VITTORIA DEL SI AL REFERENDUM DEGLI ISCRITTI SU ATAC E RIFIUTI

Oltre 3500 iscritti al Partito Democratico di Roma hanno partecipato al primo referendum interno della storia del PD per scegliere direttamente la posizione ufficiale del partito al referendum dell’11 novembre per la liberalizzazione del trasporto pubblico locale e le azioni necessarie a contrastare l’emergenza rifiuti che il fallimento di Virginia Raggi e del #M5S ha prodotto nella Capitale. Il referendum tra gli iscritti si è svolto in tutti i circoli della cittá dal 19 al 28 ottobre e ha visto una netta affermazione del Sì in tutti e 3 i quesiti proposti: i primi due anticipavano i quesiti su cui tutti i romani saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 11 novembre e puntava a definire la posizione del partito insieme ai nostri militanti; il terzo li interrogava circa la necessità di intraprendere una mobilitazione permanente cittadina per la difesa del diritto alla salute dei romani e il decoro e il recupero ambientale dei territori, a partire da quelli più compromessi, attraverso l’incremento della raccolta differenziata e la chiusura del ciclo dei rifiuti. La consultazione ha visto un affermazione del Sì con rispettivamente il 62,33%, il 60,95%, e l’84,42% dei voti espressi.

Dopo 11 anni per la prima volta il PD ha chiamato a raccolta tutti i suoi iscritti per votare su una scelta politica e non solo sull’indicazione di nomi. Ringraziamo tutte le democratiche e tutti i democratici che hanno creduto in questo appuntamento e lo hanno reso possibile animando i Comitati per il Sì e per il No e partecipando alla consultazione: di fronte al fallimento di Virginia Raggi in materia di trasporti e rifiuti è indispensabile che il PD assuma su questi temi cruciali posizioni chiare e unitarie frutto di una discussione e decisione collettiva. Ai danni prodotti a Roma dalla truffa della democrazia diretta da Grillo e Casaleggio vogliamo rispondere coinvolgendo tutti i romani, a partire dai nostri iscritti, nella costruzione dell’alternativa che vogliamo offrire alla città in vista del fondamentale appuntamento referendario del prossimo 11 novembre e oltre.

 

Ecco i risultati Circolo per Circolo:

Risultati

PD Roma: chiesto incontro al Prefetto per discutere sugli attacchi ai nostri Circoli

Dopo i numerosi attacchi che le nostre sezioni hanno subito in questi mesi, il Pd Roma ha inviato oggi una lettera al prefetto per chiedere un incontro e rassicurazioni sul clima di odio crescente e di ostilità politica che stiamo vivendo e che non aiuta il confronto democratico e la convivenza civile.
Ecco il testo:
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Roma, 22 ottobre 2018

Alla c.a. del Ministero dell’Interno

Prefettura di Roma

Dott.ssa Paola Basilone

prefettura.roma@interno.it

protocollo.prefrm@pec.interno.it

Vice Prefetti aggiunti Dott. Gianni Capuzzi gianni.capuzzi@interno.it Dott. Roberto Leone roberto.leone@interno.it

Illustrissimo Prefetto di Roma, Illustrissimi Vice Prefetti aggiunti,

è con profonda preoccupazione che scriviamo questa breve missiva a seguito delle reiterate aggressioni alle nostre sedi e i nostri militanti. Il clima di crescente violenza che caratterizza il dibattito politico e la denigrazione degli avversari politici non contribuisce a garantire un disteso e democratico confronto sui temi che maggiormente coinvolgono la vita dei cittadini e dei nostri amministratori.

L’aggressione al Partito Democratico, nello specifico, sta assumendo dimensioni tali da preoccupare tutti noi sulla tenuta civile e democratica della città. Tutto ha avuto inizio il 17 novembre 2017 con l’incendio ai danni del circolo Pd di Ostia Antica; il 28 maggio di quest’anno è stato il circolo di Talenti ad essere oggetto di vandalizzazioni sui muri esterni con scritte inneggianti il Ventennio fascista; il 1 luglio i militanti del circolo Pd Subaugusta sono stati aggrediti in tarda serata da un gruppo di persone riconducibili a movimenti di estrema destra; l’8 luglio è stata la volta del circolo del Pd di Alberone, imbrattato anche in questo caso con scritte e simboli neonazisti; il 13 settembre, Rivoluzione Nazionale rivendica un manifesto e un fantoccio impiccato presso la sede del circolo Pd di Ponte Milvio.

Ora, a fronte di questa crescente ostilità che viene manifestata nei confronti del partito Democratico da gruppi o movimenti ascrivibili a forze politiche estremiste, saremmo interessati a conoscere le attività di indagini avviate in questo lungo anno caratterizzato da aggressioni e insicurezza per quanti hanno scelto il Partito Democratico quale luogo del proprio agire politico.

È vero che la sicurezza è anche influenzata dalla percezione che se ne ha, ma noi siamo fermamente convinti che a Roma esista un problema reale. Siamo consapevoli della delicatezza delle indagini, nel merito delle quali ovviamente non entriamo, siamo però altrettanto consapevoli che questi “crimini di odio” sul territorio di Roma possano ricadere sotto i reati previsti dalla Legge Mancino: gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione, ovvero l’utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici.

A questi avvenimenti si sono aggiunti, negli ultimi giorni, anche altri episodi di altra natura: alla vigilia della manifestazione del 30 settembre, come abbiamo subito denunciato alle autorità, attraverso un’azione organizzata e coordinata i muri della città e le bacheche delle nostre sezioni sono stati sporcati e offesi da manifesti falsi e abusivi affissi nella notte da persone che hanno scelto di rubare il nostro simbolo per attribuirci e veicolare ai romani un messaggio lontano anni luce dalle nostre idee e dai nostri valori al solo scopo di creare allarme e tensione.

Il 6 Ottobre e il 14 Ottobre, rispettivamente, al Circolo PD Tiburtino in Via Grotte di Gregna e al Circolo PD del Pigneto a Via Fortebraccio sulle mura dei nostri circoli sono comparse scritte recanti insulti come “infami” o “PD infame”, fino ad arrivare a venerdì 12 Ottobre, giorno in cui alle ore 00:40 da una macchina nera, con cinque persone, a bordo è stato tirato un sacco nero di rifiuti al Circolo PD di Via Catanzaro, dove si stava tenendo una riunione di nostri giovani militanti.

Per questi motivi Vi chiediamo un incontro e rassicurazioni sul clima di odio crescente e di ostilità politica che stiamo vivendo e che non aiuta il confronto democratico e la convivenza civile.

Certi della medesima consapevolezza in merito alla situazione descritta e in attesa di un cortese riscontro si inviano distinti saluti.

Il Segretario e la Segreteria del PD Roma

Referendum PD Roma

Il Partito Democratico di Roma indice, per la prima volta in Italia e nella sua storia, referendum consultivi per coinvolgere ogni singolo iscritto nella riflessione collettiva su alcuni dei temi più caratterizzanti della politica cittadina.
La natura sperimentale di tale strumento e la mancanza di qualsiasi precedente, nonché il poco tempo a disposizione tra la votazione del regolamento da parte della direzione regionale e lo svolgimento dei referendum, rendono necessarie alcuno chiarimenti che intendono rispondere alle domande più comuni e fornire istruzioni chiare per garantire la migliore riuscita dello storico appuntamento. Tutto questo in attesa dell’emanazione di un vademecum per le operazioni di voto a cura della Commissione per il congresso regionale, di cui queste indicazioni costituiranno integrazione.

QUANDO

I referendum si svolgeranno contemporaneamente alle riunioni di circolo per la selezione dei candidati a Segretario regionale, previste dall’articolo 5 del Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’assemblea regionale del Lazio, quindi tra il 19 ed il 28 ottobre. Anche nel caso dei referendum, come per il Congresso regionale, dovrà essere previsto, prima dell’apertura del dibattito e dopo l’illustrazione dei documenti programmatici dei candidati a segretario regionale, l’illustrazione delle motivazioni a sostegno o contro ciascun referendum, dando la parola per un tempo prefissato deciso dalla Presidenza ad un rappresentante per ogni comitato. Qualora non fossero intervenuti rappresentanti a sostegno di una posizione, va data lettura di un documento sintetico che sarà pubblicato sul sito del PD Roma, qualora fornito dal singolo comitato.

CHI

Possono votare al referendum tutti gli iscritti al PD in regola con il tesseramento 2018. A differenza del Congresso regionale si è ritenuto necessario, in considerazione dei tempi molto stretti tra l’indizione del referendum ed il voto e per garantire la più ampia partecipazione possibile, non porre un limite temporale alle nuove iscrizioni.
Coloro che si fossero iscritti per la prima volta tra il 7 ottobre, data ultima stabilita dal Regolamento del congresso regionale, e il momento del voto, NON POTRANNO votare per il Congresso regionale ma POTRANNO VOTARE per i referendum.

COME

La regolarità delle operazioni di voto sarà assicurata dallo stesso garante indicato per lo svolgimento del Congresso regionale. Sarà sua cura ritirare in Federazione l’elenco degli aventi diritto al voto per il Congresso regionale, al quale andranno aggiunti gli eventuali nuovi iscritti che potranno votare SOLTANTO ai referendum. Il garante porterà con sé anche le schede di votazione, che andranno vidimate così come avverrà per quelle del Congresso regionale. I quesiti dei referendum saranno riportati in un’unica scheda, così da semplificare le operazioni di voto ed il successivo spoglio. Sarà compito dei segretari del circolo municipale verificare che in ogni seggio vi siano due urne (una per il congresso regionale e una per i referendum), oltre ovviamente al materiale di cancelleria eventualmente necessario. Il garante dovrà compilare un verbale specifico per attestare il corretto svolgimento delle operazioni di voto ed i risultati del referendum, distinto da quello previsto per il Congresso regionale. Terminato il Congresso, il Garante prende in custodia, per poi
riportarlo alla sede della federazione, i verbali e le schede votate.

Di seguito in FAC SIMILE la scheda dei referendum

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IL 30 SETTEMBRE TUTTI A PIAZZA DEL POPOLO PER L’ITALIA CHE NON HA PAURA!

Domenica 30 settembre, ore 14
Piazza del Popolo

Scendiamo in piazza per costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura. Scendiamo in piazza perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Scendiamo in piazza perché costruire questa alternativa democratica è il nostro impegno.
Vogliamo riorganizzare il campo delle forze progressiste, un progetto ampio, aperto a tutti i cittadini, le organizzazioni, le realtà sociali che credono nei valori dell’uguaglianza, della solidarietà, della multiculturalità, della scienza e di una crescita più giusta in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Per questo dobbiamo ricostruire un progetto capace di animare le intelligenze, i sogni, le passioni, la fiducia nel futuro soprattutto dei giovani, delle ragazze e dei ragazzi che devono essere i protagonisti dei prossimi anni.
Ogni giorno che passa diventano sempre più evidenti i pericoli del governo giallo-verde, alla cui inaffidabilità gli italiani rischiano di pagare un prezzo molto alto.

Un “prezzo” economico perché le fatiche e i sacrifici di cittadini, famiglie e imprese sono messi a rischio dall’irresponsabilità di un esecutivo ideologico, nemico degli investimenti e dello sviluppo, piegato agli interessi di chi vuole un paese più debole ed esposto all’instabilità finanziaria.
Un “prezzo” sociale e culturale perché le politiche di questo Governo rischiano di alimentare divisioni e rancore nelle nostre comunità, a partire da chi è in difficoltà.

Dietro la propaganda e il clamore sui social, oltre lo sdoganamento del razzismo, le scelte di fondo di questo Governo portano a un impoverimento dei ceti medi e a un arricchimento di chi ha già di più, come accadrà con la flat tax.

La scuola ricomincia nel caos “vaccini” creando inquietudine nelle famiglie, in particolare quelle con bambini immunodepressi: siamo al fianco delle famiglie, degli insegnanti, dei presidi, dei medici e ribadiamo che sulla salute dei più piccoli non si scherza. Noi crediamo nella scienza e nel lavoro di medici e ricercatori, mentre il Governo asseconda fanatismi medioevali. Nello stesso tempo, ribadiamo l’urgenza di un rinnovato impegno educativo contro l’intolleranza proprio a partire dalle scuole.
In politica estera questo Governo simpatizza con Orban, Putin, Trump e con i nazionalisti di ogni provenienza e sceglie apertamente la linea della distruzione dell’Unione europea. Una scelta che rischia di indebolire drammaticamente il nostro paese perché gli interessi di tutti gli italiani, oggi e in futuro, si possono proteggere e promuovere soltanto dentro il progetto comunitario.

Noi lavoriamo per un’Europa che assicuri diritti comuni inviolabili: diritto al lavoro e a un reddito che consenta di vivere, diritto all’assistenza sanitaria, diritto all’istruzione e alla formazione, diritto alla sicurezza, diritto a respirare un’aria più pulita e mangiare un cibo più sano. Oltre l’ideologia dell’austerità che tanto male ha fatto in questi anni.
Noi non dimentichiamo che proprio l’Europa è nata per garantire pace e giustizia e fino a qui ha consentito a milioni di persone di vivere senza guerre e conflitti. Lo dobbiamo ricordare a maggior ragione ora, guardando anche ai conflitti aperti nel Mediterraneo a cominciare dalla preoccupante situazione in Libia.

L’Italia deve guidare il cambiamento europeo al pari degli altri grandi paesi fondatori, non può ridursi ad essere il teatro delle scorribande di altre potenze globali che hanno interesse a indebolire l’Europa.
L’Italia deve costruire una prospettiva di equità, di giustizia e di solidarietà, oltre le paure e il rancore.
Per queste ragioni diamo appuntamento a tutti coloro che credono in un Paese diverso per Domenica 30 settembre alle ore 14 a Roma a Piazza del Popolo.
Sarà il primo passo di una stagione di partecipazione e d’impegno. Con il PD e tanti altri. Per l’Italia, per il nostro futuro.

FESTIVAL DELL’UNITA’ 2018: ECCO IL PROGRAMMA

Domenica 22 luglio alle ore 19 apre il cantiere di “Tutta un’Altra Roma – festival dell’unità 2018” che si terrà fino al 5 agosto presso gli spazi della Ex Dogana di Via dello Scalo San Lorenzo 10.
Due le aree dedicate alla discussione politica, e sul palco centrale si terranno due dibattiti giornalieri. Quello delle ore 19 sarà uno speaker corner sulle principali questioni della Città e della Regione Lazio, nel quale si alterneranno interventi di iscritti, rappresentanti delle Istituzioni e delle forze civiche, sociali, associative ed economiche. Alle ore 20.30 interviste e confronti sulle vicende nazionali, perché il riscatto di Roma è una sfida per l’intero Paese. Sarà questa l’occasione per discutere dell’opposizione al governo populista del M5S e della Lega e sul futuro del Partito Democratico.

Alle ore 18, inoltre, si animerà lo spazio dedicato alla presentazione dei libri. Per poter partecipare ai dibattiti in programma alle ore 19.00 è possibile scrivere a info@pdroma.org, indicando, entro la sera prima, il dibattito al quale si vorrebbe intervenire per un massimo di tre minuti e proponendo sinteticamente il tema del proprio contributo*.

Il programma che segue è suscettibile di modifiche e ulteriori integrazioni. Per quanto riguarda i dibattiti serali con i nostri esponenti nazionali, invieremo una nuova comunicazione nelle prossime ore.

Domenica 22 luglio

ore 19.00
Dalla Rai ai social, la guerra della comunicazione (palco dibattiti) partecipano: Claudia Daconto, Cristina Maltese, Rita Borioni e Sergio Malatesta.

ore 20.30

Brindisi di benvenuto con i volontari

Lunedì 23 luglio

ore 19.00
Lotta alle mafie e giustizia sociale (palco dibattiti) partecipano: Walter Verini, Francesca Danese, Gennaro Migliore, Orlando Corsetti, Giulio Pelonzi, Giancarlo Armati, Giampiero Cioffredi, Agostino Biondo, Associazione rete numeri pari, Massimiliano Coccia, Vittorio Di Trapani, Giuseppe Fortuna, Maurizio Valvo, Guido Staffieri, Rosa Ferraro, Luigi Iorio, Roberto Fera, Athos De Luca e Iside Castagnola.

ore 20.30

Bye bye buche? Ma de ché! Se a tapparle devono pensarci i romani (palco dibattiti) partecipano: Ilaria Piccolo, Cristiano Davoli, Luca Di Egidio, Gloria Galluzzi, Valentina Caracciolo, Claudia Daconto e Mariano Angelucci.

Martedì 24 luglio

ore 18.00

“Ordinaria diversità” con l’autrice Elena Improta e Pietro Vittorio Barbieri (area libri)

ore19.00

La nuova Roma dei diritti (palco dibattiti) partecipano: Monica Cirinnà, Alessandro Zan, Michela Di Biase, Giulia Tempesta, Antonio Senneca,  Aurelio Mancuso, Andrea Casu, Nuova Proposta, Cammini di speranza, Dems arcobaleno, Circolo Mieli, Be Free, Gay Center, Arcilesbica, Ageedo, Cgil Roma, Tenda dei Popoli, Rosa Ferraro, Guido Staffieri, Fabrizio Marrazzo, Ludovica Tranquilli, Manuela Campitelli, Sara Lilli, Erica Battaglia, Massimo Mascia, Paola Pau, Lucrezia Piva, Gabriella De Luca, Donatella Bruno, Guido Laj, Simone Barbieri, Agostino Biondo, Marco Severa, Sebastiano Secci, Cristina Michetelli, Margherita Welyam, Athos De Luca, Angelo Schilaci, Claudio Borzi e Giuseppina Fidilio.

ore 20.30

Roma resiste a omofobia e nuovi fascismi (palco dibattiti) con Monica Cirinnà ed Emanuele Fiano

ore 21.30

L’Europa di fronte alla sfida populista (palco dibattiti)

con Simona Bonafè, Andrea Romano, David Sassoli modera Marco Cappa saluto di Enrico Pagano

Mercoledì 25 luglio

ore 19.00
Roma: dal nido all’Università è ancora la Capitale del sapere? Dibattiti sulla scuola per una città in cambiamento (palco dibattiti) partecipano: Francesco Verducci, Eleonora Mattia, Valeria Baglio, Ludovica Tranquilli, Alfredo Ratto, Paolo Brescia, Valerio Renzoni, Salvatore Mazzamuto, Luca Biferale, Marta Mancuso, Carlo Garau, Marcello Corvo, Mattia Zunino, Lorenzo Artibani, Francesca Biondo, Annarita Leobruni e Roberto Fera.

ore 20.30

Debora Serracchiani intervistata da Andrea Carugati (palco dibattiti)

ore 21.30

Roberto Giachetti intervistato da Mattia Feltri (palco dibattiti)

Giovedì 26 luglio

ore 18.00

“Primo cittadino” con l’autore Matteo Ricci. Partecipano Giulio Pelonzi ed Emiliano Minnucci (area libri)

ore 19.00
Noi altri. L’immigrazione tra integrazione ed eguaglianza (palco dibattiti) partecipano: Sibi Mani Kumarangalam, Marco Pacciotti, Carla Fermariello, Riccardo Corbucci, Guido Staffieri, Esmeralda Tily, Habiba Manaa, Michela Cardinale, Claudia Gioffrè, Cristina Compagno, Oria Gargano, Silvia Marongiu, Lucrezia Piva, Angela Solaini, Giuseppe Pedroni, Sandro Baldi, Augusto Venanzetti, Gianluca Peleggi, Carlo Di Renzo, Francesca Valenza, Sonia Lima Morais, Marguerite Welly, Maria Muto, Claudia Santoloce e Parisa Nazari.

ore 20.30

Nicola Zingaretti intervistato da Giulio Gambino

Venerdì 27 luglio

ore 18.00

“Le borgate e il dopoguerra” con l’autore Roberto Morassut (area libri)

ore 19.00

Salute mentale e universalismo dei diritti. Difendere il sistema sanitario pubblico a 40 anni dalla legge di riforma (palco dibattiti) partecipano: Carla Fermariello, Riccardo Corbucci, Daniela Pezzi, Anna Catalano, Antonella Cammarota, Josè Mannu, Guido Capraro, Francesca Biondo, Maria Muto, Erica Battaglia e Elena Gentili.

ore 21.30

“Tutta un’altra Roma, ogni giorno al fianco dei romani” con Andrea Casu intervistato da Stefano Mentana (palco dibattiti)

Sabato 28 luglio

ore 18.00

“Roma brucia. 19 luglio 1943” con l’autore Rolando Galluzzi. Partecipano Francesca Del Bello e Alberto Ventimiglia (area libri)

ore 19.00
Il trasporto pubblico locale e il futuro della mobilità (palco dibattiti) partecipano: Riccardo Magi, Eugenio Patanè, Ilaria Piccolo, Alessandro Capriccioli, Luigi Colacchi, Alessandro Rosi, Stefania Di Serio, Julian Colabello, Maurizio Policastro e Riccardo Pagano.

ore 21.00

“Eurostorie di ordinario successo in tempo di Brexit” con l’autore Paolo Acunzo. Partecipa Monica Didò (palco dibattiti)

Domenica 29 luglio

ore 19.00

Due anni di opposizione al M5S e a Virginia Raggi (palco dibattiti) con gli eletti PD in consiglio comunale, capigruppo, consiglieri municipali e Presidente.

ore 20.oo

“Lula: l’iniziativa del global progressive forum per dimostrare la solidarietà di tutti i progressisti europei” con Roberto Gualtieri intervistato da Mara Azzarelli

Ore 20.30

Matteo Orfini intervistato da Alessandro De Angelis

Lunedì 30 luglio

ore 18.00

“L’uomo in blu” con l’autore Alessandro Mazzarelli e Filippo Sensi (area libri)

ore 17.00

Direzione Partito Democratico di Roma

ore 20.30

Maurizio Martina intervistato da David Allegranti

ore 21.30

Paolo Gentiloni intervistato da Antonio Polito

Martedì 31 luglio

ore 18.00

“Moro, il caso non è chiuso. La verità non detta” con l’autore Giuseppe Fioroni (area libri)

ore 19.00
Roma creativa, il futuro e il patrimonio della città (palco dibattiti) partecipano Lorenza Bonaccorsi, Silvia Costa, Giulio Pelonzi, Roberto Rampi, Gioia Farnocchia, Riccardo Corbucci, Valentina Nizzo, Filippo Maria Gambari, Alberta Campitelli, Cristina Priarone, Daniela Spinaci, Luigi Gentili, Elio Tomassetti, Roberta De Sanctis, Corrado Cutrufo, Enrico Gandolfi, Claudio Napoli, Maurizio Marrle, Enzo De Camillis, Flavia Salomone, Rosa Ferraiolo Bordon e Lucio Bardelli.

ore 20.30

Luca Lotti intervistato da Pierluigi Pardo

ore 21.30

Marco Minniti intervistato da Claudio Cerasa

Mercoledì 1 agosto

ore 18.00

“Il sorriso di Giglia” con la curatrice del volume Graziella Falconi partecipano Livia Turco e Roberto Morassut (area libri)

ore 19.00
Gli Stati generali dell’abitare, una nuova alleanza sociale per le politiche sulla casa (palco dibattiti) partecipano: Massimiliano Valeriani, Orlando Corsetti, Marco Palumbo, Francesca Del Bello, Amedeo Ciaccheri, Yuri Trombetti, Unione comitati piani di zona di roma, Action, i rappresentanti dei piani di zona di Castelverde, Tor Cervara, Longoni, Borghesiana, Comitato Bastogi, coordinamento inquilini patrimonio disponibile. confcooperative habitat, lega coop Lazio, associazione generale cooperative italiane, comitato inquilini Garbatella, Rete inquilini San Saba, Sunia, Sicet Uniat, Unione inquilini, Cgil.

ore 20.30

“In Parlamento. Passando per il territorio” con Patrizia Prestipino ed Ettore Rosato  intervistati da Marco Pasqua (palco dibattiti)

ore 21.30

Maria Elena Boschi e Andrea Marcucci intervistati da Maria Teresa Meli (palco dibattiti)

Giovedì 2 agosto

ore 18.00

“Fake Republic” con le autrici Romana Ranucci e Sara Della Bella 

e

“200 insulti a un giornalaio servo della Kasta” con l’autore Fabio Salamida

ore 19.00

Il ciclo dei rifiuti a Roma (palco dibattiti) partecipano: Eugenio Patanè, Athos De Luca, Daniele Fortini, Roberto Scacchi, Natale Di Cola, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo, Annamaria Parente, Fabio Bellini, Mimmo Tudini, Maria Teresa Maccarrone e Alessandro Rosi.

ore 20.30

Marianna Madia intervistata da Claudia Fusani (palco dibattiti)

21.30

“Un’altra Roma, un’altra Italia” con Luciano Nobili e Graziano Delrio intervistati da Fabio Martini (palco dibattiti)

Venerdì 3 agosto

ore 18.00

“Algoritmi, big data e marketing automation: è questo il destino della politica?” (area libri) partecipano: Americo Bazzofia, Manrico Macilenti, Massimo Piccardi e Alfonso Pascale.

ore 19.00
Democratici di frontiera: l’impegno quotidiano ai margini della città (palco dibattiti) partecipano: Marco Tolli, Alessandro Lepidini, Roberto Fera, Margherita Welyam, Alessio Cecera, Luciano Gagliardi, Nella Converti.

ore 20.30

“Prima il lavoro. Un impegno per Roma. ” Partecipano Chiara Gribaudo e Claudio Di Berardino (palco dibattiti)

ore 21.30

Il bilancio di Roma, un fallimento a 5 Stelle. Con i consiglieri comunali del Partito Democratico (palco dibattiti)

Sabato 4 agosto

ore 18.00

“Volgograd, storia delle periferie di Roma” con l’autore Luigi De Pascalis (area libri)

ore 19.00

#IDEAROMA, lo sviluppo economico sostenibile (palco dibattiti) partecipano: Francesca Leoncini, Marta Leonori, Roberto Morassut, Augusto Gregori, Angelo Deiana, Maurizio Moretti, Erino Colombi, Erica Simone, Andrea Catizone, Iside Castagnola, Cristiana Lauri, Ludovica Tranquilli, Fabrizio Cannizzaro, Federico Tolo, Luigi Gentili, Umberto Mosso, Giampaolo Galli.

ore 20.30

Roberto Morassut intervistato da Daniela Preziosi (palco dibattiti)

Domenica 5 agosto

ore 19.00
La sfida della riorganizzazione e innovazione per costruire un nuovo partito democratico (palco dibattiti)
per contatti Claudia Daconto (3395040284), Carlo Famiglietti (3427218232), Letizia Gallacci (3475766198)

ore 21.00

Serata conclusiva con i volontari, gli eletti e la segreteria del Partito Democratico di Roma

* sarà possibile intervenire fino a esaurimento del tempo a disposizione per il dibattito (19-20.30)

Torna la Festa dell’unità: al via dal 22 luglio

A Roma riapre il cantiere di “Tutta un’Altra Roma – festival dell’unità 2018”. Dal 22 luglio al 5 agosto torna la festa dell’unità di Roma presso gli straordinari spazi della Ex Dogana di Via dello Scalo San Lorenzo 10. Un’occasione di incontro e di confronto aperto alla città, 15 giorni di assemblee e di dibattiti su tutti i temi di interesse dei romani con tutti i protagonisti della scena politica, civica ed associativa romana e nazionale. Perché il riscatto di Roma è una sfida per l’intero Paese.

Anche quest’anno sarà molto più di una festa per illuminare il cuore dell’estate con iniziative politiche, presentazioni di libri, proiezioni di film, musica, giochi e spettacoli. Ogni giorno a partire dalle 19 discuteremo di un tema cruciale per la città, avviando un confronto aperto non soltanto a tutti i nostri iscritti e rappresentanti istituzionali, ma anche a tutte le forze sociali, politiche, economiche e con tutti quei cittadini che vorranno aiutarci a costruire “Tutta un’altra Roma”.

Una festa dedicata a tutti coloro che si battono ogni giorno per resistere al degrado, contrastare il declino e costruire il riscatto della città più bella del mondo. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il programma completo degli appuntamenti. Vi aspettiamo comunque domenica 22 luglio dalle 19.00 per l’apertura ufficiale.

Chi volesse contribuire attivamente e direttamente all’organizzazione della festa può comunicare al piú presto la vostra disponibilità all’indirizzo info@pdroma.org

AMMINISTRAZIONE 5STELLE: DUE ANNI DOPO E’ “DISASTRO CAPITALE”. RAGGI VADA VIA

Una città ridotta a gigantesco set per un disaster movie. 

Il 22 giugno del 2016 iniziava il mandato di Virginia Raggi alla guida di Roma. Due anni dopo l’annunciato vento del cambiamento si è lentamente trasformato in una cappa asfissiante. Una breve storia di successo in un lungo thriller giudiziario sullo sfondo di una città ridotta a gigantesco set per un disaster movie.

A due anni di distanza gli autobus del trasporto pubblico locale, che doveva diventare “più efficiente”, saltano in aria in pieno centro.
A due anni di distanza si è passati dalla strategia “rifiuti zero” a quella “zero strategia sui rifiuti” con i cinghiali che fanno colazione tra la mondezza davanti alle scuole. A due anni di distanza non si sono mai visti interventi strutturali ed efficaci per la manutenzione delle strade e la cura del verde. Le panchine finiscono inghiottite dall’erba alta e le macchine dalle voragini.

A due anni di distanza la promessa di “totale trasparenza amministrativa” è diventata la prova della “totale opacità amministrativa”. Potremmo andare avanti ancora a lungo. Potremmo citare per esempio le questioni giudiziarie in cui si trova direttamente coinvolta la Sindaca o esponenti di spicco del M5S che per anni ci hanno dato lezioni di onestà da moralisti senza morale quali si sono infine dimostrati. Ma non lo faremo. Non perché non siano importanti. Ma perché non servono. Per giudicare l’operato di questa amministrazione basta aprire gli occhi sul disastro quotidiano in cui Virginia Raggi e il M5S hanno ridotto la città più bella del mondo.

Vittima di un mix micidiale di arroganza e incompetenza. Per questo Virginia Raggi deve dimettersi. Perché non è mai stata in grado d’interpretare il ruolo più importante che i romani le hanno permesso di ricoprire due anni fa, quello di prima cittadina di Roma. Vada via e metta la parola fine a questa agonia. Perché un altro film sia possibile. Già da oggi, in III Municipio, con Giovanni Caudo presidente. #disastrocapitale

Il viaggio di Andrea Casu ventimila leghe sotto la forza di ribellarsi

di ANDREA CASU

Persi come siamo in quell’infinito viaggio tra spazi fisici e digitali che sono ormai tutte le nostre giornate, è sempre più raro riuscire a disconnettersi. Ieri mi è successo, non per mia scelta, mentre attraversavo la città da Ponte Mammolo e Ostia Antica: 19 fermate tra metro B e Roma Lido.

Parto pochi minuti dopo le 17.30, vengo dal III Municipio dove abbiamo trascorso la giornata a volantinare per Giovanni Caudo che corre per tutti noi domenica al ballottaggio, contro il candidato della destra di Salvini che in queste ore terribili sta rivelando il vero volto di questo governo. ‘Rallentamenti su tutta la linea” ripete insistentemente l’altoparlante della stazione quasi a volerci preparare a quello che ci aspetta, con l’ultima briciola di batteria avverto gli amici che mi aspettano a Ostiense per andare insieme “farò troppo tardi, avviatevi, cercherò in qualche modo di raggiungervi”.

A Pietralata restiamo fermi 10 minuti e comincio a guardarmi intorno, uno dei vantaggi di non avere il telefono acceso in viaggio, tornare ad osservare con attenzione quel che succede intorno. Nessuna reazione al ritardo, tutti o quasi chini sul proprio smartphone, impassibili. Solo una ragazza ogni tanto fa capolino fuori dal vagone per cercare di capire, un ragazzo avvisa che farà tardi. L’attesa si ripete alle fermate successive, anche se con minori intervalli.

Circa un’ora per arrivare a Piramide, prendendo ritmo via via che ci avviciniamo al centro quasi a voler rimarcare ancora di più l’ingiustizia di una città che va a velocità diverse a seconda del quartiere in cui vivi. Arrivato a Ostiense corro su per le scale, poi a sinistra, poi di nuovo giù per arrivare alla Roma Lido, sta partendo quella delle 1845 e non voglio perderla, siamo tantissimi alla fine di un martedì di lavoro di metà giugno. Tutti i vagoni sono pienissimi, il treno sta partendo, mi faccio strada tra le persone che guardano il telefono, qualcuno il giornale. Stretti l’uno all’altra in questo vecchio vagone giallo e blu di un treno antico: “la freccia del mare” si legge in viola vicino alle fermate.

Ma così com’è carica di persone e senza aria condizionata assomiglia di più a una freccia di fuoco, che procede lentamente sui binari. Tutti guardano lo smartphone, qualcuno legge il giornale, fa un caldo insopportabile ma nessuno protesta anche qui, come prima per i rallentamenti. Una persona vicino a me comincia a leggere un libro, e io con lei. È “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne, un viaggio fantastico nel racconto di chi forse più di ogni altro ha saputo raccontare la straordinarietà del viaggio. Comincio a sbirciare le pagine, leggo qualcosa tipo “dobbiamo trovare il modo di uscire da qui, facciamo dei segnali, siamo brave persone noi” è “il canadese” a parlare e io mi fermo a pensare.

Quante brave persone ci sono anche qui su questo treno? Perché nessuno sta mandando segnali? Ventimila leghe sotto cosa siamo finiti per aver perso la forza di ribellarci e indignarci di fronte a quello che succede ogni giorno, dalle piccole alle grandi cose? Lo stiamo vedendo in queste ore in Italia come in America, di fronte a una politica che non esita a calpestare i corpi vivi e la dignità delle persone per raccogliere consenso intorno a scelte ignobili.

E mentre questo accade noi restiamo sempre tutti sempre connessi per vedere film, ascoltare musica, chattare con gli amici, senza trovare il tempo e il modo di parlare con la persona che abbiamo vicino, reagire insieme alle piccole e grandi ingiustizie quotidiane che subiamo o che vediamo. Senza trovare il tempo e il modo di utilizzare la forza delle nuove tecnologie per difendere e non per smarrire la nostra umanità. Ad Acilia in molti scendono, si torna a respirare. Il mio viaggio è quasi giunto a destinazione. Mi aspetta un’ultima fermata, presto sarò al circolo per discutere insieme a Ivan Scalfarotto e Monica Cirinnà della legge contro l’omofobia.

Scendo a Ostia Antica chiedo a una ragazza che porta ancora l’orologio che ore sono, mi risponde con un sorriso sono le sette e un quarto. Eccomi arrivato a destinazione ma vorrei risalire subito su quel vagone. Perché mi accorgo di aver perso un’occasione, tra quelle persone come me, per cercare di parlare con ciascuna di loro. Perché mentre il nostro treno rischia di deragliare di fronte agli ostacoli, dobbiamo andare incontro ai problemi, chiedere a tutti di aiutarci a capire come affrontarli insieme. E quando abbiamo l’occasione invitare le persone ad alzare più spesso la testa dallo smartphone per condividere tutta la realtà, impegnandoci ad essere noi per primi a dare l’esempio.