Le norme speciali per Roma nel decreto “enti locali”

Prima di passare in rassegna le disposizioni contenute nell’articolo 16 del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, sono doverose due precisazioni:

 

ü  La  semplificazione giornalistica e la polemica politica hanno impropriamente identificato per settimane il dl 16/2014 come il “Salva-Roma”, in realtà il provvedimento affronta una molteplicità di questioni in materia di finanza locale con ampie ricadute sui comuni (es. Napoli, Venezia) di tutto il territorio nazionale. E’ in questo decreto, in particolare, che viene stabilita definitivamente la regolamentazione della Tasi, introdotta nella legge di stabilità, per consentire ai Comuni di introdurre sistemi di detrazioni ed esenzioni dal tributo.

 

ü  Inoltre, le norme che interessano Roma capitale sono “ad impatto zero” sui saldi di finanza pubblica perché si basano su risorse già pagate dai contribuenti romani attraverso l’addizionale Irpef. Dal 2008 quelle risorse affluiscono interamente alla Gestione commissariale, e la norma contenuta nel decreto consente di utilizzarne una tantum una parte per i bilanci ordinari 2013 e 2014 del Comune.

 

Il testo approvato supera i limiti di impostazione dei precedenti decreti non convertiti poiché, oltre al trasferimento finanziario di risorse dalla Gestione commissariale a  Roma capitale, disciplina anche i contenuti e le modalità di approvazione di un piano di rientro triennale rigoroso che consenta il risanamento duraturo dei conti dell’ente.

 

Più in dettaglio, si prevede che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto,  Roma capitale trasmetta ai Ministeri dell’interno e dell’economia, alle Camere e alla Corte dei conti:

 

a) un rapporto che evidenzi le cause della formazione del disavanzo di bilancio di parte corrente negli anni precedenti con specifico riferimento alle società controllate e partecipate e l’entità e la natura della massa debitoria da trasferire alla gestione commissariale (comma 1).

 

b) un piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio con una serie di indirizzi per specifiche azioni amministrative volte a (comma 2):

 

ü  applicare le disposizioni finanziarie e di bilancio, nonché i vigenti vincoli in materia di acquisto di beni e servizi e di assunzioni di personale, a tutte le società controllate, con esclusione di quelle quotate nei mercati regolamentati (lettera a)).

ü  operare la ricognizione di tutte le società controllate e partecipate del Comune, evidenziando il numero dei consiglieri e degli amministratori, nonché le somme erogate a ciascuno di essi (lettera a-bis);

ü  avviare un piano rafforzato di lotta all’evasione tributaria e tariffaria (lettera a-ter);

ü  operare la ricognizione dei costi unitari della fornitura dei servizi pubblici locali e adottare misure per riportare tali costi ai livelli standard dei grandi comuni italiani (lettera b));

ü  effettuare una ricognizione dei fabbisogni di personale nelle società partecipate, prevedendo per quelle in perdita il necessario riequilibrio con l’utilizzo degli strumenti legislativi e contrattuali esistenti, inclusa la mobilità interaziendale, nel quadro degli accordi con le organizzazioni sindacali, nonché lo strumento del distacco (lettera c);

ü  adottare modelli innovativi per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle strade, anche ricorrendo alla liberalizzazione (lettera d));

ü  procedere, ove necessario per perseguire il riequilibrio finanziario del comune, alla fusione delle società partecipate che svolgono funzioni omogenee, alla dismissione o alla messa in liquidazione delle società partecipate che non risultino avere come fine sociale attività di servizio pubblico, nonché alla valorizzare e dismissione di quote del patrimonio immobiliare del comune (lettera e) come modificata dalla Camera);

ü  responsabilizzare i dirigenti delle società partecipate, legando le indennità di risultato a specifici obiettivi di bilancio (lettera e-bis).

 

Il piano di riequilibrio sarà monitorato e verificato da un tavolo di raccordo istituzionale (comma 3) e approvato con D.P.C.M., su proposta del Ministro dell’interno, sentita l’amministrazione di Roma capitale, entro 60 giorni dalla sua trasmissione (comma 4).

 

Il tavolo, previsto dal decreto legislativo n. 61/2012 – ma mai finora convocato – e istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri tra Stato, Regione Lazio, Provincia di Roma e Roma capitale costituirà il momento centrale del raccordo istituzionale tra vari livelli di governo per le gestione di tutte le norme speciali relative alla Capitale. Ad esso spetterà il compito di esprimere parere obbligatorio sulla predisposizione del piano triennale di riduzione del disavanzo e sui piani pluriennali per il rientro dei crediti del Comune verso le proprie partecipate e di verificarne l’attuazione.

 

Ai commi 3 e 4 e 4-quater dell’articolo 16 vengono previste norme che ampliano gli spazi di manovra attribuiti a Roma capitale in sede di predisposizione e di attuazione del Piano. Dal primo punto di vista, in deroga ai principi di bilancio degli enti locali previsti dalla legislazione vigente e al solo fine di reperire le risorse volte a realizzarne gli obiettivi, potranno essere utilizzate le entrate straordinarie e le eventuali sanzioni ad esse collegate per il riequilibrio di parte corrente. Inoltre ai fini dell’assegnazione delle anticipazioni di  liquidità per il pagamento dei debiti pregressi, tra i pagamenti dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2012, saranno considerati anche quelli inclusi nel piano. In sede di attuazione, invece, il tavolo di raccordo istituzionale dovrà tenere conto dei maggiori oneri connessi al ruolo di Capitale.

 

Durante l’esame alla Camera dei Deputati, attraverso l’inserimento dei commi 4-bis e 4-ter si sono legate le sorti del piano triennale al bilancio di previsione, le cui variazioni avvengono in coerenza rispetto al primo. Inoltre, al fine di evitare ulteriori passaggi legislativi è stato stabilito che, con decreto del Presidente del Consiglio de Ministri e previo parere del tavolo di raccordo interistituzionale, siano approvate tutte le eventuali modifiche al vecchio piano di rientro del 2008 prive di effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

Il comma 5, riproponendo parte del contenuto delle analoghe disposizioni già inserite nei decreti legge n. 126 e 151 del 2013, interviene in ordine alla Gestione commissariale di Roma capitale, inserendo cinque ulteriori periodi al comma 196-bis dell’articolo 2 della legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010), con i quali si consente l’ampliamento della massa passiva del piano di rientro in corso di esercizio da parte del Commissario, inserendo nella stessa ulteriori partite debitorie anteriori all’inizio della Gestione, nonché le somme derivanti dal contratto di servizio previsto dal suddetto piano di rientro; si prevede altresì, in riferimento alla gestione dei crediti di Roma capitale verso le società partecipate, che l’ente possa riacquisire la titolarità di tali crediti, inseriti nella massa attiva della gestione.

 

Infine, si destinano 22,5 milioni di euro per il superamento della crisi nel ciclo di gestione integrata dei rifiuti nel territorio di Roma Capitale.

 

Altre disposizioni di carattere generale, ma importanti per Roma

 

Si sposta il  termine per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti locali al 31 luglio 2014, rispetto al 30 aprile 2014.

 

Si prevede che, ai fini dell’attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale degli enti in pre-dissesto e del piano triennale di Roma Capitale, le società controllate dagli enti locali interessati ai predetti piani possano derogare al principio della coerenza con il rispettivo ordinamento professionale nell’ambito delle procedure di mobilità.

 

Si prevede che le pubbliche amministrazioni locali e le loro società controllate direttamente o indirettamente possano procedere allo scioglimento della società controllata direttamente o indirettamente. Se lo scioglimento è in corso o è deliberato entro i 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, gli atti e le operazioni in favore di pubbliche amministrazioni posti in essere in seguito allo scioglimento sono esenti da imposizione fiscale, ad eccezione dell’IVA, mentre sono assoggettati in misura fissa alle imposte di registro, ipotecarie e catastali.

 

Si stabilisce, inoltre, che i dipendenti di tali società siano ammessi di diritto alle procedure di mobilità del personale tra società controllate dalle P.A.

 

Se lo scioglimento riguarda una società indirettamente controllata, le plusvalenze della controllante non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione e le minusvalenze sono deducibili nell’esercizio in cui si sono realizzate e nei quattro successivi.

 

Le pubbliche amministrazioni locali e le loro società controllate direttamente o indirettamente possono altresì procedere all’alienazione delle partecipazioni detenute ed alla contestuale assegnazione del servizio per cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 2014 a condizione che l’alienazione avvenga con procedura di evidenza pubblica già in corso o deliberata entro e non oltre 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Qualora si tratti di società mista, al socio privato detentore di almeno il 30 per cento della partecipazione la norma riconosce il diritto di prelazione. Le plusvalenze non vengono considerate ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, non concorrendo alla formazione del reddito e del valore della produzione netta; le minusvalenze sono deducibili nell’esercizio e nei quattro esercizi successivi.

 

Infine si riconosce al personale in esubero delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni, risultante privo di occupazione dopo l’espletamento delle apposite procedure di mobilità verso altre società, la precedenza – a parità di requisiti – per l’impiego nell’ambito di missioni afferenti a contratti di somministrazione stipulati dalle stesse pubbliche amministrazioni per esigenze temporanee o straordinarie proprie o di loro enti strumentali.

Marco Causi, Responsabile Economia, PD Roma

Ilaria Feliciangeli, Responsabile Riforme istituzionali, Capitale metropolitana, PD Roma

Resoconto dell’Assemblea del 22 aprile

I lavori dell’Assemblea del 22 aprile si sono aperti con l’espressione di cordoglio per la scomparsa di Guido Liberti, un militante del circolo Trionfale, ricordato con grande affetto.

La riunione è stata dedicata alle decisioni sulle regole per lo svolgimento dei congressi per i coordinamenti municipali, ma nell’intervento introduttivo il Segretario ha fatto il punto su due questioni importanti: l’inizio della campagna elettorale per le europee e la situazione al Comune di Roma.

Elezioni europee. «I sondaggi dicono che dovremmo andar bene, ma noi diffidiamo dei sondaggi e dell’idea che le cose possano andar bene da sole. Vorremmo che questa non sia soltanto la campagna elettorale dei candidati: abbiamo una lista forte, loro faranno la propria parte.  Ma noi faremo campagna come partito romano. Le elezioni europee sono un’occasione troppo importante per essere sottovalutate. Sappiamo bene che il nostro vero avversario non e’ il centrodestra, Berlusconi o Alfano, ma il sentimento popolare di sfiducia, la profonda sofferenza sociale dopo questi anni di crisi, la poi la profonda diffidenza verso tutti i partiti. Per questo tutto il Partito democratico deve fare la propria campagna elettorale politica. Potremo dare tutti una mano alla nostra capolista Bonafe’ e agli altri candidati, perchè abbiano una buona affermazione anche a Roma.  Inizieremo il 6 maggio, con un’iniziativa al Teatro Vittoria, ma organizzeremo anche altri appuntamenti – uno dei quali, con Fabrizio Barca e Marianna Madia è già  corso di organizzazione – per  concludere con una manifestazione in piazza».

Comune di Roma. «Vorrei dire subito che è impensabile sostenere che non stiamo dando una mano all’amministrazione capitolina. Gran parte della “cabina di regia” del sindaco sul piano di rientro è targata Pd (ne fanno parte Causi, della segreteria, Legnini, Madia, Melilli).  Eppure, in questi mesi  il continuo tira e molla di critiche e pettegolezzi che vengono da varie parti sul rimpasto in Giunta ha lasciato passare l’idea di un partito che prende distanze dal sindaco e dalla giunta e guarda l’amministrazione come un governo “amico”, non come un governo di cui fa parte. Lo ritengo completamente sbagliato. Staccarsi da Ignazio Marino e’ un suicidio politico, che non giova né all’amministrazione né al partito. I cittadini percepiscono questi  comportamenti come i nostri limiti e se saremo spettatori che guardano in maniera disillusa all’azione amministrativa saremo visti come gli autori del fallimento, un vero e proprio suicidio politico. Ora il primo obiettivo di tutti deve essere il salto di qualità della macchina capitolina e delle aziende comunali, facendo capire che il Pd è in grado di migliorare dove governa, perché è questo il primo elemento di valutazione da parte dei cittadini».

PD Roma. Dopo l’intervento di Francesco D’Ausilio, capogruppo PD in Consiglio comunale, la Commissione sul regolamento presieduta da Giulio Pelonzi presenta la bozza di documento sui coordinamenti municipali. Molte le osservazioni fatte alla bozza (tra gli altri Ventimiglia, Gentili, Ricci, Colonna). Interviene il Segretario a chiarire alcuni aspetti problematici.

«Primo punto, quando si fanno le regole devono essere chiare e condivise dalla stragrande maggioranza altrimenti non funzionano. Già abbiamo regolamenti che non sono mai stati applicati, come diceva Ricci, quindi partiamo da qui: nessuna forzatura, nessuna delega in bianco su un testo confuso. Secondo punto: il cuore della proposta di modifica, avanzata dalla commissione dopo avere a lungo discusso, è semplicemente questo: non pensiamo opportuno andare a congressi che eleggano assemblea e coordinatore municipale su candidature e mozioni contrapposte (come si fa per nazionale, regionale etc).  Ci sembra più logico avere un’assemblea e un segretario che cerchino di costruire non una contrapposizione ma un vero lavoro unitario per la scelta delle soluzioni più condivise. Perché la natura di un coordinamento, che nulla toglie all’autonomia del singolo circolo, è trovare le persone capaci di unire e far lavorare insieme i circoli, piuttosto che quelle che abbiano tre voti di iscritti in più. E’ questo il principio che volevamo sottoporre alla valutazione dell’assemblea. Se il principio viene accolto, allora gli iscritti votano i membri dell’assemblea e il coordinatore viene eletto dall’assemblea, che valuta quale dei candidati abbia le capacità per consentire la migliore coordinazione del lavoro di tutti i circoli. E l’assemblea può valutare i candidati meglio di quanto non possano farlo i singoli iscritti. Non pretendo che questa posizione sia condivisa, pretendo però che sia compresa. Perché è esattamente questa la proposta che fa la commissione: è meglio che gli iscritti eleggano i propri rappresentanti nell’assemblea municipale e che poi l’assemblea cerchi la soluzione migliore per un coordinatore che abbia il massimo di consenso e di rappresentatività dei tanti circoli diversi, con un voto più ampio possibile.

Questa proposta è una modifica rispetto al vecchio regolamento, ma serve a far lavorare di più e meglio, con un miglior rapporto tra i circoli, i coordinatori municipali. Non cambiano i poteri, e sottolineo che noi confermiamo la scelta fatta negli anni passati che i presidenti di municipio vengano indicati con le primarie e che le liste dei municipi siano scelte a livello territoriale senza tavoli di trattativa centrali. Quindi è l’assemblea eletta dagli iscritti che avrà il potere di influire sulle liste. Mi spiace che, anche per raccogliere tutte le proposte e i suggerimenti che sono intervenute fino a questa mattina, Giulio non abbia avuto la possibilità di presentare qui una proposta chiara definita. Perciò ho voluto chiarire la questione che abbiamo posto.

Sulle altre questioni  (es. qual è la platea attiva) ho detto con molta chiarezza quello che penso sulle regole e sulle iscrizioni al passato congresso. Le regole sono regole, ma la platea è quella degli iscritti al 2013. Non  è accettabile che gli iscritti al partito siano sconosciuti alla federazione. Gli iscritti che valgono sono quelli conosciuti. Dobbiamo fare un salto forte, di chiarezza.

Non voglio fare forzature, non voglio deleghe. Ma è illusorio pensare che tra quindici giorni potremo decidere, perché saremo tutti in campagna elettorale. Se rinviamo, andremo o dopo le europee o dopo la festa. Propongo perciò di verificare se i punti essenziali oggetto della discussione possono essere messi per iscritto in modo semplice e chiaro, letti in assemblea. E poi, se avranno consenso, potranno diventare i punti decisi. Se non lo avranno, avremo il rinvio».

La riscrittura del documento, presentata in fine riunione da Giulio Pelonzi, è stata approvata a maggioranza.

L’Assemblea ha poi deliberato sulle proposte del Segretario sui punti che seguono.

a) Rispetto della parità di genere in direzione. E’ stato presentato un  Ricorso, ma non aspettiamo l’esito e provvediamo questa sera integrando la Direzione con dodici iscritte componenti dell’Assemblea: Carla Di Veroli, Rosalinda Blasi, Francesca Leoncini, Paola Ilari, Francesca Lavini, Isabella Perugini, Rossella Colforti, Pina Tosto, Maria Vittoria Cannizzaro, Margherita Chelli, Maria Laporta.

Si aggiunge ancora un nome perché Sara Lilli, membro della direzione, è proposta in Commissione di Garanzia, al suo posto andrà Sara Bombelli. L’Assemblea ha approvato.

b) Commissione Garanzia: Il Segretario presenta le proposte per la commissione, che si aprono con il nome di Silvia Della Monica, senatriceg e ex capogruppo nella commissione Giustizia, magistrato di Cassazione (prima pubblico ministero), ma anche dirigente politico di partito, intelligente, competente e equilibrata. E’ ancora magistrato ma fuori ruolo. Chiederà l’autorizzazione del CSM. Se la commissione la eleggerà presidente, saprebbe garantire  un lavoro autorevole, anche un po’ fuori dalle dinamiche del partito romano. Per le altre proposte: Sara Lilli, Luca Gasperini, Daniela Pasquali, Alessandro Bonura, Emilio Mancini, Sandro Laterza, Valentina Martino Ghiglia, Vittorio Alveti, Mauro Caliste, Riccardo Montanari. L’Assemblea ha approvato.

c) Comitato di tesoreria: Carlo Cotticelli lascerà il suo incarico di tesoriere dopo la festa democratica. Si può eleggere intanto il comitato di tesoreria, che garantirà la massima trasparenza dei conti. La proposta è stata elaborata sulle indicazioni delle quattro mozioni del Congresso per la segreteria romana, e comprende: Fabrizio Garroni, Gaetano Cellamare, Gaetano Zappalà e Berto Barbieri.

Poiché la lista non rispetta la parità di genere,  la a proposta non è posta ai voti e la decisione è rinviata.

d) Integrazioni alla Segreteria: Il Segretario informa che ha nominato Enzo Foschi (coordinamento), Stefania Spirito (circoli, pezzo dell’organizzazione) e Andrea Casu (commercio e attività produttive).

e) Nomine a gruppi di lavoro: Il Segretario informa inoltre di altre nomine per gruppi di lavoro: Daniele Palmisano (eventi e festa), Aurelio Mancuso (diritti civili), Emiliano Monteverde (welfare), Andrea Alemanni (decentramento), Andrea Sgrulletti (Mediterraneo, politica estera), Giovanni Zannola (politiche del litorale), Roberto Sgammini (turismo), Alberto Mancinelli (politiche della sicurezza), Salvatore Alfano (problemi dell’ambiente), Serena Visentin (rifiuti), Alfonso Esposito (trasporti), Alessandro Pillittu (giustizia), Silvio Di Francia (formazione politica), Andrea Catizone (infanzia), Sara Bombelli (rapporti con la stampa), Alessandro Benzia (innovazione tecnologica), Gioia Farnocchia (politiche europee), Francesca Del Bello (Segretaria del circolo San Lorenzo, coordinamento dell’assemblea dei segretari dei circoli), Toni Fabbroni (associazionismo e terzo settore), Sara D’Agostino (spettacolo e industria culturale).

Proporrà alla Direzione l’elezione del presidente della Direzione nella persona di Francesca Leoncini.

Il Segretario ha chiesto a Lucia Zabatta, della segreteria, di promuovere un gruppo di lavoro per ricostruire uno spazio per le donne, che poi sceglieranno la propria organizzazione e la responsabile.

Inoltre, sulle questioni del lavoro si darà vita a un forum, lasciando che sia il forum a scegliere il proprio coordinatore. Come pure sullo sport.

Ancora contro i Circoli

Questa notte è toccato al Circolo di piazza Verbano. Ancora una saracinesca sporcata da simboli di violenza e da parole che stravolgono
le nostre proposte per una società di diritti e di uguali. Ne possiamo ricavare due importanti riflessioni: il
PD c’è, si sente perché lavora, propone. Ma c’è tanto lavoro politico da fare, se ancora oggi, a Roma, ci sono persone che preferiscono l’aggressione fisica alla discussione democratica. È il vero problema su cui dobbiamo lavorare tutti, con grande impegno e concentrando le nostre energie.

Europee: la lista PD dell’ “Italia Centrale”

Il Partito Democratico del Lazio ha otto candidati nella lista della Circoscrizione “Italia Centrale”, per le prossime elezioni europee, che è stata presentata oggi. Sono due donne, Silvia Costa e Valentina Mantua, e sei uomini: Goffredo Bettini, Claudio Bucci, Francesco De Angelis, Enrico Gasbarra, Roberto Gualtieri e David Sassoli.

Nel complesso, la lista comprende quattordici candidati. Gli uomini prevalgono sulle presenze femminili (otto a sei), ma è una donna, Simona Bonafé, a fare da capolista.

La lista è così composta: Simona Bonafè, David Sassoli, Roberto Gualtieri, Nicola Danti, Silvia Costa, Goffredo Bettini, Lorenza Pesaresi, Leonardo Domenici, Enrico Gasbarra, Francesco De Angelis, Manuela Bora, Valentina Mantua, Claudio Bucci, Ilaria Bonaccorsi.

Parte l’Assemblea dei segretari dei circoli romani

Si è tenuta giovedì 3 aprile alle 16.30, nella sede del PD Roma, la prima Assemblea dei Segretari dei circoli romani. L’incontro è stato aperto dal Segretario Lionello Cosentino. Quelli che seguono sono i temi che ha offerto alla discussione.

La riunione di oggi ha due obiettivi: 1) la discussione politica degli avvenimenti che interessano la Città, e dei problemi che emergono; 2) organizzare in modo permanente il lavoro dell’Assemblea dei Segretari, previsto dai regolamenti romani, per farne uno strumento stabile del lavoro del Partito democratico di Roma. Introduco la discussione con alcune considerazioni sul quadro nel quale stiamo lavorando.

Il primo impegno che abbiamo è la scadenza elettorale delle elezioni europee: è una partita che si preannuncia molto delicata per Roma. Il risultato delle elezioni europee appena svolte in Francia ci dice quanto siano potenti gli umori anti-europei nei ceti popolari, in quella parte di società che paga il prezzo di una crisi lunga e di cui non si vede ancora lo sbocco (v. i tassi di disoccupazione al 13%, e della disoccupazione giovanile in particolare, che sono impressionanti), e ci fa capire che un risultato positivo alle europee non è affatto scontato, nonostante i sondaggi favorevoli. In realtà è molto diffusa l’idea che l’Europa sia stata un grande vincolo negativo. In campagna elettorale, sarà molto difficile cambiare questa idea, soprattutto se pensiamo alle campagne che faranno Grillo e Berlusconi.

In questo senso, le singole campagne elettorali dei nostri candidati non saranno sufficienti. Penso che il Partito democratico romano non dovrà accontentarsi di accompagnare le iniziative dei candidati. Abbiamo bisogno di fare campagna elettorale come Partito Democratico di Roma. E’ la prima esigenza che metto sul tavolo, l’esigenza di organizzarci per fare una vera campagna elettorale e politica, in cui combattiamo il populismo di destra ma diciamo anche esplicitamente che cosa deve essere cambiato in Europa. Non dobbiamo presentarci soltanto come il partito che difende gli equilibri europei raggiunti, i vincoli esterni e una politica da Fondo monetario internazionale. Non ci capirebbe nessuno. Ci vuole qualcosa di più, dobbiamo spiegare come vogliamo cambiare l’Europa. Perciò faremo un’apertura politica della campagna elettorale con i vertici del Partito – lo concorderemo con la segreteria nazionale –, e nello stesso tempo dobbiamo sviluppare anche una forte  presenza sui territori, impegnandoci subito a decidere le forme e i contenuti politici di questo primo passaggio.

La seconda considerazione riguarda l’idea che il voto europeo sia un voto sul sindaco, alimentata dalla stampa e anche da qualche sconsiderata dichiarazione di qualcuno di noi. Quelle dichiarazioni sono una forma di autolesionismo, ma rimane il fatto oggettivo che l’idea del “voto contro il Sindaco” è un elemento in più  di cui dobbiamo tener conto, che avrà un peso nella campagna elettorale, perché nella città c’è un disagio molto forte. E allora dobbiamo ricordare che in questi giorni, in queste stesse ore stiamo affrontando esattamente questo problema. Come sapete, sono  in corso due discussioni importantissime:  la discussione sul  bilancio di previsione 2014 del Comune di Roma e  la discussione in parlamento sul famoso Decreto Enti locali, che la stampa si ostina a chiamare “Salva Roma”. I  giornali ci accusano di essere il partito che divora i suoi Sindaci, con polemiche e prese di distanza. Capite che si parte da qui per arrivare all’immagine populista e qualunquista di una città in sfacelo, dove non funziona niente. E invece, stiamo facendo ogni sforzo, accanto al Sindaco, per  portare entrambe le discussioni a un risultato positivo.

Per quanto riguarda il bilancio,  abbiamo scelto di costruire un rapporto di collaborazione molto forte con l’Amministrazione capitolina e stiamo ridiscutendo insieme la proposta presentata la settimana scorsa dall’assessore Morgante, basata su tagli lineari. Se accettassimo l’affossamento dei servizi pubblici o delle politiche sociali, non riusciremmo mai a spiegare ai cittadini che quelle erano le migliori soluzioni possibili.

Per quanto riguarda il Decreto Ento locali (“Salva Roma”), ricordo che pochi giorni fa nella Sala delle Bandiere in Campidoglio, insieme con gli Assessori capitolini c’era un Ministro della repubblica, Madia, c’era un sottosegretario all’economia, Giovanni Legnini, c’era il relatore del Decreto Enti Locali, Fabio Melilli, c’era poi Marco Causi, capogruppo della Commissione parlamentare finanze (e membro dell’Esecutivo del PD Roma).Insomma, c’era la squadra del PD, che sta cercando le soluzioni equilibrate e più giuste per i passaggi difficili che Roma ha di fronte.

Già solo la scelta di impegnare forze di questo livello, accanto al Sindaco, per risolvere i problemi,  spazza via l’idea che il Partito Democratico non faccia tutto quello che deve fare per essere solidale con il Consiglio comunale e la Giunta. Naturalmente, non è mancato il giornalista che detto che il PD ha “commissariato il Sindaco”. Sono chiacchiere inutili: il punto è che noi abbiamo la capacità di comprendere che in questo passaggio difficile del bilancio e delle azioni del Governo nei confronti di Roma è indispensabile fare squadra.

Per il Decreto enti locali, il Comune di Roma dovrà presentare al Governo una relazione che spieghi le ragioni del forte indebitamento.Con la Giunta e con i nostri parlamentari, ci stiamo impegnando in una battaglia di risanamento e di verità. Vogliamo spiegare che la crescita dei costi della spesa sociale, durante il mandato di Alemanno, è stata dovuta in realtà alla distribuzione dei fondi alle associazioni amiche di Alemanno.Daremo conto del gran numero delle assunzioni clientelari che hanno fatto lievitare il numero dei dipendenti delle aziende partecipate del Comune.Anche su queste ultime, studieremo caso per caso le modalità con cui sono state gestite negli ultimi anni.Vi ricordo il caso di Farmacap, la società che gestisce la rete delle farmacie comunali, uniche tra tutte le farmacie romane a essere fortemente indebitate. Bisogna spiegare alla  Città che quei debiti sono stati causati dai cattivi meccanismi di spesa, dal modo sbagliato, e illegale, in cui sono stati gestiti i magazzini dei farmaci.Ma ci sono anche aziende strategiche, preziose per il piano di investimenti della Città.Una è ACEA che, dato il suo raggio di attività ha un ruolo decisivo per rilanciare l’economia romana. Poco prima della scadenza del mandato, Alemanno ha blindato il CdA di ACEA, sottraendo la società dal controllo del Sindaco Marino e dei cittadini romani.Perciò è giusto modificare il CdA, cercando l’intesa con i soci ma anche con il Sindaco.

Restano da fare le considerazioni sul nostro PD Roma. Dobbiamo rimettere in modo il partiti della città e i Circoli hanno un ruolo importante.Perciò, come ho detto in apertura, l’Assemblea  dei Segretari diventerà permanente.Ci riuniremo ogni tre/quattro settimane, e metteremo in rete i contenuti delle nostre discussioni, sfruttando il nostro nuovo sito www.pdroma.it, che dovrà diventare un luogo di scambio di informazioni e di discussione, e darà visibilità alle attività promosse dai circoli.

La prossima convocazione dell’Assemblea romana è fissata per martedì 22 aprile alle 16.30, al Residence Ripetta,sala Bernini.In quella sede approveremo tra l’altro la proposta su funzioni, compiti e  meccanismi elettorali dei Coordinamenti municipali.La Commissione eletta durante la precedente Assemblea ha elaborato una proposta largamente condivisa.Quanto ai tempi necessari per procedere alla elezione dei nuovi Coordinamenti, saranno quelli che ciascuno riterrà possibili nelle diverse realtà territoriali, anche tenendo conto che siamo in prossimità delle festività pasquali e nazionali e del periodo elettorale per le europee. Nessuno ci  impedisce di procedere già ora alla discussione sui livelli organizzativi municipali del partito, ma se non ci sono le condizioni  possiamo spostare la discussione a dopo le europee.

Vorrei chiudere con una nota di ottimismo.Ho l’impressione che il Paese stia girando pagina, che si apra un grande spazio politico e che in questa idea di mettersi in moto possiamo trovare il senso più vero della riunione di oggi.