesso.
  2. Al verificarsi della circostanza di cui al punto precedente l’Organo ne prede atto nella prima riunione utile e procede alla surroga dei componenti decaduti l’Organo alla presenza della maggioranza dei suoi componenti e con il voto favorevole dei 2/3 dei votanti nel rispetto dell’esito della competizione elettorale che ne ha determinato la elezione.
  3. Contro la decisione di cui al comma precedente l’interessato può procedere a ricorso presso la Commissione di Garanzia competente.

 

Capo IV

Scelta dei candidati per le cariche istituzionali

 

 

Articolo 16

(Elezioni primarie del Partito Democratico) [24]

 

  1. Il Partito Democratico Città di Roma assume le primarie come elemento costitutivo della propria rappresentanza e della propria proposta politica affinché le stesse traggano legittimazione e vitalità dal rapporto diretto con i cittadini elettori.
  2. Alle elezioni primarie possono partecipare gli elettori già registrati nell’albo nonché quelli che lo richiedano al momento del voto, qualificati dall’articolo 4, comma 3, dello Statuto nazionale.
  3. L’Assemblea approva con i voti favorevoli della maggioranza degli aventi diritto, un Regolamento quadro per le elezioni primarie per la selezione dei candidati alle assemblee elettive di tutti i livelli di governo su cui è competente, nel rispetto del Regolamento quadro per le candidature previsto dall’articolo 24, comma 3, e dell’articolo 1, comma 5, dello Statuto Nazionale, fatti salvi i casi in cui i sistemi elettorali in vigore prevedano modalità di selezione delle candidature.
  4. Nel rispetto dello Statuto nazionale, il Partito Democratico Città di Roma seleziona con il metodo delle primarie i propri candidati alla carica di Sindaco di Roma e di Presidente di Municipio.
  5. La candidatura a Sindaco di Roma può essere avanzata con il sostegno del dieci per cento dei componenti dell’Assemblea oppure con un numero di sottoscrizioni pari almeno al tre per cento degli iscritti dei Circoli. Le primarie per la carica di Presidente di Municipio sono disciplinate da un apposito Regolamento approvato dall’Assemblea romana.
  6. Qualora il Sindaco di Roma, al termine del primo mandato, avanzi nuovamente la sua candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno della percentuale di componenti dell’Assemblea romana o degli iscritti nei circoli prevista dall’articolo 24, comma 5, dello Statuto nazionale.
  7. Qualora un Presidente di Municipio, al termine del primo mandato, avanzi nuovamente la sua candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno della percentuale di componenti dell’Assemblea municipale o degli iscritti nei circoli del municipio prevista dall’articolo 16, comma 6, dello Statuto regionale.
  8. Le primarie per la scelta delle candidature a cariche monocratiche si svolgono con il metodo della maggioranza relativa.
  9. Il Partito Democratico Città di Roma si impegna a garantire e promuovere, in ogni elezione primaria ad ogni livello, lo svolgimento di una effettiva campagna elettorale, che, per tempi e modalità, consenta a tutti gli elettori di avere adeguata e tempestiva conoscenza dei candidati e delle loro proposte programmatiche.
  10. Non si svolgono le elezioni primarie nel caso in cui, nei tempi prescritti dal Regolamento, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione.
  11. Le elezioni primarie per la carica di Sindaco e per la carica di presidente di municipio sono indette entro il 30 settembre e si tengono entro il 30 novembre dell’anno che precede la scadenza elettorale istituzionale. Nei casi di scioglimento degli Organi in data successiva al 30 settembre le elezioni primarie dovranno svolgersi almeno 45 giorni prima della data di svolgimento delle elezioni e garantire un periodo di campagna elettorale di almeno 30 giorni.
  12. Eventuali deroghe ai termini di cui al comma precedente possono essere deliberate, per casi eccezionali, a maggioranza del 60% dei votanti dalla Direzione regionale.

 

Articolo 17

(Primarie di coalizione) [25]

 

  1. Qualora il Partito Democratico stipuli accordi pre-elettorali di coalizione con altre forze politiche, i candidati comuni alla carica di Sindaco di Roma e di Presidente di Municipio, vengono selezionati mediante elezioni primarie aperte, a norma dell’art. 24, comma 1 dello Statuto Nazionale.
  2. Nel caso di primarie di coalizione per la carica a Sindaco di Roma, gli iscritti al Partito Democratico possono avanzare la loro candidatura qualora essa sia stata sottoscritta della percentuale di componenti dell’Assemblea romana o degli iscritti nei circoli prevista dall’articolo 24, comma 3, dello Statuto nazionale.
  3. Nel caso di primarie di coalizione per la carica a Presidente di Municipio, gli iscritti al Partito Democratico possono avanzare la loro candidatura qualora essa sia stata sottoscritta della percentuale di componenti dell’Assemblea municipale o degli iscritti nei circoli del municipio prevista dall’articolo 17, comma 2, dello Statuto regionale.
  4. Le primarie di coalizione escludono quelle interne al PD.

 

 

Capo V

Principi generali per le candidature e gli incarichi

 

Articolo 18

(Incandidabilità ed incompatibilità) [26]

 

  1. Per il regime di incandidabilità e di incompatibilità relativo agli Organi del Partito Democratico ci si conforma alle disposizioni contenute nel codice etico nonché a quanto previsto dallo Statuto nazionale.

 

Articolo 19

(Limiti di mandato)[27]

 

  1. Nessuno può ricoprire la medesima carica elettiva all’interno delle Assemblee elettive di ogni livello istituzionale nel territorio della Città di Roma per più di tre mandati
  2. Nessuno può ricoprire la medesima carica monocratica di governo o far parte di un organo esecutivo collegiale per più di due mandati pieni consecutivi o per un arco temporale equivalente.
  3. Eventuali deroghe posso essere accordate dalla Direzione del PD Roma città con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti e non possono comunque essere superiori al dieci per cento degli eletti del Partito democratico alle precedenti elezioni dell’organo di riferimento o dei componenti del gruppo consiliare uscente.

 

 

Capo VI

Strumenti per la partecipazione, l’elaborazione del programma e la formazione politica

 

Articolo 20

(Conferenza programmatica annuale)[28]

 

  1. Il Partito Democratico – Città di Roma indice annualmente la propria Conferenza programmatica secondo la modalità stabilite dal regolamento approvato dall’Assemblea.
  2. La Conferenza programmatica è indetta, anche in raccordo organizzativo e politico con la Conferenza Programmatica nazionale e regionale, sui temi determinati dalla Direzione, su proposta del Segretario.
  3. Entro i termini previsti dal regolamento, il Segretario presenta i documenti da porre alla base della discussione nelle organizzazioni locali e territoriali del Partito Democratico, tra gli iscritti e gli elettori.
  4. La Direzione si riunisce entro il termine previsto dal regolamento per deliberare su ciascuno dei temi oggetto della Conferenza, tenendo conto del dibattito svoltosi nel Partito e delle risoluzioni approvate dalle Assemblee municipali.

 

Articolo 21

(Referendum e Petizioni)[29]

 

  1. In conformità con quanto previsto dallo Statuto nazionale e regionale, possono proporre l’indizione di un referendum:
  2. il Segretario;
  3. il trenta per cento dei componenti dell’Assemblea;
  4. la Direzione, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti;
  5. il dieci per cento degli iscritti al Partito Democratico della Federazione di Roma, iscritti in almeno tre municipi
  6. La proposta di indizione del referendum deve indicare:
  7. la specifica formulazione del quesito;
  8. la natura consultiva o deliberativa dello stesso;
  9. se la partecipazione è aperta a tutti gli elettori o soltanto agli iscritti.
  1. I referendum aperti alla partecipazione degli elettori non iscritti al Partito Democratico possono essere solamente di natura consultiva.
  2. Il referendum interno può essere indetto su qualsiasi tematica relativa alla politica e all’organizzazione del Partito Democratico della Federazione di Roma, ferme restando le eccezioni di cui al comma 5.
  3. Le norme del presente Statuto, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 51, comma 3, dello Statuto nazionale del Partito Democratico, del regolamento per il tesseramento e del regolamento finanziario non possono essere oggetto di referendum. Sono altresì inammissibili quesiti riguardanti persone fisiche, ivi comprese le decisioni della Direzione e degli organismi competenti in ordine alle liste dei candidati alle elezioni di ogni ordine e grado, nonché le delibere della Commissione di garanzia.
  4. Per ogni altra disposizione, si fa riferimento al vigente regolamento di disciplina dei referendum.
  5. Il quindici per cento dei membri dell’Assemblea, ovvero dieci Assemblee dei circoli, ovvero il dieci per cento degli iscritti del PD di Roma possono presentare una petizione su un tema riguardante la vita interna del partito.
  6. Nell’Assemblea successiva alla presentazione della stessa, la petizione viene messa ai voti e, se approvata, diviene vincolante per gli organismi dirigenti del partito.

 

 

Articolo 22

(Forum tematici)[30]

 

  1. Le finalità dei forum tematici sono: la libera discussione, la partecipazione alla vita pubblica, la formazione degli elettori e degli iscritti al partito ed il coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione di proposte programmatiche. I forum producono materiali utili alle decisioni ed all’iniziativa politica del Partito Democratico.
  2. I forum tematici costituiscono uno strumento di democrazia partecipativa che integra le normali forme di democrazia rappresentativa, nei confronti delle quali deve attivarsi un rapporto sinergico di valutazione e scambio.
  3. I forum, per il loro carattere aperto e teso alla ricerca della massima partecipazione, possono collaborare con altri soggetti di natura associativa e rappresentativa, qualora siano competenti nella materia di cui il forum si occupa.
  4. La partecipazione ai forum è aperta a tutti i cittadini e le cittadine. I partecipanti qualora lo accettino, vengono registrati nell’Albo degli elettori del Partito.
  5. L’attivazione di forum tematici spetta al Segretario o ai responsabili delle aree e dei settori tematici delegati dal Segretario del Partito ad ogni livello territoriale, che ne garantiscono il funzionamento e le attività, avendo cura di utilizzare i mezzi di comunicazione più adeguati per rendere pubblici i lavori dei forum, tanto per favorirne la partecipazione che la divulgazione delle elaborazioni.
  6. Un forum può altresì essere attivato qualora ne facciano richiesta almeno quaranta cittadini iscritti nell’Albo degli elettori o venti iscritti al Partito Democratico. La proposta viene sottoposta al voto della Direzione, dell’Assemblea o del Coordinamento del livello corrispondente, che l’approva con la maggioranza degli aventi diritto.
  7. I responsabili tematici dei forum hanno il dovere di relazionare i contenuti della discussione agli organi assembleari del partito. Le modalità di relazione vengono stabilite, periodicamente, dall’esecutivo del livello territoriale corrispondente.
  8. La scelta dei temi spetta all’organo collegiale del livello corrispondente al quale si formano i forum, su proposta del Segretario, che tiene conto delle priorità programmatiche locali e delle proposte che possono arrivare dai circoli territoriali, di ambiente e on line. Qualora vengano istituite commissioni su argomenti omogenei a quelli dei forum, è compito del Segretario e dell’esecutivo del livello territoriale corrispondente, promuovere e garantire il raccordo tra i due strumenti, nel rispetto delle loro diverse competenze.
  9. Il materiale audio-video e i documenti prodotti dai forum è pubblico ed accessibile a tutti in forma gratuita e non è soggetto a normative sui diritti di autore.
  10. Ogni forum si dota di un proprio Albo di partecipanti iscritti. La qualifica di partecipante si acquisisce dopo la seconda presenza e decade dopo sei mesi di mancata partecipazione.
  11. I forum definiscono progressivamente gli obiettivi da raggiungere nella discussione e individuano un tempo massimo di attività entro il quale producono dei materiali consultabili.
  12. Ogni forum elegge un coordinatore ed una coordinatrice fra i suoi partecipanti iscritti, che hanno il compito di stimolare la discussione e farsi portavoce dei contenuti emersi. Ciascun coordinatore e coordinatrice entra in relazione con l’organismo esecutivo di riferimento al livello territoriale, al quale il forum si riferisce, ed è inoltre invitato nel mentre assolve tale funzione, all’Assemblea del livello territoriale corrispondente.
  13. I forum tematici possono assumere il carattere dell’incontro assembleare o discutere via web, promuovendo tuttavia almeno un incontro pubblico ogni sei mesi.
  14. Sono invitati a partecipare ai forum gli eletti e gli amministratori locali del livello territoriale corrispondente, che possono portare il loro contributo alla discussione.
  15. I materiali prodotti dai forum concorrono all’elaborazione politico programmatica del Partito e costituire strumenti di approfondimento e di riflessione per gli eletti e gli amministratori locali del livello territoriale corrispondente al forum. I forum sono impegnati ad organizzare incontri pubblici con gli eletti e gli amministratori del Partito, in corrispondenza dell’avvio, della metà e della conclusione del loro mandato elettorale.

 

Articolo 23

(Commissioni)[31]

 

  1. L’Assemblea, su proposta del/la Segretario o di un quinto dei suoi componenti, può istituire una o più commissioni dando ad esse mandato di elaborare, entro tempi determinati, analisi e proposte per l’organizzazione e la regolazione della vita interna del partito, ovvero documenti a carattere politico-programmatico. Qualora siano attivi forum tematici la commissione opererà con la loro collaborazione se attinente all’argomento.

 

Articolo 24

(Conferenza permanente delle donne) [32]

 

  1. Il Partito Democratico – Città di Roma riconosce il contributo positivo di elaborazione e rappresentanza che può scaturire e crescere nei luoghi di confronto delle donne.
  2. La Conferenza permanente delle donne della città di Roma è il luogo autonomo di incontro e confronto di tutte le iscritte ed elettrici del Pd che vogliano parteciparvi. È un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su temi specifici.
  3. La Conferenza si riunisce almeno una volta ogni sei mesi per discutere degli orientamenti politici e programmatici e l’agenda politica che concorrono all’iniziativa politica del Partito e alla formazione del programma. La Conferenza elegge ogni tre anni con votazione a scrutinio segreto una sua portavoce.
  4. La prima Conferenza permanente delle donne approva un proprio regolamento, che definisce le componenti per funzione e le modalità con cui la Conferenza stessa svolge la propria iniziativa politica.
  5. La portavoce della Conferenza delle donne di ogni livello territoriale è invitata permanente nella Segreteria.

 

 

Articolo 25

(Organizzazione giovanile) [33]

 

  1. Il  Partito  Democratico  –  Città  di  Roma  riconosce  l’importanza,   la  ricchezza  e l’originalità del contributo dei giovani alla vita del partito, promuove attivamente la formazione politica delle nuove generazioni e favorisce la partecipazione giovanile nella vita istituzionale di Roma.
  2. Il Partito Democratico riconosce un’unica Organizzazione giovanile, denominata Giovani Democratici, dotata di un proprio Statuto e di propri organismi dirigenti. Essa è il soggetto politico nel quale si organizzano i giovani del Partito Democratico. Ad essa è riconosciuta autonomia organizzativa, di proposta e di iniziativa politica ed è presente ad ogni livello di organizzazione del Partito. Possono aderire all’Organizzazione giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni.
  3. I rapporti tra i Giovani Democratici e il Partito Democratico, le forme di partecipazione dei Giovani Democratici all’elaborazione politica, alle attività ed alle scelte del Partito sono regolate dalla Carta di cittadinanza, approvata dalla Direzione nazionale del Partito ed allegata al presente Statuto.
  4. Il Segretario dei Giovani Democratici é membro di diritto dell’esecutivo del Partito al livello corrispondente.

 

 

Articolo 26

(Associazioni e Fondazioni di carattere politico-culturale) [34]

 

  1. Il Partito democratico – Città di Roma riconosce l’attività delle Associazioni e delle Fondazioni di natura politico-culturale presenti nella Città che si riconoscono nei valori del Pd, ne sollecita il contributo e ne rispetta l’autonomia.
  2. Il Partito democratico – Città di Roma instaura e mantiene con i soggetti di cui al comma precedente rapporti di collaborazione per quanto concerne l’elaborazione del pensiero politico e delle linee programmatiche.
  3. Viene istituito l’Albo delle Associazioni sostenitrici del Partito democratico aventi sede principale o locale nella città al quale le stesse possono chiedere di essere registrate, secondo le modalità previste da un apposito regolamento approvato dalla Direzione.
  4. Le Associazioni registrate nell’albo hanno diritto, complessivamente, ad una rappresentanza all’interno dell’Assemblea, senza diritto di voto, nella misura del cinque per cento della totalità dei componenti dell’Assemblea stessa. Le Associazioni provvedono almeno cinque giorni prima dell’indizione delle elezioni del/la Segretario e dell’Assemblea ad indicare i loro rappresentanti.

 

 

Capo VII

Gestione finanziaria

 

Articolo 27

(Tesoriere)[35]

 

  1. Il/la Tesoriere viene eletto dalla Assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei votanti su proposta del/la Segretario che lo sceglie fra persone che presentino i requisiti di competenza e affidabilità.
  2. Il Tesoriere dura in carica per lo stesso tempo dell’Assemblea regionale che lo ha eletto, resta in carica fino all’elezione del suo successore e può essere rieletto soltanto per un mandato.
  3. Nell’ipotesi in cui, per qualsiasi causa, egli cessi dalla carica prima del termine il/la Segretario nomina un nuovo tesoriere che rimane in carica fino alla successiva convocazione della Assemblea.
  4. Il Tesoriere cura l’organizzazione amministrativa e contabile del Partito, nonché i rapporti di lavoro e la gestione patrimoniale di concerto con il Comitato di tesoreria di cui al comma 5. Entro il 30 giugno di ogni anno il tesoriere pubblica sul sito web del Partito Democratico – Città di Roma il bilancio del Partito.
  5. Il tesoriere può essere coadiuvato nella sua attività da un Comitato di tesoreria composto da massimo 5 membri individuati su proposta del/la Segretario. nel rispetto del pluralismo interno.
  6. L’amministrazione contabile del Partito si ispira al principio di economicità della gestione, assicurandone l’equilibrio finanziario ed è disciplinata dal Regolamento finanziario, approvato dall’Assemblea e parte integrante del presente statuto.
  7. Il Tesoriere ha la rappresentanza legale del Partito.

 

 

Articolo 28

(Gestione finanziaria dei circoli) [36]

 

  1. Le disposizioni contenute nel presente capo si applicano anche alla gestione finanziaria dei circoli.
  2. I tesorieri dei circoli formano la conferenza dei tesorieri cittadini che svolge una funzione di coordinamento delle finanze locali secondo le modalità previste dal Regolamento finanziario. Della Conferenza fanno parte anche due rappresentanti della Commissione di Garanzia cittadina, senza diritto di voto.

 

Articolo 29

(Doveri finanziari degli eletti) [37]

 

  1. Gli eletti a tutti i livelli sono obbligati a contribuire al finanziamento del Partito secondo le disposizioni ed i regolamenti vigenti o che saranno assunti dai corrispondenti livelli di direzione politica.
  2. L’eventuale inadempimento a tale obbligo preclude la possibilità di ricandidare l’eletto a qualsiasi carica istituzionale o di Partito.

 

 

Capo VIII

Procedure e organi di garanzia

Articolo 30

(Commissione di garanzia)[38]

 

  1. Le funzioni di garanzia relative al rispetto delle disposizioni contenute nel presente Statuto, nonché dei regolamenti attuativi, sono assolte dalla Commissione di garanzia del Partito Democratico – Città di Roma, composta da nove membri.
  2. I membri della Commissione di garanzia sono eletti dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto. La lista dei candidati è presentata dal Presidente dell’Assemblea nel rispetto del pluralismo politico e di genere. Possono tuttavia essere presentate altre liste, corredate da almeno venti firme di delegati e da non più di trenta, che vedano garantite anch’esse il pluralismo. Viene approvata la lista che ottiene il maggior numero di voti.
  3. I componenti delle Commissioni di garanzia sono scelti tra gli iscritti al Partito Democratico di riconosciuta competenza e indipendenza di giudizio. Essi restano in carica tre anni e non possono essere confermati. Ciascuna Commissione elegge un Presidente. Le decisioni possono essere prese a maggioranza ed in caso di parità prevale il voto del Presidente.
  4. L’incarico di componente di una delle Commissioni di garanzia è incompatibile con l’appartenenza a qualunque altro organo del Partito Democratico di pari livello. Durante lo svolgimento del proprio mandato ai componenti le Commissioni di garanzia è fatto divieto di presentare la propria candidatura per qualunque carica interna al Partito Democratico di pari livello nonché di sottoscrivere la candidatura di terzi per i medesimi incarichi. Nel caso di violazione della disposizione di cui al presente comma, il componente della Commissione si intende decaduto, la candidatura presentata non può essere ammessa e la sottoscrizione effettuata non viene computata ai fini del raggiungimento del numero di firme richiesto.
  5. Le sanzioni previste per i singoli sono:
    1. il richiamo scritto;
    2. la sospensione o la revoca degli incarichi svolti all’interno del Partito;
    3. la sospensione dal Partito per un periodo da un mese a due anni;
    4. la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti e dall’Albo degli elettori.
  6. Le sanzioni previste per le Organizzazioni che adottassero decisioni contrarie al presente statuto sono:

1) la richiesta formale di modifica delle decisioni;

2) l’annullamento delle decisioni con comunicazione agli iscritti dell’organizzazione;

3) in caso di persistenza della violazione si può procedere allo scioglimento dell’organizzazione con nomina di un coordinatore incaricato di preparare un nuovo congresso ed all’eventuale sanzione prevista per i singoli.

  1. Nel caso che l’esame di eventuali provvedimenti riguardi singoli che fanno parte di organismi di livello superiore una Commissione di garanzia può rimandare l’esame alla Commissione di pari livello la quale può comunque avocare a sé tale esame con adeguata motivazione.
  2. Ciascun iscritto può presentare ricorso alla Commissione di garanzia competente in ordine al mancato rispetto del presente Statuto.
  3. Per ogni aspetto non direttamente disciplinato si applica, in quanto compatibile, lo Statuto nazionale.
  4. Avverso le decisioni delle Commissioni di garanzia è sempre ammesso il ricorso della Commissione regionale, la quale decide in via definitiva.

 

Articolo 31

(Tenuta degli albi e loro pubblicità) [39]

 

  1. L’Assemblea, con il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto, approva, nel rispetto delle normative vigenti a tutela della riservatezza dei dati personali e delle norme regolamentari di cui all’art. 50 dello statuto nazionale, un Regolamento per la tenuta dell’Albo degli elettori e dell’Anagrafe degli iscritti.
  2. Il Regolamento per la tenuta dell’Albo degli elettori e dell’Anagrafe degli iscritti disciplina la composizione, la tenuta, e le forme di pubblicità degli elenchi, le modalità di accesso ai dati contenuti nell’Albo degli elettori o nell’Anagrafe degli iscritti da parte di ciascun livello territoriale, dei candidati ad elezioni interne del Partito Democratico e dei candidati a cariche istituzionali elettive.
  3. La Commissione di garanzia vigila sull’uso dei dati personali contenuti nell’Albo degli elettori e dell’Anagrafe degli iscritti, nonché sulla loro composizione al fine di prevenire e contrastare ingerenze nell’attività associativa del Partito, di garantirne l’autonomia politica ed assicurare la trasparenza delle sue attività.

 

 

Articolo 32

(Trasparenza e diritto all’ informazione) [40]

 

  1. Il Partito Democratico – Città di Roma impronta la propria attività ai principi della trasparenza e della partecipazione democratica e consapevole al fine di costruire un’organizzazione articolata ed efficiente che garantisca e concretizzi i principi di democraticità enunciati nei documenti fondativi del PD nazionale. Entro il 30 giugno di ogni anno viene pubblicata sul sito web del Partito democratico – Città di Roma e inviata per posta elettronica a tutti gli iscritti della Federazione, una rendicontazione sullo stato del Partito e sulla sua attività: numero di circoli, numero di iscritti, numero degli eletti nelle varie Assemblee istituzionali, numero dei rappresentanti di Partito eletti o designati in aziende, società o consorzi, elenco delle iniziative svolte nel territorio.
  2. Entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente statuto, l’Assemblea approva il Regolamento per la trasparenza e l’accesso all’informazione che definisce nel dettaglio le modalità attraverso le quali i cittadini, gli elettori, gli iscritti ed i dirigenti dei vari livelli territoriali hanno accesso alle informazioni necessarie per una corretta ed efficace partecipazione alla vita del partito.

 

Articolo 33

(Revisioni dello Statuto e dei Regolamenti) [41]

 

  1. Le modifiche del presente Statuto sono approvate dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza dei due terzi dei componenti.
  2. Sono sottoposte all’esame ed al voto le proposte che siano state sottoscritte da almeno venticinque componenti dell’Assemblea.
  3. Le modifiche allo Statuto ed ai Regolamenti di competenza dell’Assemblea e della Direzione possono essere sottoposte a referendum interno ai sensi dell’articolo 21 qualora non siano state approvate a maggioranza di due terzi dei componenti dell’Assemblea.
  4. Tutte le votazioni previste nel presente statuto si intendono valide solo con il voto favorevole della maggioranza dei presenti purché all’elezione partecipino il cinquanta per cento più uno dei componenti.

 

 

Articolo 34

(Clausola di supremazia dello statuto nazionale) [42]

 

Il presente Statuto è formulato nei principi fondamentali contenuti nello statuto nazionale, nel codice etico e nel manifesto dei valori, le cui disposizioni prevalgono in caso di contrasto con quelle del presente Statuto e dei relativi regolamenti e costituiscono criterio interpretativo per queste ultime.

 

Disposizioni transitorie e finali

 

[1] cfr. Preambolo statuto PD Lazio

[2] cfr. bozza statuto 2011

[3] cfr. art. 2 statuto regionale

[4] cfr. art. 3 statuto regionale

[5] cfr. art. 6 statuto regionale

[6] cfr. art. 21, co. 3, statuto nazionale

[7] cfr. art. 7 statuto regionale

[8] cfr. art. 17, co. 2, statuto nazionale

[9] cfr art. 8 statuto regionale

[10] Si valuti che l’articolo 11, comma 2, dello statuto nazionale prevede una nuova modalità di elezione della direzione, parzialmente indicata direttamente dai livelli locali.

[11] cfr. art. 5, co. 6 del presente statuto

[12] cfr art. 7 statuto nazionale

[13] cfr. art. 10 statuto regionale

[14] Il comma 4 dello Statuto regionale prevede l’elezione da parte del direttivo, ma l’art. 4, co.5, lett. a), e l’art. 21, comma 4, di quello nazionale prevede l’elezione diretta da parte degli iscritti

[15] cfr art. 11 statuto regionale e art. 17, co. 1.

[16] cfr. art. 17, comma 2, statuto nazionale

[17] cfr. art. 12 statuto regionale

[18] cfr. art. 17, comma 2, statuto nazionale

[19] cfr. art. 17, comma 2, statuto nazionale

[20] cfr. bozza statuto 2011

[21] cfr. art 20 dello statuto nazionale

[22] cfr. art. 30, commi da 7 a 10, dello statuto nazionale

[23] cfr. art. 15-bis e 15-ter dello statuto regionale

[24] cfr. art. 16 dello statuto regionale e art. 24 dello statuto nazionale

[25] cfr. art. 17 statuto regionale e art. 24 statuto nazionale

[26] cfr. art. 18 statuto regionale

[27] cfr. art. 19 statuto regionale

[28] cfr. art. 20 statuto regionale

[29] cfr. art. 21 statuto regionale

[30] cfr. art. 22 statuto regionale

[31] cfr. art. 23 statuto regionale

[32] cfr. art. 24 statuto regionale

[33] cfr. art. 25 statuto regionale

[34] cfr. art. 27 dello statuto regionale

[35] cfr. art. 28 dello statuto regionale

[36] cfr. art. 29 dello statuto regionale

[37] cfr. art. 30 dello statuto regionale

[38] cfr. art. 31 e 32 dello statuto regionale

[39] cfr. art. 33 statuto regionale

[40] cfr. art. 34 dello statuto regionale

[41] cfr. art. 35 statuto regionale

[42] cfr. art. 36 statuto regionale

Roma sommersa dai rifiuti: tutte le responsabilità della Sindaca Raggi!

È sotto gli occhi di tutti l’emergenza rifiuti che sta affrontando la nostra Città. La Capitale d’Italia produce tra 2900 e 3000 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno ma l’amministrazione a 5 stelle riesce a gestirne solo tra le 2400 e le 2500 tonnellate al giorno. Così quotidianamente ne rimangono accatastati ai margini delle nostre strade tra le 500 e 600 tonnellate.

Nel Lazio ci sarebbero partner privati a cui affidare il trattamento dei rifiuti (già attivati da una ordinanza regionale) ma il problema è sempre lo stesso, manca la chiusura del ciclo dei rifiuti, mancano discariche, mancano inceneritori.  Da quando l’impianto di Salario è andato parzialmente a fuoco, si è rotto il precario equilibrio che esisteva. E, in un sistema fragile, è bastato il rallentamento dell’impianto TMB di Malagrotta dovuto alle manutenzioni ordinarie, per far saltare l’equilibrio. Solo a settembre tornerà a pieno regime.

Nel frattempo, il ciclo delle manutenzioni all’inceneritore di Acea di San Vittore è stato rimandato alla seconda metà di luglio, sperando che i romani partano per le vacanze.
Dunque questa crisi durerà ancora. Fino a Natale, dichiarano in commissione i vertici AMA. Non sarà sufficiente la decisione del Sindaco Raggi di attivare il tritovagliatore mobile di Ostia che può trattare da 50 a 200 tonnellate.
L’emergenza rimarrà ancora almeno per qualche mese.
A settembre, quando chiuderà l’inceneritore di Acerra per manutenzioni, si saturerà il mercato dei rifiuti, rendendo ancora più complesso (e a costi più elevati) l’invio dei rifiuti fuori dal Lazio.
A fine anno, tra l’aumento fisiologico della produzione dei rifiuti per le feste e la definitiva chiusura della discarica di Colleferro (ormai satura), ci sarà il culmine della crisi.

Eppure il problema si può affrontare. In Città, a Roma, ci sono gli strumenti per prendere il toro per le corna e trasformare i rifiuti in un’opportunità.
In che modo: costruendo un ciclo industriale per la gestione dei rifiuti, che utilizzi tecnologie avanzate che garantiscano impianti a basso impatto ambientale.
Fino ad oggi non si è potuto fare. Perché l’atteggiamento ideologico del M5S ha portato il Sindaco Raggi a non dare alcun indirizzo per affrontare il problema.
Ad oggi, nessun assessore ha ancora la delega ai rifiuti, (il nuovo assessore all’ambiente non ha delega ai rifiuti) nessuno se ne occupa. Nessun piano industriale di Ama è stato approvato e persino il Bilancio 2017 è stato bocciato.
Gli ecodistretti pensati dal centrosinistra sono stati cancellati, e i due nuovi impianti di compost proposti dalla Raggi sono stati bocciati dallo stesso Comune di Roma in conferenza dei servizi.
La raccolta differenziata non cresce facendo cadere il paradigma per cui nuovi impianti non serviranno. La raccolta non domestica non funziona e rischia nel medio periodo di essere superata da nuovi competitori che toglieranno ulteriori risorse ad AMA.
Finché il M5S non individua una nuova discarica, saremo costretti a continuare a portare i rifiuti fuori dal Lazio per lo smaltimento. A costi sempre più elevati, riempiendo la città di piazzali per il carico e scarico rifiuti.
La favola dei 5Stelle è finita, un epilogo triste e deludente per la Città. Per ridare dignità a Roma dobbiamo continuare a lavorare ad un’alternativa credibile, perché sarà nostro dovere metterla in campo e trasformarla in realtà.

Alessandro Rosi

Responsabile progetti speciali e politiche della sostenibilità e di contrasto dei cambiamenti climatici del Partito Democratico di Roma

Quer pasticciaccio brutto de li musei

di Gioia Farnocchia, responsabile Roma Creativa e sviluppo economia arancione Pd Roma

—-

Se ci fosse un titolo, per questa storia potrebbe essere “quer pasticciaccio brutto de li musei (quasi tutti romani).”

La ” riforma” di Bonisoli prevede un nuovo assetto organizzativo, caratterizzato da un forte accentramento, a cui mancano un obiettivo e una strategia lineari e comprensibili: si eliminano i Poli museali, (danneggiando specialmente i piccoli musei) e si creano generiche “Direzioni territoriali delle Reti museali” che comprendono spesso più Regioni, con un evidente rischio di paralisi amministrativa.

Si sopprimono poi tre musei autonomi, di cui due romani: il Parco dell’Appia Antica, il Museo di Villa Giulia, le Gallerie dell’Accademia di Firenze. Questo significa immolare alla burocrazia e a logiche francamente incomprensibili il patrimonio culturale nazionale e della nostra città, facendo un salto all’indietro di 40 anni.
È assurdo chiudere esperienze che iniziano a dare importanti risultati, compiendo scelte non trasparenti, di cui non si comprende la ratio.
Come si sono scelti i luoghi da declassare ? Secondo quali dati? Su che base si scelgono alcuni musei, e se ne lasciano autonomi altri?
Quali sono, in definitiva, i parametri e i criteri utilizzati nella scelta?

Il museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, punto di riferimento internazionale per la storia e l’archeologia preromana, grazie a un Direttore capace come Valentino Nizzo, ha concentrato la sua attenzione su importanti interventi di manutenzione straordinaria e recupero alla fruizione di spazi importanti (cosa non marginale) e inizia a raggiungere traguardi strutturali, svolgendo al contempo una straordinaria attività di valorizzazione, comunicazione e rapporto con il territorio che rappresenta. È stato il primo museo statale a inserire nella missione un riferimento esplicito alla Convenzione di Faro, perseguendola attivamente e praticamente anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e delle realtà culturali di un territorio che si estende ben oltre i confini geografici del Lazio.
Alcuni dati significativi: nel 2018 c’è stato un aumento complessivo dei visitatori del 14,3% rispetto al 2017, e sono stato raggiunti risultati di pubblico che non venivano conseguiti dal lontano 2006 (con 82500 visitatori annui).
Nel caso del Parco dell’Appia si sfiora il ridicolo, con un direttore appena nominato che apprende dai giornali che il suo parco è stato declassato e annulla di corsa la conferenza stampa in cui avrebbe illustrato il suo programma.

Di questa lista nella bozza iniziale faceva parte anche il Miramare di Trieste, recuperato dopo le proteste della Lega.

Perché la Sindaca Virginia Raggi e Bergamo tacciono, mentre il patrimonio culturale della città viene declassato?
Noi non permetteremo che il patrimonio culturale, materiale e immateriale romano venga danneggiato da tuffi nel passato che rischiano di affogarlo.

Parco Archeologico Appia Antica e Museo di Villa Giulia: solidarietà a lavoratrici e lavoratori

Il testo dell’ordine del giorno assunto martedì 11 giugno 2019 dalla Direzione del Partito Democratico di Roma
“La Direzione del Partito Democratico di Roma, avendo appreso dagli organi di stampa dell’intenzione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, di procedere a una riorganizzazione dell’assetto del Mibac con un accentramento di poteri e la soppressione dell’autonomia di quattro istituti di rilevanza nazionale nati a seguito della riforma Franceschini, nello specifico il Parco Archeologico dell’Appia Antica e il Museo di Villa Giulia in Roma, oltreché della Galleria dell’Accademia di Firenze e del Castello Miramare, esprime la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori e condanna il processo insensato di riorganizzazione, che si prospetta dettato da un mero calcolo di potere e non affronta minimamente le criticità vissute dai nuovi istituti, ma ha il solo effetto di peggiorare le condizioni lavorative di centinaia di dipendenti, che il ministro Bonisoli evidentemente considera solo dei numeri.
Per quanto riguarda nello specifico il Parco Archeologico dell’Appia Antica, che comprende un patrimonio archeologico, monumentale, paesaggistico e naturalistico unico al mondo tutelato dallo Stato e dalla Regione Lazio, un pezzo di campagna romana scampato alla speculazione edilizia grazie alle storiche battaglie portate avanti a partire da Antonio Cederna, l’esiguità dei fondi assegnati e la fase di incertezza amministrativa a cui sembra essere condannato rischiano di pregiudicare le attività di tutela e valorizzazione, faticosamente portate avanti in questi anni. La via Appia e i suoi monumenti, gli ambiti degli Acquedotti, le grandi ville imperiali di Quintili e Sette Bassi meritano la rilevanza nazionale garantita dall’attuale assetto e vanno attivati tutti gli strumenti possibili per garantire l’efficacia amministrativa e il diritto dei cittadini a fruirne nel modo migliore”.

SCUOLA. PD ROMA: ASSISTENZA DISABILI CON BANDO UNICO È SCELTA SCELLERATA

La scelta dell’amministrazione capitolina di ricorrere ad un bando unico centralizzato, per l’affidamento del servizio di assistenza scolastica rivolto agli alunni con disabilità, consumerà la sua scelleratezza sulla pelle dei più deboli”.

Così dichiarano in una nota Carla Fermariello e Annarita Leobruni, rispettivamente delegate alle Politiche Sociali e Scuola del PD Roma.

“I bambini e gli adolescenti con disabilità a Roma rischiano di non vedersi riconosciuto, per la prima volta dopo oltre quarant’anni dall’approvazione della legge 517 del 1977, il diritto allo studio, alla formazione e all’inclusione scolastica. Il nuovo “Regolamento per il servizio educativo per l’autonomia degli alunni con disabilità”, approvato dall’assemblea capitolina con delibera n. 80 del 2017, non è mai decollato e contraddice se stesso. Sebbene il Regolamento preveda esplicitamente che il sistema dell’accreditamento possa rappresentare lo “strumento efficace allo scopo di definire modalità uniformi di erogazione del servizio su tutto il territorio cittadino ed al fine di garantire un sistema di valutazione delle prestazioni”, l’amministrazione capitolina ha deciso di affidare il servizio attraverso un bando unico centralizzato – ancora non pubblicato – che, oltre a non garantire il diritto allo studio a partire dal mese di settembre, rischia di favorire la nascita dei “colossi” dell’assistenza scolastica a discapito di realtà più piccole, ma non per questo meno valide. Raramente, nella storia dei servizi, un coro cosi unanime – tra Consulte per la Disabilità, amministratori locali, sindacati, operatori ed Enti del terzo settore, ha trovato la stessa voce nelle critiche verso l’amministrazione capitolina. Un bando pericoloso, che non garantisce elementi ritenuti essenziali da tutti gli attori coinvolti: la territorialità, la continuità dell’intervento e le garanzie occupazionali. Il servizio ha patito nei Municipi, l’incertezza capitolina dei cinque stelle e negli ultimi due anni ci sono stati cambi continui d’appalto (in alcuni casi anche tre in un anno), proroghe di mese in mese, fino ad arrivare a situazioni paradossali, in attesa di un bando che non è mai arrivato.
Chiediamo che il Campidoglio trovi soluzioni immediate avviando anche un Tavolo partecipato – che coinvolga le Consulte, i Municipi, le Asl, le famiglie e gli operatori – affinché si valuti concretamente la possibilità di ricorrere al sistema dell’accreditamento, come è stato fatto nella città di Milano, anche attraverso l’istituzione di un Registro per i soggetti del terzo settore finalizzato alla realizzazione del servizio OEPA, che garantisca la centralità della persona, la continuità educativa, la qualità e la flessibilità del servizio a beneficio degli alunni con disabilità”. Così dichiarano Carla Fermariello e Annarita Leobruni del PD Roma.

Nicola Zingaretti segretario!

Complimenti e buon lavoro al nostro nuovo segretario nazionale Nicola Zingaretti. Grazie anche a Roberto Giachetti, Maurizio Martina e soprattutto a tutti i volontari che animano la più bella comunità politica italiana, quella dei militanti del Partito Democratico. Insieme a tutte e tutti gli elettori che ieri si sono messi in fila ai gazebo, abbiamo scritto, insieme, una grandissima pagina di democrazia. La straordinaria partecipazione alle #primarie2019 nella Capitale è una vittoria per tutta la nostra città. Ora tutti al lavoro per il futuro di Roma e dell’Italia.

BASTA ODIO SUI SOCIAL: LA CARTA D’IMPEGNI DEL PARTITO DEMOCRATICO DI ROMA

CARTA D’IMPEGNI PER LA COMUNICAZIONE SUI SOCIAL

 

Premessa

 

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. La libertà d’espressione, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, così come il diritto all’informazione, è un principio fondamentale dell’ordine democratico che contribuisce in modo determinante alla pari dignità di tutte le cittadine e di tutti i cittadini.

 

Il presente documento intende offrire un contributo utile affinché, soprattutto quando comunichiamo in rete, ci assumiamo la responsabilità, da democratiche e democratici romani, di entrambi questi principi: quello che riconosce a tutte e tutti il diritto alla libera espressione del pensiero e quello della pari dignità.

 

I social network sono spazi virtuali ma le persone che li frequentano, al netto del fenomeno dei fake, sono persone reali, in carne e ossa, con diritti e doveri non diminuiti dal fatto di interagire con il prossimo attraverso una tastiera e da dietro uno schermo.

 

Le parole sono sempre azioni, anche in rete. Ed è utile sottolineare che il diritto costituzionale ad esprimere liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione non implica anche il diritto a ledere la dignità, l’onorabilità e la reputazione delle persone utilizzando un linguaggio offensivo, infamante, minaccioso.

 

L’ hate speech è un fenomeno che va contrastato radicalmente non solo perché lesivo della dignità delle persone ma perché compromette la nostra stessa convivenza civile e democratica.

 

Come democratiche e democratici romani dobbiamo essere consapevoli del ruolo fondamentale che ciascuno di noi ha nella battaglia politica e culturale da sostenere nel Paese e rispetto alla quale l’esempio che come comunità offriamo risulta determinante a conferire ad essa maggiore o minore credibilità.

 

In questi anni, anche all’interno del Partito Democratico e nella comunità della Federazione di Roma, il confronto sui social network si è troppo spesso tramutato, davanti all’opinione pubblica, in uno scontro violento non di idee ma tra persone.

 

Il presente documento, ispirato al “Manifesto della comunicazione non ostile…per la politica”, e coerentemente con i principi espressi nel codice etico del PD che all’articolo 2 recita: “Le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico con responsabilità e, per questo, sentono il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato (…) Sostengono un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione. Si impegnano a condurre il confronto con “volontà d’intesa, ricercando cioè una reale interlocuzione” vuole rappresentare uno strumento a disposizione di tutte le iscritte e gli iscritti al Partito Democratico di Roma contro la diffusione di odio e fake news all’interno della stessa comunità delle democratiche e dei democratici romani. Uno strumento per richiamare al rispetto e la tutela della dignità, rispettabilità e reputazione on line di tutte e tutti nel riconoscimento che la pluralità delle opinioni rappresenta una ricchezza e non certo un ostacolo al militare nello stesso partito in coerenza con quanto previsto dallo Statuto Nazionale e regionale.

 

I 5 PUNTI DELLA CARTA D’IMPEGNI PER LA COMUNICAZIONE SOCIAL DEL PD ROMA

 

 

  1. La comunicazione è parte integrante della mia azione politica, orientata al bene comune.
    In quanto iscritta/o al Partito Democratico di Roma, anche on line aderisco ai valori in cui si riconosce la mia comunità e non considero o uso la rete come zona franca in cui tutto è permesso.

 

  1. Nel dibattito on line uso i miei argomenti per dialogare, per convincere. Mai per delegittimare, offendere, minacciare l’interlocutore.

 

  1. Ritengo che il dibattito pubblico, anche se aspro, debba essere un momento di crescita per tutti. Come cittadina/o e componente della comunità del Partito Democratico di Roma ho il diritto di esprimere liberamente le mie opinioni, non quello di insultare, diffamare, minacciare.

 

  1. Non produco, diffondo o promuovo notizie, informazioni e dati che so essere falsi, manipolati o fuorvianti.

5.Le idee si possono discutere, le persone si         devono rispettare. Gli insulti non sono argomenti. Sono consapevole che gli insulti sono umilianti sia per chi li riceve, sia per la comunità di cui faccio parte.

 

Andrea Casu, segretario Pd Roma

Claudia Daconto, responsabile Comunicazione Pd Roma

Giulio Pelonzi, capogruppo Pd Assemblea capitolina

Marco Cappa, segretario Pd I Municipio

Guido Laj, segretario Pd II Municipio

Riccardo Vagnarelli, segretario Pd V Municipio

Fabrizio Compagnone, segretario Pd VI Municipio

Giuseppina Fidilio, segretaria Pd VII Municipio

Flavio Conia, segretario Pd VIII Municipio

Francesca Villani, segretaria Pd IX Municipio

Flavio De Santis, segretario Pd X Municipio

Gianluca Lanzi, segretario Pd XI Municipio

Elio Tomassetti, segretario Pd XII Municipio

Enzo Cuozzo, segretario Pd XIII Municipio

Enrico Sabri, segretario Pd XIV Municipio

Claudio Marinali, segretario Pd XV Municipio

       

Riccardo Corbucci

Carla Fermariello

Luca Pioli

Augusto Gregori

Giulia Tempesta

Antonio Senneca

Letizia Gallacci

Alessandro Pillitu

Fabio Cerritelli

Roberto Salaris

Maria Teresa Di Sarcina

Giulia Candelori

Daniela Spinaci

Daniele Palmisano

Giulia Di Costanzo

Giovanna Ceccarelli

Stefano Pedica

Paolo Acunzo

Alfredo Confessore

Eliseo D’Urso

Stefano Carletti

Cetta Petrollo

Enrica Conte

Cristina D’Arcangelo

Rita Barbonari

Salvatore Cuoco

Maria Teresa Papaleo

Alessandra Rosi

Andrea Ambrogetti

Gianluca Fabi

Cristina Candidi Rosi

Sandro Marini

Erica Simone

Giovanna Tommasini

Roberto Roberti

Bruno Rosi

Elena D’Alessandro

Paola Sala

Lucia Di Maro

Carla Artefice

Cristiano Davoli

Fabrizio Barboni

Stefano Borioni

Irma Laurenti

Lilli Camolese

Silvia Fiorentini

Giuseppe D’amato

Eliseo D’urso

Mauro Polimanti

Maila Sansaini

Armando Malta

Simone Cascino

Agata Mure

Graziella Giardini

Barbara Laurenzi

Marco Toti

Oreste D’Addese

Ilaria Fannunza

Antonio Liani

Marco Toti

Oreste D’Addese

Alfredo Di Lorenzo

Daniela Scocciolini

 

VITTORIA DEL SI AL REFERENDUM DEGLI ISCRITTI SU ATAC E RIFIUTI

Oltre 3500 iscritti al Partito Democratico di Roma hanno partecipato al primo referendum interno della storia del PD per scegliere direttamente la posizione ufficiale del partito al referendum dell’11 novembre per la liberalizzazione del trasporto pubblico locale e le azioni necessarie a contrastare l’emergenza rifiuti che il fallimento di Virginia Raggi e del #M5S ha prodotto nella Capitale. Il referendum tra gli iscritti si è svolto in tutti i circoli della cittá dal 19 al 28 ottobre e ha visto una netta affermazione del Sì in tutti e 3 i quesiti proposti: i primi due anticipavano i quesiti su cui tutti i romani saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 11 novembre e puntava a definire la posizione del partito insieme ai nostri militanti; il terzo li interrogava circa la necessità di intraprendere una mobilitazione permanente cittadina per la difesa del diritto alla salute dei romani e il decoro e il recupero ambientale dei territori, a partire da quelli più compromessi, attraverso l’incremento della raccolta differenziata e la chiusura del ciclo dei rifiuti. La consultazione ha visto un affermazione del Sì con rispettivamente il 62,33%, il 60,95%, e l’84,42% dei voti espressi.

Dopo 11 anni per la prima volta il PD ha chiamato a raccolta tutti i suoi iscritti per votare su una scelta politica e non solo sull’indicazione di nomi. Ringraziamo tutte le democratiche e tutti i democratici che hanno creduto in questo appuntamento e lo hanno reso possibile animando i Comitati per il Sì e per il No e partecipando alla consultazione: di fronte al fallimento di Virginia Raggi in materia di trasporti e rifiuti è indispensabile che il PD assuma su questi temi cruciali posizioni chiare e unitarie frutto di una discussione e decisione collettiva. Ai danni prodotti a Roma dalla truffa della democrazia diretta da Grillo e Casaleggio vogliamo rispondere coinvolgendo tutti i romani, a partire dai nostri iscritti, nella costruzione dell’alternativa che vogliamo offrire alla città in vista del fondamentale appuntamento referendario del prossimo 11 novembre e oltre.

 

Ecco i risultati Circolo per Circolo:

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