Memoria

“Coltivare la #Memoria – ha detto Liliana Segre – è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.

Il 27 gennaio del 1944 l’Armata Rossa entrava ad Auschwitz, il campo di sterminio nazista diventato il simbolo dell’orrore, del ‘male assoluto’.  Qualche giorno prima, i nazisti avevano cominciato la ritirata, fuggendo dal campo e portando con sé i prigionieri ebrei in quella che fu definita ‘marcia della morte’. La #Shoah si mostrava al mondo in tutta la sua atrocità.

Viviamo un tempo nel quale riprendono fiato i razzismi, le intolleranze, la xenofobia. Oggi più che mai è necessario tenere viva la lezione che ci viene da chi – ebreo, disabile, zingaro, omosessuale, politico, militare – perse la vita in un disegno scientifico di annientamento del più debole, del diverso, perpetrato dalla cieca furia del nazifascismo; e di chi, sopravvissuto, oggi ci aiuta a ricordare.

Oggi più che mai non dobbiamo dare per scontati beni preziosi come la democrazia, la libertà, l’uguaglianza, sapendo che non sono acquisiti una volta per sempre.

La #memoria, così come la pace, la condanna di ogni fanatismo, il dialogo, sono le nostre radici, le fondamenta del nostro essere consesso civile, democratico e libero.

Ogni giorno della nostra vita ricordiamo che questo è stato. Ogni giorno della nostra vita combattiamo l’Indifferenza. Ogni giorno della nostra vita difendiamo democrazia e libertà. Ogni giorno della nostra vita restiamo umani.

auschwitz