le notizie dai Circoli PD a Roma

Pigneto Prenestino: Storici quartieri, nuovi cittadini

Il 24 Aprile ’14, il Circolo PD “Pigneto Prenestino” ha voluto incontrare gli abitanti, le istituzioni locali, il partito romano e le comunità migranti dei propri territori, perché i quartieri multietnici come il Pigneto diventino una priorità dell’Amministrazione (per chi si fosse perso l’iniziativa ecco qui il video )

Il Circolo è impegnato da anni ad esplorare i percorsi possibili per favorire il dialogo e promuovere la cittadinanza attiva delle comunità migranti che vivono sul territorio. Tuttavia alcuni episodi recenti rischiano di vanificare il lavoro in corso anche perché  spesso vi è una  semplificazione, da parte di alcuni abitanti, che riconduce l’immigrazione alla semplice attività del delinquere.

Nel corso dell’assemblea abbiamo avviato un confronto per cercare di individuare insieme  gli strumenti e le  azioni  che possano ridare slancio ai processi di integrazione politica, culturale e sociale.

Due le strade da precorrere, da una parte un coinvolgimento delle forze dell’ordine, coinvolgendo il Prefetto, mirato a sradicare lo spaccio e gli episodi di violenza, volto a colpire le persone che delinquono a prescindere dalla propria origine; dall’altra definire una nuova metodologia di lavoro per far si che le istituzioni si mettano in ascolto dei contributi delle tante realtà del territorio.

Perciò il Circolo ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico per trovare una sinergia forte fra le istituzioni, i cittadini, i commercianti e tutti coloro disposti a dare il proprio contributo per la soluzione del problema.

 

Questionario sui problemi del quartiere di Monte Mario

Durante le primarie dell’8 Dicembre, il circolo del PD Monte Mario ha distribuito a tutti gli elettori un questionario sui problemi del quartiere nel quale potevano indicare le criticità maggiormente rilevanti del territorio. Il questionario è stato compilato da oltre 470 elettori su un totale di oltre 1250 elettori che hanno votato presso il circolo di Monte Mario con un tasso di partecipazione all’iniziativa di oltre il 35%.

Nel mese di Gennaio la Segreteria Politica del Circolo, coordinata da Giulio Bizzaglia, ha raccolto i questionari rilevando numericamente le indicazioni, con un’elaborazione che ci ha portato ad attribuirle a quattro aree problematiche (Mobilità, Decoro e agibilità, Diritti di cittadinanza, Estetica e bellezza della città).

Per prima cosa abbiamo condiviso questi risultati con tutti i nostri elettori e simpatizzanti via mail, poi abbiamo illustrato i risultati di questa indagine con gli altri Circoli del PD del nostro Municipio e poi li abbiamo discussi con i nostri rappresentanti all’ interno del Consiglio Municipale, auspicando fortemente che l’attività del PD del XIV° Municipio sia orientata alla risoluzione delle problematiche segnalate dai nostri simpatizzanti ed elettori.

Così facendo, stiamo sviluppando un processo politico che parte dal basso, dallo scambio con la cittadinanza, in una prospettiva di sviluppo della democrazia. Lo dobbiamo a noi stessi, in un momento di crisi acuta della politica, proprio perché crediamo che quella della partecipazione e del lavoro sul territorio sia la strada migliore per uscirne, evitando le sirene dell’ antipolitica e dell’”uomo solo al comando”.

Di seguito trovate le criticità del territorio di Monte Mario, segnalate dai cittadini-elettori del PD, ripartite per aree problematiche

  

 

                           Area della mobilità (motorizzata, pubblica e privata)

2

Strade dissestate / cantieri stradali infiniti

139

3

Il traffico soffocante

134

4

Vigili urbani poco presenti nel controllo della mobilità

115

6

Il trasporto pubblico (autobus) insufficiente

106

10

Insufficienza del servizio ferroviario (FR3 Cesano – Ostiense)

32

 

Commento

 

Fanno parte di quest’area, essenziale per tutti i cittadini, le criticità della circolazione, del traffico, della mobilità, del trasporto pubblico. Tre i passaggi ineludibili: a) il puntuale operato istituzionale dei VVUU, che nella ricerca di soluzioni per queste criticità è essenziale, dirimente; 2) lo studio attento della migliore allocazione di percorsi e orari di autobus e FR3, che deve essere assolutamente compiuto in modo partecipato; c) una maggior cura nei lavori stradali, fatta di tempi di esecuzione certi, di qualità nelle riparazioni e, prima ancora, di una conferenza dei servizi da convocarsi semestralmente/annualmente, per evitare l’”apri e chiudi”, in passato figlio dell’insipienza se non dell’interesse di alcuni.

 

 

                                       Area del decoro e dell’agibilità, della fruibilità del territorio

1

Sporcizia diffusa / servizio AMA insufficiente

189

5

Marciapiedi con buche / stretti / inesistenti

112

8

L’illuminazione delle strade insufficiente / inesistente

62

9

Quando piove si allaga tutto (manutenzione caditoie, tombini)

52

21

La sicurezza personale a rischio (per il traffico)

9

22

Timore di essere aggrediti (microcriminalità)

8

 

Commento

 

Cosa fa di una città un luogo dove vivere bene, decorosamente? Lo vediamo qui, riflesso nello specchio di queste risposte. Si esce di casa, si entra nello spazio pubblico secondo aspettative di civiltà, di decoro, di rispetto. La criticità più segnalata del questionario (Sporcizia…) indica una insufficienza profonda e sconfortante da parte dell’Ama, da Paese che arretra piuttosto che avanzare. Le altre voci rappresentano anch’esse un’agenda, un modus operandi per tutti gli amministratori, oltre che per gli operatori culturali.

 

 

                                                                Area dei diritti di cittadinanza

11

Insufficienti cura e controllo ambientale dei campi nomadi

32

13a

Mancanza di assistenza agli anziani, a chi ha bisogno

28

16

Difficoltà ad essere curati / assistiti (ASL), nei modi e nei tempi dovuti

19

19

Inquinamento dell’aria

13

20

Difficoltà nei rapporti con gli uffici del Municipio

11

 

Commento

 

Il tema dei diritti di cittadinanza costituisce il fulcro dei programmi e dell’operato politico, in particolare per un partito di sinistra. Perché è nelle fruizione dei diritti che si manifesta la tenuta democratica di un sistema, la sua capacità di intervenire dove necessario, di intercettare i segnali, i malumori che emergono dai cittadini. Controllare il territorio senza accettare passivamente che esistano zone franche; garantire i processi della cura, dare assistenza a chi si trova in stato di bisogno: è qui che si misura la capacità di dare risposte articolate a problemi complessi. Rispondere a queste criticità è certamente difficile, ma indispensabile.

 

 

Area dell’estetica, della bellezza della città

7

Il verde pubblico insufficiente e malcurato

78

13b

Cartelloni pubblicitari ovunque

28

14

Parco lineare sopra la FR3 ancora non aperto

24

15

Mancanza di spazi nei quali passeggiare, stare in pace

20

17

Abusivismo commerciale (bancarelle, occupazione suolo pubblico)

16

18

Abusivismo edilizio

15

23

Inquinamento acustico

6

 

Commento

 

“Bello il mio quartiere”: ognuno di noi vorrebbe poterlo dire, invece dobbiamo registrare come le aggressioni alla bellezza della città si siano moltiplicate. Via Trionfale all’altezza dell’istituto E. Fermi, ad esempio, anni addietro era molto alberata. Poi si è dato spazio al catrame e al cemento, sradicando quasi tutto, nella pia illusione che trasformandola in un grande parcheggio saremmo stati meglio. Combattere ogni forma di abusivismo mediante controllo e prevenzione, favorire l’associazionismo in difesa del verde pubblico: tutte operazioni estetiche capaci di innalzare fortemente il livello della qualità della vita del quartiere. Il parco lineare costituisce in questo senso una risorsa formidabile, straordinaria, se ben amministrato nell’ottica che gli è propria, quella di un’opera di valore strategico per la mobilità, la riduzione del traffico, le opportunità di sport, di gioco, di incontro, di convivialità. Un luogo di integrazione intergenerazionale, un erogatore di benessere. Un cospicuo capitale sociale.

 

Vincere bene alle elezioni europee con il PD per Schulz Presidente

Anche al nostro circolo, Casalpalocco-Axa, ci siamo interrogati su come affrontare la campagna elettorale per le europee, consapevoli dell’importanza di questo appuntamento che tende ad essere sottovalutata, vista la scarsa motivazione al voto che sembra al momento percepirsi. Non nascondiamoci che, come sempre è accaduto, anche queste elezioni, benché europee, non potranno non avere un riflesso sugli schieramenti politici a livello nazionale. Basti ad esempio ricordare che colui che sembra profilarsi come l’avversario attualmente più temibile, Grillo, ha fatto una dichiarazione piuttosto forte: l’impegno a ritirarsi dalla politica se in queste elezioni non riuscirà a prendere almeno un voto in più del PD. Sarebbe poi vero? Chissà, se poi non lo facesse perderebbe senz’altro ulteriore credibilità e questo annuncio, già da solo, può farci comprendere quanto sarà importante VINCERE e bene il 25 maggio.

Non nascondiamoci che la partita non sarà agevole perché oggi è troppo facile cavalcare l’onda dei diffusi mal di pancia: il trionfo delle politiche di austerità favorito dalla guida di centro-destra dell’UE, imposto ai Paesi più fragili, ha determinato una significativa diminuzione del consenso dell’opinione pubblica alle istituzioni comunitarie. Il termine stesso “Europa” suscita in tanti indignazione e sospetti e la moneta comune è additata da molti come la causa di tutti i nostri disastri. Facile dunque indurre la credenza che la soluzione sia uscire dall’Euro e rendere i nostri rapporti con l’Europa i più marginali possibili.

Può dunque succedere che siano molto più motivati ad andare a votare quanti semplicisticamente credano che buttare il bambino (Europa – Euro) con tutta l’acqua sporca (ristrettezze e austerità) sia LA soluzione a tutti i propri disagi e che percentualmente possano essere più numerosi di quanti pur credendo che il futuro di crescita per l’Italia non possa prescindere da un contesto europeo sempre più coeso e forte, non si sentano tuttavia mobilitati a sufficienza, al punto non solo di andare loro stessi a votare per sostenere questa visione, ma anche di spronare altri a farlo.

Di qui l’esigenza di studiare una strategia per motivare ad andare a votare e votare PD per Schulz Presidente. Per capire come muoversi mi sembra importante partire da un dato che rivela i meccanismi che guidano il voto e partirei dall’illuminante sondaggio proposto da Demopolis all’indomani delle ultime elezioni politiche ad una delle trasmissioni di La7, “Otto e mezzo” (v. immagine di apertura).

Sono portato a pensare che questo schema si ripeta con piccole variazioni ad ogni elezione e il dato più eclatante è la rivelazione che le persone “già convinte”, lo “zoccolo duro” copre solo circa la metà del “parco voti” (tutti noi siamo tra questi) ed è bene capire che le elezioni si vincono grazie alla campagna elettorale che ha la capacità di spostare, soprattutto negli ultimi giorni, quel numero di non più indecisi che va poi a determinare le vittorie e le sconfitte. Ci sarà dunque un florilegio di facili slogan appetitosi contro l’Europa, l’Euro, le banche; urleranno forte i vari piazzisti di elementari verità autarchiche del tipo “piccolo è bello” come se non fossimo parte di un mondo dove solo se ci si coalizza si può crescere e tutto questo rischia di mobilitare un forte consenso e…noi?

Noi dobbiamo assolutamente evitare di giocare di rimessa come se dovessimo difendere l’attuale status quo, perché ricordiamocelo – e ricordiamolo – quella di oggi, che sta suscitando tutti questi risentimenti è l’Europa di Barroso e della Merkel, non la nostra, le politiche restrittive e punitive sono state la ricetta del centro-destra non del centro-sinistra che noi sosterremo con Schulz. Dobbiamo avere la capacità di comunicare una visione positiva dell’Europa come vogliamo che sia e come già in gran parte è: uno dei luoghi migliori dove vivere nel mondo, dove i diritti sociali e individuali sono garantiti e dopo secoli di sanguinose guerre, forse si è imparato a trovare soluzioni mediate che ci garantiscono di vivere in pace. In sintesi, è importante far capire che l’alternativa non è tra Europa-Euro sì e Europa-Euro no, ma che la strada è una Europa unita e forte, unica possibilità di reggere il confronto con le grandi economie mondiali, ma diversa perché attenta alla qualità della vita delle sue popolazioni. Insomma anche in Europa, come in Italia, l’alternativa vera è fra le ricette del centro-destra e quelle del centro-sinistra e in proposito riporto una descrizione molto efficace che avevo trovato qualche tempo fa sul profilo Facebook di Enrico Rossi Presidente (Regione Toscana):

Da una parte i socialisti Renzi e Schulz che vogliono forzare i vincoli fare investimenti e creare lavoro, dall’altra i popolari Barroso e Merkel che non si spostano dallo ‘zero virgola’ e dalle politiche fallimentari del rigore e dell’austerità. Ecco cos’è in gioco alle prossime europee: la manovra Renzi fatta di tagli all’Irpef per 10 milioni di lavoratori e un certo stock di investimenti in crescita e lavoro, che sarà promossa o bocciata dalla nuova commissione europea. Se essa sarà a guida socialista una svolta è possibile”.

Concludo con l’auspicio che le strutture di comunicazione del Partito riescano a confezionare alcuni slogan positivi, corredati da immagini di grande presa che possano raggiungere soprattutto gli elettori delle ultime settimane e degli ultimi giorni e che siano più convincenti delle parole d’ordine demagogiche che già sentiamo dalla Lega, Grillo, Fratelli d’Italia in primis: saranno anche un utilissimo strumento che potremmo poi diffondere capillarmente.

Trovo ad esempio efficaci alcune parti di un piccolo “corto” che sta mandando la Rai in questi giorni dove risulta impressionante il dato che se l’Europa fosse GIA’ una unione politica a tutti gli effetti, sarebbe la prima economia del mondo e il Paese con il numero maggiore di medaglie alle olimpiadi, in un altro si ricorda come proprio l’Europa abbia imposto un livellamento verso il basso delle tariffe della telefonia mobile, provvedimento che ha cambiato notevolmente le abitudini di vita di noi tutti…e allora, forza, costruiamola finalmente QUESTA Europa! Con Schulz, naturalmente!

(Claudio Borzi)

Seconda conferenza nazionale sulle attività spaziali.

Nell’ ambito delle iniziative del Dipartimento Economia del Partito Democratico si terrà a Roma il 15 Aprile 2014, dalle 15.00 alle 19.00, presso la sede nazionale – Via S. Andrea delle Fratte 16 – la II Conferenza Nazionale sulle Attività Spaziali.

L’iniziativa è finalizzata a individuare le modalità con le quali il nostro paese si attrezza di due importanti scadenze che sono determinanti per lo sviluppo dell’intera filiera spaziale: il Semestre di Presidenza Italiana alla UE e la Ministeriale ESA prevista per fine anno, ovvero la riunione dei ministri dei 20 stati aderenti all’Agenzia Spaziale Europea e del Canada e i vertici delle rispettive agenzie nazionali. La conferenza, introdotta da Enrico Ceccotti, del Dipartimento economia del PD nazionale e conclusa da Filippo Taddei della segreteria nazionale del PD vede la presenza, per il governo, del sottosegretario al MIUR Roberto Reggi,  del Viceministro al MISE Claudio De Vincenti e una rappresentanza del Ministero della Difesa. Parteciperanno inoltre Il Commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana Prof. Aldo Sandulli, le principali aziende della filiera Finmeccanica, TASI, Telespazio, Astrium e PMI e le Associazioni datoriali, Esperti del settore, Docenti e Ricercatori universitari, Sindacati. La conferenza dà seguito a un’iniziativa analoga svoltasi a febbraio 2013 ed è stata preparata da uno specifico gruppo di lavoro sulla filiera Spaziale del PD che ha prodotto approfonditi documenti sulle esigenze di sviluppo delle principali tematiche quali l’osservazione della Terra, i sistemi di navigazione satellitari, le telecomunicazioni spaziali, la ricerca scientifica sullo spazio. La filiera spaziale ha una considerevole ricaduta su tutta l’economia del paese per l’alta qualificazione richiesta agli addetti, per le innumerevoli PMI di alta tecnologia, per i servizi che offre per la sorveglianza marittima, ambientale, terrestre,  per la sicurezza e la navigazione con nuovo sistema Galileo. Per tutte queste ragioni si rileva l’esigenza di una maggiore attenzione della politica e una governance pubblica.

 

 

Il piano sul traffico: discutendo con l’assessore Improta

Lunedi 14 aprile, alle 18.30 al Circolo Pd Centro storico, in via dei Giubbonari 38, si terra’ un incontro pubblico con l’Assessore alla Mobilita’ di Roma Capitale Guido Improta. Si discuterà del nuovo “Piano Generale del Traffico Urbano” di Roma Capitale, e si presenteranno agli iscritti e alla cittadinanza le osservazioni e le proposte sulla mobilita’ cittadina elaborate del gruppo “Mobilità” del Circolo.

Le osservazioni elaborate come base di discussione e il collegamento al testo del PGTU sono sul  sito
pdgiubbonari.net

Riflessioni sulle proposte di legge elettorale

Il circolo del PD di Ponte Milvio, a seguito di alcuni incontri di approfondimento, ha ponderato una riflessione sulle proposte di legge elettorale promosse dal Governo (l’Italicum) e ha stilato un documento che offre a una discussione più larga.

PROCEDERE ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, dopo l’intervento della Corte

Costituzionale che ha dichiarato incostituzionali le parti più significative della legge vigente, costituisce una necessità indiscutibile. Per evitare di avere leggi elettorali per le due Camere, inconciliabili e tali da impedire la governabilità, va in primo luogo fermamente ribadito che occorre operare prima la riforma del Senato, superando il bicameralismo perfetto e poi approvare definitivamente la legge elettorale, ed è comunque essenziale non compromettere l’approvazione della legge da parte del Parlamento.

SUL PIANO GENERALE DUE PREMESSE SEMBRANO IMPORTANTI: Rappresentatività e

governabilità devono andare insieme e le riforme istituzionali ed elettorali devono valere per l’oggi e per il domani e non sacrificare il valore essenziale del pluralismo istituzionali ( autonomie ), politico e sociale.

Pur nella consapevolezza che una legge elettorale deve cercare un’ampia condivisione NOI CHIEDIAMO che il PD non rinunci ad alcuni punti essenziali della propria visione e quindi operi al Senato per una modifica di alcune disposizioni importanti.

LA QUESTIONE DELLA PARITÀ DI GENERE. Già alla Camera la questione è stata posta con forza da un raggruppamento politico molto ampio. È indispensabile che il tema sia ripreso al Senato. In presenza di un meccanismo di LISTE BLOCCATE, ancorché più corte rispetto al passato, è INDISPENSABILE che siano alternate sia le posizioni di capolista che le posizioni di ogni singola lista.

LE SOGLIE DI ACCESSO TROPPO ALTE. Il pluralismo politico non può essere sacrificato eccessivamente. Deve essere ASSOLUTAMENTE abbassata almeno al 5 per cento, come nel resto d’Europa, la soglia per chi si presenta da solo, e al 4 per cento per chi si presenta in coalizione. Se la barriera di ingresso per entrare in Parlamento e’ troppo alta vi è il rischio molto grave di una nuova e poderosa astensione.

LA SOGLIA PER Il PREMIO DI MAGGIORANZA TROPPO BASSA. Il premio di maggioranza al 37% risponde in parte alle indicazioni della Corte Costituzionale, ma è ancora

troppo basso. Non si può dimenticare che la cosiddetta ” legge truffa “del 1953

l’aveva posto al 50 per cento; OCCORRE arrivare al 40 per cento. Resta sempre il

ballottaggio per assicurare la governabilità.

POSSIBILITÀ DI ALLEANZE PRIMA DEL BALLOTTAGGIO. E’ irrazionale l’esclusione di

“apparentamenti” ulteriori dopo il primo turno, sono ammessi nel sistema francese, che il PD predilige, e questo è logico per trovare il consenso su basi trasparenti con forze politiche che si sono presentate da sole al primo turno ed abbiano superato il quorum: VANNO quindi consentite ALLEANZE tra il primo e secondo turno.

SCELTA DEGLI ELETTI DA PARTE DEGLI ELETTORI. Anche per andare incontro alla sentenza della Consulta, qualora non fosse possibile tornare a collegi uninominali, e consapevoli dei problemi che pongono le preferenze per il finanziamento della politica e per l’etica all’interno dei partiti, occorre comunque prevedere primarie regolamentate per legge senza costi a carico dell’erario.

IL CONFLITTO DI INTERESSI. Il conflitto d’interessi costituisce uno dei punti

essenziali della piattaforma del PD. Alla Camera il PD ha sostenuto l’inopportunità  di inserire questo istituto  nella legge elettorale, anche nella forma più semplice dell’ineleggibilità. I componenti del Coordinamento di questo Circolo chiedono che il Partito assuma un impegno, con una data precisa, per risolvere questa annosa questione, che ci mette in mora in Europa, attraverso un separato provvedimento.

Chi volesse condividere l’adesione può farlo attraverso le nostre pagine facebook, al link https://www.facebook.com/partito.milvio

IL COORDINAMENTO DEL CIRCOLO PD DI PONTE MILVIO

4 aprile 2014

Utopie spezzate: prospettive di riforma del mercato del lavoro

Giovedì 10 aprile Cesare Damiano, Giorgio Santini e Maurizio Sorcioni parteciperanno alla tavola rotonda “Marco Biagi: un’evoluzione armonica” organizzata dal circolo Trieste-Salario nell’ambito del ciclo “Utopie spezzate: prospettive di riforma del mercato del lavoro”. L’incontro, moderato da Valentina Caracciolo, si svolgerà presso la sede del circolo Parioli (via A. Scarlatti 9) con inizio alle ore 18.

“Utopie spezzate” è un ciclo di iniziative culturali organizzate dal Circolo PD Trieste-Salario di Roma per avviare una riflessione sul tema del lavoro in prospettiva storica, ripercorrendo il filo conduttore che lega alcuni attentati terroristici compiuti contro importanti economisti e giuslavoristi che avevano maturato una visione dinamica delle relazioni sociali e un progetto organico di riforma del lavoro.

Ezio Tarantelli, Massimo D’Antona e Marco Biagi hanno perso la vita nel tentativo di trovare soluzioni a una serie di problemi che ancor oggi appaiono drammaticamente irrisolti come il rilancio dell’occupazione, il contenimento dell’inflazione e del debito pubblico, la possibilità di armonizzare tutela del lavoro e flessibilità del mercato, l’esigenza di immaginare nuovi profili normativi in linea con un orizzonte in rapida e continua evoluzione. La forza propulsiva delle loro idee, che gli ha permesso di immaginare con largo anticipo i cambiamenti che si sarebbero delineati nei decenni successivi, si è scontrata con le resistenze di chi si ostinava a leggere la realtà secondo schemi statici e desueti.

Riflettere sul loro operato – con il contributo di politici, economisti, giuslavoristi e sindacalisti – non vuol essere solo un’occasione per rendere omaggio alla memoria di queste vittime di un brutale terrorismo omicida, ma anche e soprattutto un modo per valorizzare la forza propulsiva delle loro idee. Perché la memoria di uomini come Tarantelli, D’Antona e Biagi non appartiene al passato, ma è parte integrante di un futuro che, oggi più che mai, non può più attendere.

Il progetto, ideato e coordinato da Susanna Pasticci e Luca Tarantelli, prevede tre appuntamenti:

1. giovedì 27 marzo 2014 – Ezio Tarantelli: l’utopia possibile (tavola rotonda con Fabrizio Barca, Guglielmo Epifani e Luca Tarantelli)

2. giovedì 10 aprile 2014 Marco Biagi: un’evoluzione armonica

3. venerdì 9 maggio 2014 – Massimo D’Antona: la creatività del metodo

 

Utopie spezzate: prospettive di riforma del mercato del lavoro

Giovedì 27 marzo Fabrizio Barca, Guglielmo Epifani e Luca Tarantelli parteciperanno alla tavola rotonda Ezio Tarantelli: l’utopia possibile organizzata dal circolo Trieste-Salario nell’ambito del ciclo Utopie spezzate: prospettive di riforma del mercato del lavoro. L’incontro, moderato da Pinuccia Cazzaniga, si svolgerà al Teatro Arcobaleno (via F. Redi 1) con inizio alle ore 18.

Utopie spezzate è un ciclo di iniziative culturali organizzate dal Circolo PD “Trieste Salario” di Roma per avviare una riflessione sul tema del lavoro in prospettiva storica, ripercorrendo il filo conduttore che lega alcuni attentati terroristici compiuti contro  economisti e giuslavoristi che avevano maturato una visione dinamica delle relazioni sociali e un progetto organico di riforma del lavoro.

Ezio Tarantelli, Massimo D’Antona e Marco Biagi hanno perso la vita nel tentativo di trovare soluzioni a una serie di problemi che ancor oggi appaiono drammaticamente irrisolti come il rilancio dell’occupazione, il contenimento dell’inflazione e del debito pubblico, la possibilità di armonizzare tutela del lavoro e flessibilità del mercato, l’esigenza di immaginare nuovi profili normativi in linea con un orizzonte in rapida e continua evoluzione. La forza propulsiva delle loro idee, che gli ha permesso di immaginare con largo anticipo i cambiamenti che si sarebbero delineati nei decenni successivi, si è scontrata con le resistenze di chi si ostinava a leggere la realtà secondo schemi statici e desueti.

Riflettere sul loro operato – con il contributo di politici, economisti, giuslavoristi e sindacalisti – non vuol essere solo un’occasione per rendere omaggio alla memoria di queste vittime di un brutale terrorismo omicida, ma anche e soprattutto un modo per valorizzare la forza propulsiva delle loro idee. Perché la memoria di uomini come Tarantelli, D’Antona e Biagi non appartiene al passato, ma è parte integrante di un futuro che, oggi più che mai, non può più attendere.

Il progetto, ideato e coordinato da Susanna Pasticci e Luca Tarantelli, prevede tre appuntamenti:

giovedì 27 marzo 2014 – Ezio Tarantelli: l’utopia possibile

giovedì 10 aprile 2014 Marco Biagi: un’evoluzione armonica

venerdì 9 maggio 2014 – Massimo D’Antona: la creatività del metodo

(Susanna Pasticci)