Alfonso Sabella legalità

Alfonso Sabella: “Lo spoil system è vecchia politica, ok l’onestà ma serve competenza”

Simone Canettieri, Il Messaggero, 17 giugno 2016
 
 

«L’onestà è una precondizione, ma serve la competenza per amministrare. Per il Comune di Roma la differenza la faranno le capacità amministrative». Alfonso Sabella è stato assessore alla Legalità della giunta Marino: tipo schietto e fumantino. Ora è inserito nella squadra di Roberto Giachetti come possibile capo di gabinetto con delega ai lavori pubblici. «Ho sempre voluto ricoprire ruoli tecnici – dice il magistrato «acchiappa mafiosi» attualmente in aspettativa – con Marino fu un’eccezione dettata da Mafia Capitale».

Sabella, chi lunedì andrà in Campidoglio quale tipo di macchina amministrativa troverà?

«Il Comune non è stato bonificato del tutto: la corruzione è ancora molto forte, almeno in potenza. Il lavoro da fare è tantissimo. Preferirei avere una quota di delinquenti in più invece che delle sacche di incompetenza tra i dirigenti, che ancora si annidano negli uffici, ovviamente senza generalizzare».

È un’accusa al lavoro del commissario Tronca?

«No, dico solo che davanti a una macchina amministrativa incapace di usare strumenti ordinari e di fare gare trasparenti, chi è delinquente si infila come il coltello nel burro. Con la direttiva degli appalti abbiamo invertito il trend. Ma Tronca non ha portato a termine la centrale unica di committenza, che avrebbe controllato meglio la spesa».

Raggi secondo lei avrebbe le capacità di gestire una situazione così complessa?

«Non lo so. Di sicuro non ho dubbi sul fatto che la sua squadra sia onesta, poi però occorre fare un passo in avanti e sapere mettere le mani nei posti giusti».

Il M5S è contrario alle Olimpiadi perché non sono una priorità e perché sono a rischio corruzione.

«Dire sempre no è più facile. Bisogna mettersi in gioco, invece. Le Olimpiadi possono essere come l’Expo o come il Giubileo del 2000: un’occasione. Inoltre questa volta ci sono l’Anac e la procura di Roma, che non è più un porto delle nebbie. Dalle mie parti si dice: chi non mangia non fa molliche».

Cioè?

«È facile essere paladini dell’onestà quando si è all’opposizione, la vera difficoltà sta nel governare e nel rispettare le leggi».

Si è parlato abbastanza di legalità in questa campagna elettorale?

«Il giusto. La mossa di Giachetti di volere liste pulite è stata molto azzeccata, perché la politica non ha aspettato la magistratura e nemmeno l’intervento della commissione Antimafia».

In caso di vittoria della Raggi tira aria di un forte spoil system anche in Atac e in Ama. Cosa ne pensa?

«È sbagliato: questa sarebbe la vecchia politica. Occorre invece dare continuità e discontinuità su criteri oggettivi. Andare a toccare persone dello spessore di Marco Rettighieri in Atac o di Daniele Fortini in Ama è un errore. Stiamo parlando di dirigenti competenti che stanno migliorando le municipalizzate».

A Ostia il tribunale ha detto che non c’è la mafia.

«Non commento le sentenze, aspetto la Cassazione. La mafia a Ostia per me c’è, eccome».