ROM: DISASTRO RAGGI SU CHIUSURA CAMPING RIVER

di Marco Tolli

Il “piano Rom” della giunta guidata da Virginia Raggi è un grande fallimento. Prendiamo il caso del Camping River, un villaggio della solidarietà sito in via della Tenuta Piccirrili in XV Municipio. In due anni di tempo, pur disponendo di importanti risorse, l’amministrazione non è riuscita a convincere la popolazione ad accettare i programmi di assistenza nell’uscita dal campo proposti dal Campidoglio. Parliamo essenzialmente di misure di sostegno economico all’affitto, anche con possibilità di pagamento diretto del canone di locazione da parte del Comune.

La cosa che non è chiara è perché non sia stata l’amministrazione stessa a fare una ricerca di mercato e a reperire gli alloggi necessari attraverso una selezione di evidenza pubblica. Il tempo c’era. Si è scelto invece di responsabilizzare esclusivamente i residenti che, appartenendo ad un gruppo sociale da sempre ai margini della società, non sono riusciti a reperire sul mercato un alloggio alternativo.

La reazione della Sindaca Raggi ai loro fallimenti è stata quella di ordinare la demolizione dei moduli abitativi di proprietà comunale presenti al Camping River: non te vai? Ok, siccome il container è mio, te lo distruggo! Gli appelli di queste ore, in primis quello del comitato dei residenti della Tiberina, della Comunità di S. Egidio e di molti rappresentanti delle Istituzioni, spinti dalla preoccupazione che si apra una nuova emergenza, stanno invocando un cambio di linea.

Questo non significa tentennare sulla chiusura del River, ma riaprire il dialogo con la popolazione rom presente e i cittadini residenti, impostandolo su un reale percorso di uscita dal campo e di chiusura definitiva della struttura. D’altronde la strategia dei villaggi della solidarietà è stata in grado di risolvere solo gli aspetti emergenziali legati alla condizione della popolazione rom e sinti a Roma, ma non è stata in grado, anche per via delle dimensioni delle strutture e la scelta delle localizzazioni, di produrre altri risultati.

Questo campo, come altri, nacque nel 2005 nell’ambito di una serie di operazioni condotte dall’amministrazione comunale per sanare le baraccopoli abusive diffuse in città. Sarebbe un vero paradosso se ora, a distanza di più di 10 anni, tornassimo agli insediamenti informali, alle baracche, solo perché i rom residenti non sono stati in grado di trovarsi una casa in affitto. Dobbiamo andare oltre, non tornare indietro.

Il confronto tra tutte le parti interessate deve essere pragmatico e volto ad individuare percorsi credibili. Per fare un esempio l’idea proposta dalla società Seges srl e sostenuta da molti residenti del campo, di valorizzare le aree sulle quali sorge il River per realizzare una cittadella rom dotata di attrezzature, servizi e negozi non è praticabile per ragioni urbanistiche. Ha più il sapore della speculazione edilizia su un area molto delicata sotto il profilo ambientale e a forte rischio idraulico perché adiacente al fiume Tevere.

Una suggestione che fin quando è in campo distoglie i diretti interessati dalla vera scommessa che deve consistere nella progressiva uscita dal campo attraverso un percorso di miglioramento reale delle proprie condizioni di vita. Il comune faccia quello che fin qui non ha fatto: assuma direttamente la ricerca delle soluzioni abitative, evitando così che da una struttura attrezzata si ritorni al passato delle baracche. Diversamente la situazione non può che peggiorare.

CIRCOLI APERTI: VERSO MANIFESTAZIONE 1 GIUGNO

Tra i nostri iscritti nei circoli, simpatizzanti, cittadini comuni c’è tanta voglia di discutere, di confrontarsi, di condividere preoccupazioni ma anche una grande voglia di reagire e di mobilitarsi per sostenere i nostri valori democratici, costituzionali, repubblicani. Per questo stiamo tenendo aperte ogni giorno le nostre sezioni e per questo venerdì saremo in piazza Santi Apostoli per dire tutti insieme Viva l’Italia, Viva la Repubblica, Viva la Democrazia.

ATAC: RINVIATO REFERENDUM TRA GLI ISCRITTI

Aggiornamento: A seguito della decisione assunta dall’Amministrazione capitolina di rinviare in autunno il referendum cittadino precedentemente indetto per il 3 giugno, il Pd Roma ha stabilito di annullare la convocazione del referendum indetto tra gli iscritti nelle date del 12 e 13 maggio e di fissarlo nuovamente nelle prossime settimane anche in seguito all’adozione di un regolamento ad hoc il cui testo, già emendato, è all’attenzione dei membri della Direzione romana.

Confrontiamoci per elaborare insieme una visione lunga della mobilità a Roma

La prossima settimana ci sarà il consiglio straordinario su Atac in Campidoglio, nel quale la Sindaca Virginia Raggi dovrà assumersi le proprie responsabilità sulle scellerate scelte assunte in questi mesi. Senza la procedura fallimentare, soluzione totalmente avventuristica scelta dall’amministrazione grillina, non saremmo arrivati a questo punto. Il Partito Democratico di Roma e il suo gruppo in assemblea capitolina hanno condotto un’opposizione ferma ma sempre responsabile alle scelte della Raggi su Atac nel prioritario interesse della cittá e dell’azienda, di chi la usa, di chi ci lavora proponendo alternative sempre respinte dalla maggioranza. Siamo al lavoro per coinvolgere le migliori energie della nostra cittá nell’elaborazione di proposte concrete per il futuro del trasporto pubblico, in grado di migliorare la qualità del servizio e al contempo di tutelare i livelli occupazionali. Quello che manca è una visione di insieme sulle politiche della mobilità, che passi per un protagonismo di Roma Capitale e una condivisione con la Regione Lazio e il Governo. In quest’ottica il referendum del 3 giugno rappresenta una grande occasione di confronto aperto per la città e uno stimolo fondamentale a cambiare direzione. A questo appuntamento il Partito Democratico vuole arrivare attraverso un percorso di coinvolgimento effettivo di tutti i propri iscritti. Per questo proporrò di utilizzare, proprio per questa occasione e per la prima volta, lo strumento del referendum consultivo fra gli iscritti, promuovendo per il 12 e 13 maggio, un week-end di approfondimento e discussione, che culminerà con un voto che rappresenterà la posizione ufficiale del Pd Roma sul referendum.

Andrea Casu

IO PARTECIPO: #6000ASSEMBLEE IN TUTTI I CIRCOLI

Da Roma a Milano, da Trionfale a Quarto Oggiaro #6000assemblee in tutta Italia per ritrovare l’orgoglio e la voglia di scommettere ancora sul futuro del Partito Democratico e dell’Italia. #iopartecipo

In questi giorni giorni i nostri circoli hanno spalancato le porte a tanti cittadini che con entusiasmo ci stanno chiedendo di entrare a far parte della nostra comunità. E allo stesso tempo in moltissime sezioni si stanno svolgendo incontri e assemblee per ritrovarsi e ripensare insieme il futuro del Partito Democratico. Ne siamo davvero felici e vi diciamo GRAZIE per questo straordinario ABBRACCIO che ci state regalando.
#iopartecipo #6000assemblee

Per tutte le info scrivi su FB o a pdromacomunica@gmail.com indicando tuo municipio di residenza e numero di telefono.

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100 PROPOSTE: ASSUMERE 10MILA RICERCATORI DI TIPO B

I nostri ricercatori, tra i più bravi del mondo, hanno sempre fatto onore all’Italia. Anche quando i governi di centrodestra tagliavano risorse alla ricerca e all’università.

Con il Pd i fondi destinati a questo comparto sono tornati a crescere, ma si deve fare di più. A cominciare dall’assunzione di 10mila ricercatori di tipo B nei prossimi 5 anni. Perché più la ricerca cresce, più cresce l’Italia.

#100cosefatte, #100cosedafare

100 COSE FATTE, 100 COSE DA FARE
Le proposte del PD per un’Italia più #forte, più #giusta

Cinque anni fa l’Italia viveva una delle crisi economiche più difficili della stagione repubblicana. Il Pil aveva il segno meno, in una legislatura si erano persi oltre mezzo milione di occupati, gli indici di fiducia erano ai minimi. Nel giro di cinque anni il Paese si è rimesso in moto.

Il Pil ha cambiato segno e ora si avvicina al +2%, dal febbraio 2014 ci sono oltre un milione di posti di lavoro in più, gli indici di fiducia sono ai massimi. Tutto ciò è stato possibile grazie alle famiglie, alle imprese, ai nonni, ai lavoratori.

La strada tuttavia è ancora lunga. E si può percorrere solo passo dopo passo, senza scorciatoie. Non è tempo di facili promesse o di misure economiche azzardate. È il tempo della serietà e della responsabilità. Di chi non vende fumo ma offre solidità. È il tempo di più lavoro, più Europa, più cultura. Rivendichiamo con forza ciò che abbiamo fatto non per intestarci il passato, ma per indirizzare il futuro.

Leggi qui le #100cosefatte ma soprattutto le #100cosedafare

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La lettera di Andrea Casu alla sindaca Raggi sui deportati del Quadraro

Gentile Sindaca,

ogni anno tutta Roma ricorda la tragica mattina del 17 aprile del 1944 quando reparti tedeschi armati fino ai denti agli ordini di Kappler irruppero all’alba nelle abitazioni civili del Quadraro per rastrellare tutti gli uomini tra i 16 e i 55 anni che riuscirono a trovare, ragazzi e uomini che vennero poi avviati alla deportazione verso i campi di lavoro nei territori occupati dal Terzo Reich.

In quest’ultimo anno, grazie all’impulso dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (Anrp), da anni impegnata nella ricerca storica su questo avvenimento, l’Assemblea Capitolina ha sentitamente approvato l’11 aprile scorso – all’unanimità – una mozione per spronare finalmente il Comune di Roma a sostenere il censimento di tutti i rastrellati di allora, promuovere la concessione a coloro i quali sono ancora in vita, o ai loro eredi, della Medaglia d’Onore per gli Internati e i Deportati, onorificenza ufficiale della Repubblica Italiana e proporre inoltre, per coloro che sono ancora in vita, la nomina a Commendatori al Merito della Repubblica. Riconoscimenti attesi da oltre 70 anni da chi perse la vita o la ebbe violata per mano dell’occupante nazista e che non ha ancora avuto dalla Repubblica il giusto attestato del proprio valore.

Sono già passati otto mesi dal giorno in cui la mozione è stata approvata, nulla si è più saputo in merito ma in questo lasso di tempo ci hanno purtroppo lasciato, il 29 agosto, Romano Levantini e, il 5 ottobre, Sisto Quaranta, che i giornali hanno salutato come l’ultimo dei rastrellati del Quadraro. Non è così, perché sappiamo che è ancora in vita Guido Di Roma che ha anche testimoniato in Assemblea Capitolina e forse scopriremmo che lo sono anche altri, se Roma Capitale si impegnasse davvero a sostenere e collaborare alla ricerca dell’Anrp, come da impegno approvato con trasporto da tutti i consiglieri comunali.

Purtroppo, a causa dell’immobilismo di questi mesi del Comune, né Levantini né Quaranta potranno diventare Commendatori al Merito della Repubblica, come la mozione auspicava, in quanto questo tipo di decorazione è concedibile solo ai vivi. Ora, nel momento in cui una nuova deriva fascista, razzista e xenofoba soffia sul disagio della città, riconoscere e raccontare alle nuove generazioni la storia di Roma attraverso le vite e i volti dei suoi protagonisti che hanno vissuto le pagine più scure di quegli anni è un compito fondamentale delle istituzioni, così come lo è rispettare gli impegni liberamente presi verso persone e famiglie che hanno pagato un prezzo così alto. Per questo come cittadino romano, prima che come segretario del Partito Democratico di Roma, chiedo vivamente a lei e al vicesindaco Luca Bergamo (che su questo aveva promesso di impegnarsi) di onorare l’impegno che Roma Capitale ha assunto non solo verso di loro ma verso la storia, il presente e il futuro della nostra città.

Per questo, in attesa di una doverosa risposta istituzionale, il Partito Democratico di Roma organizzerà nelle prossime settimane appuntamenti per tenere viva la memoria e continuare a tenere alta l’attenzione.

Perché, cara Sindaca, sulla memoria e sulla libertà, non si possono prendere in giro i cittadini né concedersi dimenticanze.

Andrea Casu, segretario del Partito Democratico di Roma

Trasparenza, Pd Roma: “delibera bavaglio della Raggi non passerà”

“La nuova delibera bavaglio della Raggi, che tenta di limitare l’accesso agli atti della pubblica amministrazione, minando la possibilità di verificare l’azione di governo della capitale in aperto contrasto con i principi di trasparenza e legalità, non passerà. Faremo un’opposizione durissima e un’azione di informazione nella città, per far sapere ai romani come il M5S voglia oscurare l’azione amministrativa, rendendo più difficile il lavoro di dirigenti e consiglieri municipali” lo dichiarano in una nota Andrea Casu e Riccardo Corbucci, rispettivamente segretario e coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma. “Da quel che si apprende a mezzo stampa con l’approvazione di questa delibera, ai dirigenti verrá chiesto di compiere una valutazione politica sull’accesso agli atti, immaginandone il potenziale uso strumentale e danno all’immagine che le risposte dell’amministrazione possono generare con la pubblicazione degli stessi sui social o sui blog” spiegano i democratici “agli amministratori municipali, invece, sará limitato l’accesso con la presunta motivazione di non aggravare il lavoro degli uffici. Questa è una delibera liberticida, che limita l’accesso agli atti della pubblica amministrazione umiliando il ruolo degli amministratori municipali. La ragione di questa improvvisa svolta dalla trasparenza totale proclamata in campagna elettorale alle norme bavaglio sull’accesso alle informazioni riguardanti l’azione del governo a 5 stelle è abbastanza evidente: la Sindaca vorrebbe silenziare i giornali e le opposizioni, colpevoli di raccontare quotidianamente i problemi causati dalla cattiva gestione della Capitale. Stia serena, non ci riuscirà”.